Il covid non è “solo un’influenza” e le persone continuano a morire, di Andrea Casadio, in Domani 12 luglio 2022

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  • Ho preso anche io il Covid, e quando meno me l’aspettavo: nell’unico momento degli ultimi due anni e mezzo in cui sono stato meno cauto del solito.
  • Io ho il preso il Covid ad una cena all’aria aperta nella quale erano presenti solo medici ospedalieri, uno dei quali aveva avuto il Covid ma l’aveva tenuto nascosto perché non voleva rischiare di perdere le vacanze, prenotate da tempo, e “perché tanto adesso è come un’influenza”.
  • Anche se Omicron dà una malattia più lieve e anche se siamo vaccinati quasi tutti, il Covid non è affatto come un’influenza, ma resta una patologia grave

un estratto …

I SINTOMI

Due giorni dopo, comincio ad avere qualche sintomo: sento un po’ di brividi, faccio uno o due starnuti, la sera ho qualche linea di febbre.

Mi viene un sospetto: due giorni sono proprio il tempo medio di incubazione di Omicron, ma poi lo scaccio: «Non può essere Covid, il mio amico era negativo, mi avrà trasmesso la sua influenza».

Il giorno dopo però i miei sintomi peggiorano. La febbre sale fino a 39, ho il naso che cola, starnutisco, il mio corpo è scosso dai brividi, mi viene un mal di testa lancinante che non va via. Mi fanno male le ossa e i muscoli, sono debolissimo, mi stendo a letto e non riesco a muovermi.

Mi passa completamente l’appetito, ho la nausea, la sera mangio due cucchiai di riso in bianco ma il mio stomaco è in subbuglio, non digerisco, comincio a sudare come se avessi ingoiato una teglia intera di lasagne al ragù.

Ogni otto ore, prendo una pasticca di Tachipirina per abbassare la febbre e una compressa di antidolorifica per far andare via il mal di testa, ma per giorni la febbre resta alta almeno a 38,5, e il mal di testa non passa.

Non riesco a mangiare nulla, solo un po’ di gelato e acqua con limone zuccherata.

Sono preso dall’ansia, ogni ora vado in cucina, mi metto un po’ di sale sulla lingua e annuso la bottiglia dell’aceto per assicurarmi di non aver perso il gusto e l’olfatto e per placare il mio terrore di avere preso il Covid, ma i sapori e gli odori continuo a sentirli e questo mi tranquillizza, anche se so benissimo che Omicron solo raramente causa questi sintomi. E poi, mi dico: «Non ho tosse e non mi fa male la gola: non può essere Covid».

Per cinque giorni non esco di casa, al sesto la febbre mi passa, ma resto debolissimo e ho ancora il mal di testa. Vorrei tornare al lavoro, telefono ai colleghi che inflessibili mi fanno: «Con i sintomi che hai avuto prima dovresti fare un tampone».

Vado a comprarlo in farmacia, sempre convinto di aver avuto solo una brutta influenza.

Faccio il tampone, e compaiono le due barrette rosse vicine alla C e alla T: sono positivo al Covid.

La prima cosa che penso è che le mie tre dosi di vaccino hanno salvato la vita a me, che comincio a essere un po’ anzianotto, e soprattutto che questa variante Omicron non provoca affatto una malattia lieve come un’influenza.

Dopo cinque giorni ho ancora il mal di testa, non riesco a mangiare, ho perso 7 chili, e dopo una rampa di scale mi viene il fiatone. Avviso subito la mia azienda, poi compilo il modulo di autocertificazione del mio fascicolo sanitario elettronico, e così, da quel giorno, risulto essere uno dei tanti positivi al Covid della regione Emilia-Romagna. Subito, la regione mi invia una mail nella quale mi invita a rimanere sette giorni in isolamento. …

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