italia viva provoca la CRISI del GOVERNO CONTE, cronaca della giornata del 13 gennaio 2021

In prima pagina
• La crisi di governo, alla fine, è arrivata davvero. Ieri pomeriggio le due ministre di Italia Viva, la Bellanova, la Bonetti (e il sottosegretario Ivan Scalfarotto) hanno rassegnato le dimissioni
• Poche ore dopo, con un Consiglio dei ministri durato dalle 21.55 alle 23.15, il governo ha emanato un nuovo decreto legge che proroga lo stato d’emergenza sanitaria fino al 30 aprile, estende fino al 15 febbraio il divieto di spostarsi tra le regioni e fino al 5 marzo le zone colorate, il coprifuoco e i limiti di spostamento tra abitazioni private. Oggi il governo chiederà alle Camere di approvare un nuovo scostamento di bilancio da 24-30 miliardi per distribuire nuovi ristori

Titoli
Corriere della Sera: È crisi, ora Conte in bilico
la Repubblica: Lo strappo di Renzi
La Stampa: Renzi apre la crisi, Conte in zona rossa
Il Sole 24 Ore: Renzi apre la crisi, Conte tenta il ter / Tempi stretti per l’invio del Recovery
Avvenire: Ancora più in crisi
Il Messaggero: Conte ter, l’ultima trattativa
Il Giornale: Crisi aperta
Qn: Renzi apre la crisi, oggi Conte al Colle
Il Fatto: C.I.A.O – Crisi Irresponsabile a Orologeria
Libero: Si spacca tutto
La Verità: Giocano d’azzardo sulla nostra pelle
Il Mattino: Conte, le manovre per resistere
il Quotidiano del Sud: Titanic Italia
il manifesto: Italia VIA
Domani: Altro che scontro finale / La crisi aperta da Italia viva / è un negoziato infinito

Renzi ha rottamato pure Conte
«La lunga giornata politica di ieri è finita come annunciato: con le dimissioni delle ministre Teresa Bellanova (Agricoltura) ed Elena Bonetti (Pari opportunità e famiglia) e del sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto» [S24]»

In tarda mattinata Beppe Grillo aveva postato su Facebook la «lettera aperta ai partiti di maggioranza e opposizione» del deputato M5s Giorgio Trizzino, che propone «un patto fra costruttori di tutti i partiti per il bene dell’Italia» («chiaramente con Conte» ha precisato poi Grillo).

Nel primo pomeriggio, due ore prima della conferenza stampa annunciata da Renzi, Conte era salito al Quirinale per riferire a Sergio Mattarella sulle decisioni sul Recovery plan e sullo stato dei rapporti della coalizione. Il presidente della Repubblica aveva sottolineato la necessità di uscire velocemente da questa condizione di incertezza. E Conte, uscito dal Quirinale, aveva lanciato un messaggio d’apertura a Renzi, smentendo la ricerca di “responsabili” per sostituire Italia viva e parlando di «un patto di fine legislatura».

«Dal Colle è sceso a piedi e, sulle stradine del centro, ha cercato l’incontro inevitabile con giornalisti, fotografi e cameraman. “Ci ha spiazzati”, ha commentato un esponente dello staff, ma in realtà l’ultima passeggiata aveva il sapore di una uscita studiata. Ecco le lavoratrici delle sale Bingo che implorano: “Presidente, abbiamo i bambini a casa e niente da mangiare”. Ecco le grida di incoraggiamento dei passanti, le battute, i selfie… E lui, a ogni passo: “Le persone ci chiedono di continuare, perché con le sfide enormi che l’Italia ha davanti una crisi non sarebbe compresa”» [Guerzoni, CdS].

E invece, Renzi è andato dritto per la sua strada. Nella sala della Camera che aveva prenotato per dare l’annuncio della crisi, si è presentato con quasi un’ora di ritardo.

«La voce eccitata e un’ottava sopra il normale» [Breda, CdS].

«Bianco come un lenzuolo, con la mascherina chirurgica, accompagnato da Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto nelle vesti di vittime sacrificali, alle 18:17 sferra il colpo che affonda il Conte bis. “Questa conferenza stampa è convocata per annunciare le dimissioni” della delegazione al governo, scandisce» [Marra, Fatto].

«La crisi di governo non è stata aperta da Italia viva, era aperta da mesi» ha detto Renzi, «noi non giochiamo con le istituzioni, la democrazia non è un reality show dove si fanno le veline» e ancora, «la democrazia ha delle forme e se non vengono rispettate allora qualcuno deve avere il coraggio di dire che il re è nudo». Renzi ha criticato con ferocia l’operato del premier Conte nel merito e nel metodo («un vulnus per la democrazia»). Al tempo stesso non ha chiuso a un nuovo governo guidato dallo stesso Conte («ma possibili anche altri nomi»), non ha escluso un patto di legislatura («soldi a sanità e giovani e ci troverete al vostro fianco»). Unica pregiudiziale: no a patti con i sovranisti. Renzi ha anche aggiunto che ritiene si voterà nel 2023 e non ora. Lo sbocco della crisi, secondo il leader di Italia viva, resta nelle mani del premier.

«Fino a notte fonda erano in molti, fra politici e giornalisti, a non aver concordato su un’identica esegesi del discorso del rottamatore» [Breda, cit.].

«Il vero spettacolo non è l’Innominabile che parla tre ore senza dire nulla, se non che apre la crisi perchè gli sta sulle palle Conte. È che c’è ancora qualcuno che gli crede e lo prende sul serio» [Travaglio, Fatto].

