I conti segreti della lega gestiti dai commercialisti condannati, di Giovanni Tizian, in Domani, 4 giugno 2021

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La condanna dei contabili della Lega
I due commercialisti bergamaschi Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, revisori della Lega in Parlamento, sono stati condannati rispettivamente a cinque anni e a quattro anni e quattro mesi di reclusione nel processo per la compravendita nel 2017 della sede della Fondazione Lombardia Film Commission. La pena inflitta dal giudice Guido Salvini supera di quattro mesi quella chiesta dalla Procura di Milano. Il gup Salvini ha condannato i due anche a pagare un risarcimento di 170 mila euro alla Fondazione e altri 25 mila al Comune di Milano che si sono costituiti parti civili, a differenza della Regione Lombardia che, pur essendo socia del comune in Film Commission, ha deciso di non farlo. Disposta anche la confisca fino a un valore di 300 mila euro di parti delle due villette sul lago di Garda riconducibili ai due. Nel processo, svolto con rito abbreviato, Di Rubba e Manzoni erano imputati di turbativa d’asta e peculato nella compravendita dell’immobile di Cormano, vicino a Milano. I due, insieme al commercialista Michele Gaetano Arturo Maria Scillieri, avrebbero frodato la Lombardia Film Commission, che aveva comprato il palazzo a un prezzo molto più alto del suo valore reale.
«Lombardia Film Commission nel 2017 pagò in anticipo 800 mila euro per acquistare un immobile che in quel momento non solo valeva meno della metà, ma non era utilizzabile perché non aveva il certificato di agibilità. Una perizia, al centro del processo, aveva dimostrato che sia il sorprendente compromesso con il quale fu pagata in anticipo l’intera somma, sia il rogito che arrivò nove mesi dopo, erano viziati dalla mancanza di «un requisito essenziale» che rendeva il complesso di Cormano «inidoneo» a diventare la sede della Fondazione» [Guastella, CdS].
Ancora troppi gli interrogativi senza risposta. «A partire dalle uscite di denaro registrate sul conto corrente del partito nel 2019, un anno da ricordare per la Lega. E non solo per lo strabiliante risultato alle elezioni europee. Ebbene, nel 2019 le uscite sono state cinque volte superiori all’anno precedente. Eppure era il periodo in cui il partito aveva chiuso un accordo con i giudici di Genova per restituire i 49 milioni che deve allo stato in 76 rate annuali. Una rateizzazione ottenuta in virtù della professata scarsa liquidità disponibile. Ma i documenti investigativi ottenuti da Domani offrono una narrazione diversa: 5,1 milioni spesi in soli 9 mesi, alla fine del 2019, 8,8 milioni durante l’intero anno, secondo quanto emerge dal bilancio. Non esattamente uno stato di indigenza con la maggior parte delle spese che viene giustificata come “pagamento servizi”» [Tizian, Domani].
 

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