una articolata argomentazione del mio vecchio amico AMLETO LURAGHI. in tema di “dubbi o contrarietà al vaccino”, 31 luglio 2021

Poiché alcune fra carissime amiche e amici esprimono dubbi o contrarietà al vaccino ed anche mia figlia mostra qualche perplessità mi è venuta voglia provare a mettere nero su bianco ciò che penso.
1. Mi sembra che alla base di molte “resistenze e contrarietà ci sia una sorta di rovesciamento della realtà cioè il pericolo non è il virus bensì il vaccino parto quindi da qui.
Penso si possa essere tutti d’accordo che senza misure di contrasto e contenimento il Covid si sarebbe diffuso nella totalità della popolazione specie se si considera l’alta infettività delle varianti più recenti.
Ma quanto è pericoloso il Covid? Prendo a riferimento i dati del 2020: l’ISTAT ha calcolato che in Italia l’anno scorso ci sono stati 112.000 morti in più rispetto al 2019, di cui quasi 76.000 circa attribuiti direttamente al virus. (https://www.istat.it/…/Report_ISS_Istat_2020_5_marzo.pdf)
I dati ufficiali dicono che circa 2 milioni di persone nel 2020 hanno contratto il Covid.
Anche prendendo per buona la tesi di chi sostiene che in realtà il contagio era diffuso nella popolazione 10 volte tanto, in uno scenario nel quale tutta la popolazione fosse infettata i dati sulla mortalità andrebbero moltiplicati per tre ed oltre.
Dico oltre perché tutti abbiamo presente la situazione degli ospedali e del sistema sanitario durante i picchi della pandemia e quanto in termini di altre malattie e mancata prevenzione è costata e costerà.
2. Una delle obiezioni apparentemente più ragionevoli è: Il vaccino è stato troppo poco sperimentato non conosciamo gli effetti a lungo termine.
Naturalmente qui bisognerebbe chiamare in causa sperimentazioni, studi, scienziati e autorevoli pareri di medici e ricercatori, Io mi limito a fare un ragionamento da uomo della strada. Se non conosciamo del tutto le conseguenze a lungo termine del vaccino, almeno altrettanto vale per le conseguenze a lungo termine che provoca l’infezione del virus, presumibilmente maggiori visto le conseguenze a breve termine che comporta in termini di mortalità, e problemi per i guariti, polmoni, cuore etc.
Del resto, (e qui mi si perdonino inesattezze e approssimazioni) se il vaccino è una parte del virus controllata e depotenziata nei suoi effetti e mirata a far partire una risposta immunitaria da parte del nostro organismo perché dovrebbe essere peggio del virus stesso?
3. Esiste un’alternativa al vaccino che ci preservi dal virus?
L’alternativa in assenza di vaccino l’abbiamo appunto sperimentata nel 2020. Lockdown ripetuti, azzeramento della socialità, danni enormi all’economia, all’occupazione, incremento povertà e malessere sociale, esponenziale indebitamento pubblico, mancata formazione e per i giovani un segno indelebile in una delle fasi più importanti della vita.
E’ pensabile protrarla nel tempo? Penso proprio di no senza considerare che già quel che abbiamo alle spalle è un altro peso sul futuro delle nuove generazioni e comunque richiederà una crescita economica molto accentuata con buona pace dei teorici della “decrescita felice”. Speriamo (ma occorrerà combattere) almeno in direzione di un cambiamento del modello di sviluppo e di tutela dell’ambiente.
4. Esistono cure efficaci della malattia il vaccino non è necessario!
A parte il fatto che come detto nel punto precedente la malattia sarebbe preferibile non prenderla riducendo appunto il rischio di infettarsi attraverso il fatto che la gran parte della popolazione è vaccinata. E’ certamente migliorata la conoscenza del virus e si sono sperimentate cure e procedure più efficaci e sicuramente altre e migliori arriveranno, (ma perché poi non dovrebbe valere anche per la cure l’incertezza sugli effetti a lungo termine?), ma soprattutto quanta popolazione siamo in grado di curare? e ovviamente non mi riferisco solo all’Italia od ai Paesi più ricchi. Nel frattempo cosa succede con le mutazioni del virus? Già oggi l’enorme squilibrio nella disponibilità ed erogazione dei vaccini fra i continenti e i Paesi è il problema (E’ forse un caso che la cosiddetta variante Delta abbia avuto origine in India?) In sostanza il vaccino non è la soluzione di tutto, cosi come la cura. Devono andare insieme ma il vaccino è l’arma più potente che abbiamo adesso.
5. Di fronte all’introduzione del “green pass” e all’obbligo per alcune categorie e fasce di popolazione di vaccinarsi alcuni filosofi e giuristi si sono interrogati sulle questioni delle libertà e della scelta consapevole.
Non prendo neanche in considerazione gli sguaiati proclami sulle libertà che vengono da personaggi come Salvini e Meloni perché e del tutto evidente la strumentalità di queste posizioni da parte di chi si considera erede o persegue le idee del periodo più privo di libertà che l’Italia abbia avuto e che fa della negazione di diritti fondamentali e della costruzione artefatta di nemici la loro principale occupazione.
Capisco invece il tema di una scelta consapevole ed informata ma sottolineo altrettanto l’aspetto del dovere “morale e civico” come ha detto il Presidente Mattarella.
6. Chi contesta l’adozione del “green pass” ritiene sia un attacco alle libertà individuali. E’ davvero così?
A me sembra che sia piuttosto la rivendicazione a prescindere di un “diritto alla socialità”
Ma non esiste un “diritto alla socialità” slegato dalla condivisione non solo di valori ma di regole comuni.
E’ giusto rivendicare ad esempio il diritto ad essere curati, a mandare i figli a scuola, ad utilizzare strade e reti pubbliche, ad essere assistiti nel caso di bisogno e di vecchiaia, e nel contempo avendone i mezzi rifiutarsi di pagare le tasse?
Quello del fisco è un dovere fondamentale per il funzionamento della società e per una redistribuzione almeno parziale delle risorse e delle opportunità, ma anche in altre moltissime occasioni quotidiane siamo soggetti a regole senza le quali collasserebbero società e possibilità di condividere beni e servizi.
Per tenere un cane devo vaccinarlo, per guidare occorre la patente, per andare in palestra devo portare un certificato medico, in certe fasce di età ci sono vaccinazioni obbligatorie, se produco o vendo degli alimenti devo dare delle garanzie fare controlli, vaccinazioni e certificazioni, e cosi per decine di altri adempimenti.
Se non lo faccio ed in alcuni casi è possibile compio una scelta e me ne assumo le conseguenze privandomi di quella possibilità
Nessuno potrebbe ragionevolmente sostenere che se non vado al ristorante al chiuso mi viene impedito di nutrirmi (peraltro si sono sviluppati molti servizi a domicilio). Oppure che se non posso entrare al cinema o allo stadio non posso vedere quel film guardare quella partita etc., ci sono altri modi privi di socialità.
La socialità comporta anche degli obblighi verso gli altri, come dice Gaber: “La libertà non è star sopra un albero – Non è neanche il volo di un moscone – La libertà non è uno spazio libero – Libertà è partecipazione”
Naturalmente altro aspetto è l’obbligo di vaccinazione per alcuni lavori o categorie di persone per le quali la relazione stretta con gli altri non è un’opzione fa parte dell’attività quotidiana e qui non possono che entrare in campo procedure di sicurezza per salvaguardare la salute di se e degli altri fra le quali anche la vaccinazione.

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