«Almeno Trump
tiene in ostaggio
un’intera nazione
con il 47 per cento»
[Spinoza, Fatto].

«Per ore da Palazzo Chigi è filtrata solo l’ira funesta di Giuseppe Conte: “Il presidente sta fuori dalla grazia di Dio”. Finché alle dieci della sera più cupa l’avvocato ha parlato alla sua squadra, rimasta orfana delle ministre renziane. “Purtroppo Italia viva si è assunta la grave responsabilità di aprire una crisi di governo”» [Guerzoni, CdS].
Conte assumerà l’interim dei due ministeri rimasti vacanti.

«Ora che la crisi è quasi aperta un alto funzionario di Palazzo Chigi molto addentro alle vicende piccole e grandi dei governi svela un aneddoto curioso: “Quando Matteo Renzi era qui come presidente del Consiglio, ogni tanto consultava la classifica di Wikipedia che misura quanto tempo siano stati complessivamente al governo i principali leader italiani, sommando i diversi mandati. Ci scherzava su: ieri ho superato Spadolini, domani supero D’Alema…”. Impossibile azzardare se quella classifica abbia pesato sia pure come fugace suggestione nelle determinazioni di Matteo Renzi, ma anche escludendo questa ipotesi, Giuseppe Conte è – o meglio sarebbe – ad un passo dal sorpasso del suo rivale: ancora 77 giorni e l’Avvocato del popolo potrebbe superare Matteo Renzi, a quel punto collocandosi addirittura al decimo posto della “hit parade” dei premier più longevi nella storia della Repubblica» [Martini, Sta].

«E ora? Si chiedono tutti: cosa farà Conte? La prima mossa è di non salire subito al Colle per dare le dimissioni. Lo conferma all’apertura del Cdm, che slitterà alle 22: “Ho offerto la disponibilità ad un tavolo di legislatura, ma le ministre di Iv mi hanno comunicato via mail le loro dimissioni, che accetto”. Naturalmente, aggiunge, “questa sera ho informato della situazione il presidente Mattarella”. Una comunicazione a cui, per il momento, non fa seguito altro. La seconda mossa del premier, infatti, è di capire quanto M5S, Pd e Leu, i partiti della sua coalizione di governo, sono disposti a seguirlo fino in fondo, al di là della batteria di dichiarazioni in cui tutti, ma proprio tutti i leader e i ministri, sentenziano: non c’è alternativa a Conte»  [Lombardo, Sta].

Senza Italia viva il governo Conte ha i numeri in Parlamento? Alla Camera il presidente del Consiglio non dovrebbe avere problemi, ma al Senato le cose sono molto più incerte: senza i 18 renziani, i senatori a sostenere il governo scenderebbero a 152, e quindi servirebbero almeno nove “responsabili” per arrivare alla maggioranza assoluta, pari a 161. Sembra che Mattarella sia contrario alla prospettiva del soccorso dei responsabili per sostituire Italia viva, e che lo abbia detto ieri a Conte nell’incontro al Quirinale.

Il semi-lockdown durerà fino al 5 marzo
Poche ore dopo, con un Consiglio dei ministri durato dalle 21.55 alle 23.15, il Consiglio dei ministri ha emanato un nuovo decreto legge che proroga lo stato d’emergenza sanitaria fino al 30 aprile.
Inoltre:
• il divieto di spostarsi tra regioni (anche se gialle) è esteso fino al 15 febbraio;
• fino al 5 marzo rimangono le zone colorate, il coprifuoco alle 22 e i limiti di spostamento tra abitazioni private;
• viene istituita la zona bianca: ci finiranno le regioni che abbiano registrato meno di 50 casi ogni 100 mila abitanti per almeno tre settimane di fila
«Nelle regioni che otterranno l’ingresso in zona bianca verranno sostanzialmente abolite tutte le restrizioni. Resterà obbligatorio l’uso della mascherina sempre e il distanziamento ma gli spostamenti saranno totalmente liberi, non si dovrà più rispettare il coprifuoco dalle 22 alle 5, bar e ristoranti torneranno ad aprire la sera, aperte tutti i negozi e i centri commerciali nel weekend e fine delle restrizioni anche per il mondo dello sport con la riapertura di palestre, piscine, sport di squadra e di contatto e riapertura anche per cinema, teatri, musei, mostre, convegni, fiere» [Ziniti, Rep].

i numeri complessivi dell’attuale maggioranza al senato. In base a come si sono comportati i membri di palazzo Madama nelle ultime votazioni più rilevanti (i cosiddetti “voti chiave”) possiamo notare che, al netto degli assenti, l’attuale coalizione può contare sull’appoggio di 165 senatori. Un margine molto ristretto rispetto alla maggioranza assoluta. Da questo dato risulta evidente come i 18 esponenti di Italia viva rappresentino l’ago della bilancia per le sorti dell’attuale coalizione. Vai al grafico

4,6%

il peso di Italia viva all’interno del governo. Tra le soluzioni proposte nelle ultime settimane per tentare di scongiurare la crisi c’è stata anche quella di un rimpasto di governo. Il peso delle forze politiche all’interno dell’esecutivo infatti è stato motivo di frizioni all’interno della maggioranza. Al momento la forza politica maggiormente rappresentata è il Movimento 5 stelle mentre Italia viva ha un “peso” inferiore al 5%. La ridistribuzione dei vari incarichi all’interno del governo potrebbe essere un punto al centro delle discussioni nelle prossime settimane. Vai al grafico

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