attacco terroristico nella cattedrale di Nizza, 29 ott 2020

attacco terroristico nella cattedrale di Nizza: tre morti, una donna decapitata. Fermato l’aggressore, è tunisino, ha 21 anni, era sbarcato a settembre a Lampedusa

Alle 6.47 di ieri mattina Brahim Aouissaoui, 21 anni, tunisino, entra nella stazione ferroviaria di Nizza, si veste di nero, alle 8.13 esce dalla stazione e si incammina verso la chiesa di Notre Dame de l’Assomption, distante un cinquecento metri. Ha con sé una sacca. Per strada c’è molta gente, il quartiere Jean Medecin è pieno di negozi e sono in tanti a fare la spesa: a mezzanotte comincia il lockdown. Ma ecco Notre Dame. Sono le 8.29: Brahim ha con sé un coltello con una lama di 17 centimetri. Entra nella cattedrale, vede una vecchia signora di una settantina d’anni che s’avvia verso l’uscita, una che viene a sentir messa tutte le mattine. La ferma, le tira un fendente alla gola, quasi la decapita, la lascia morta in una pozza di sangue sotto l’acquasantiera. Ma il sagrestano Vincent Loguès, 55 anni, due figli grandi, un uomo sempre servizievole e sorridente, ha visto tutto e si scaglia contro l’energumento. Questi deve aver scartato, e deve essere riuscito ad afferrarlo alle spalle, perché Loguès sembra troppo robusto per esser messo sotto in una colluttazione frontale. Il tunisino, da dietro, gli pianta il coltello all’altezza del pomo d’Adamo, e tira, fino a staccargli la testa. Vede poi un’altra donna, di 44 anni, che sta scappando. La raggiunge, la accoltella molte volte, ma non riesce ad ammazzarla. Costei riesce a scappare, esce in strada, si rifugia nel locale che sta lì di fronte, la pizzeria Unik, gestita da un musulmano maghrebino. Qui rantola per quasi un’ora, ma riesce a sussurrare: «Dite ai miei figli che li amo». Poi spira. Intanto sono arrivati dei vigili urbani, e poco dopo una squadra speciale di poliziotti. Brahim è venuto fuori, grida a perdifiato davanti alla porta di Notre Dame “Allah Akbar”, sembra quasi che chieda di essere ucciso. Agita il coltello con la lama da 17 centimetri, e perciò agenti e vigili alla fine gli sparano, quattordici colpi, lo prendono alla spalla, al fianco, alla coscia. Quando quello è a terra, lo mettono su un’ambulanza, il tunisino sdraiato sulla brandina continua a gridare Allah Akbar, finalmente quando arrivano all’ospedale Pasteur perde conoscenza. Si spera di interrogarlo stamattina.
Quello che si sa finora di costui, è che è arrivato a Lampedusa il 20 settembre su un barchino partito da Sfax. Era in compagnia di un’altra ventina di tunisini. Ha fatto la quarantena sulla nave Rhapsody inviata dal Viminale per decongestionare l’hotspot dell’isola. L’8 ottobre è approdato a Bari, è risultato negativo al tampone e senza nessun precedente di nessun tipo né in Tunisia né in Italia né nel resto d’Europa. Con l’intimazione di lasciare il nostro Paese entro una settimana, gli è stato consegnato il foglio identificativo che la Croce rossa ha distribuito a bordo della nave a tutti gli ospiti e che ancora aveva con sé ieri a Nizza. Quindi, lo si è lasciato andare. Come sia arrivato in Francia, non si sa. Si è certi che si trovasse a Nizza da almeno quattro giorni. Nella sacca che portava con sé sono stati trovati due cellulari, un Corano, altri due coltelli.
Arrivato a Nizza sul luogo dell’attentato, Macron ha parlato di «attacco terroristico islamista», «la Francia è sotto attacco», «noi non rinunceremo ai nostri valori», «i cattolici hanno il sostegno di tutta la Francia. La religione deve essere esercitata liberamente, perché è un valore», ecc. Macron ha poi annunciato i militari dell’operazione “Sentinelle”, preposta alla sorveglianza armata antiterrorismo, diventeranno, da tremila che erano, settemila

In mattinata altri tre episodi, non si sa se collegati a quello di Nizza, hanno fatto crescere ancora di più la tensione in Francia: alle 11.15 un uomo armato di coltello che vleva aggredire un negoziante maghrebino è stato abbattuto dalla polizia; a Lione è stato fermato un afgano armato di coltello, noto però per soffrire di testa; a Gedda, seconda città dell’Arabia Saudita, una persona è stata arrestata per aver aggredito con un coltello la guardia del consolato francese che non è in gravi condizioni.

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