LA SPESA DELLE FAMIGLIE PER LE PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI E CON DISABILITA’: IL VOUCHER, L’ASSEGNO DI CURA, IL FONDO CAREGIVER, di Luigi Colombini
già Docente di legislazione ed organizzazione dei servizi sociali – Università statale UNITRE – Roma – Corsi di laurea in DISSAIFE e MASSIFE
Collaboratore del Sindacato Nazionale Unitario Assistenti Sociali – SUNAS – e del Centro Studi IRIS Socialia e redattore di OSSERVATORIO LEGISLATIVO SUNAS
PREMESSA
Il grave e complesso fenomeno delle persone divenute non autosufficienti e delle persone con disabilità gravissima è esploso e trattato progressivamente solo dagli anni ’70, a seguito delle pressioni della società civile e delle sue espressioni organizzate, che aveva affrontato il problema in maniera autonoma attraverso il prendere coscienza della necessità di una risposta collettiva, di “contarsi” e di organizzarsi nell’associazionismo quale strumento adeguato per affrontare i gravissimi problemi di assistenza sanitaria e sociale determinati dalle condizioni esistenziali e quotidiane delle persone colpite da gravissime minorazioni che ne impedivano il normale svolgimento della loro vita nel contesto familiare e sociale (art. 2 e 3 della Costituzione).
Infatti la risposta istituzionale fino alla legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale (legge 833/1978), era caratterizzata da un sistema basato sul concetto assicurativo e riparativo, che si limitava al trattamento dell’evento infausto e assolutamente non legato alla necessità di garantire la prosecuzione di interventi duraturi in relazione alle condizioni psico-fisiche delle persone non autosufficienti: il compito era circoscritto alla sole prestazioni di cure limitatamente allo stato di acuzie e successiva dimissione a seguito dell’intervento sanitario disposto.
L’unica risposta risiedeva nella assistenza psichiatrica attraverso il sistema provinciale della gestione dei manicomi, e nella presenza di piccoli enti assistenziali, come l’ONAOPAG, o nelle IPAB.
È in tale contesto che sono sorte varie associazioni (ANFAS, AIAS, ANIEP) che hanno stipulato apposite convenzioni con il Ministero della Sanità (legge 118/71) per l’assistenza alle persone con disabilità attraverso l’istituzione di appositi centri.
Nel prosieguo dell’ evolversi dei rapporti fra le Istituzioni e la società civile, di particolare rilievo è la costituzione dell’ ANFFAS Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, che rappresentava in effetti la famiglia quale soggetto qualificato ad interloquire con le Istituzioni, e quindi il riconoscimento della sua funzion in quanto portatrice di interessi collettivi e dei diritti civili e sociali delle persone con disabilità.
Nel corso di cinquanta anni nel quadro del riconoscimento della sussidiarietà orizzontale intesa quale primo livello di organizzazione autonoma e la più vicina e prossima ai bisogni primari delle persone, la famiglia anche in relazione all’art. 29 della Costituzione che ne riconosce il ruolo e la funzione, è stata oggetto di diversificate attenzioni a livello politico, denso di contraddizioni, di limiti e di definitivo riconoscimento solo dopo gli anni ‘2000.
Infatti nel decennio 1981-1990 è stato dato avvio a misure restrittive varate dai Governi dell’epoca nei confronti della famiglia: sono stati introdotti brutali misure di contenimento della spesa, con l’istituzione dei tickets sanitari e con il principio della partecipazione al costo dei servizi sociali da parte degli utenti e delle famiglie, nonché l’abolizione per molte fasce di lavoratori degli assegni
familiari: la famiglia è stata in effetti oggetto di persecuzioni fiscali, con la effettiva spinta a deprivarla di servizi essenziali, lasciati al libero mercato.
Tali provvedimenti hanno in effetti allontanato le famiglie dalla fruizione dei servizi sociali, e provocato una conseguente condizione di deprivazione e povertà familiare.
A fronte di una manchevole risposta dei servizi sociali volta a garantire in continuità l’assistenza quotidiana alle persone non autosufficienti e/o con disabilità, le famiglie hanno fatto ricorso alla nuova forma di prestazione assistenziale continua attraverso il cosiddetto “badantato”, ossia l’impiego presso il proprio domicilio, a proprie spese, di persone disposte a garantire la presenza continua nei confronti dei familiari colpiti da gravissime minorazioni.
La sola risposta è stata rappresentata dalla legge quadro sull’handicap – n. 104/92 – che ha contrassegnato peraltro un primo orientamento del legislatore statale ad individuare la famiglia quale riferimento sociale primario nella realizzazione degli interventi e dei servizi a favore delle persone portatrici di handicap.
Infatti sono stati individuati interventi rivolti precipuamente ai familiari che assistono le suddette persone, e quindi la previsione di progetti personalizzati.
In tale contesto, pertanto, la “famiglia”, in quanto primo livello organizzato della sussidiarietà orizzontale (rapporto fra le Istituzioni e la società civile) è stata riconosciuta quale soggetto sociale nel sistema giuridico italiano, confermato dalla legge costituzionale n. 3/01, ove all’art. 117 è sancito che lo “Stato, le Regioni, le Città. Metropolitane, le Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.”, rappresentandone il primo livello.
LA SVOLTA DECISIVA: LA DOMICILIZZAZIONE DEL SERVZIO DI ASSISTENZA ED IL RUOLO DELLA FAMIGLIA
Nel corso del decennio 1990-2000 è assolutamente significativo che proprio nel contesto della definizione di una politica di welfare basato sul rispetto del principio dell’equità, della solidarietà e della responsabilità come indicato dalla legge n. 328/2000, relativa al “Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali”, è stato introdotto da una parte il sostegno domiciliare per le persone anziane non autosufficienti (art. 15), e dall’altra il concetto dell’endiadi persona-famiglia in quanto destinatari degli interventi e dei servizi sociali, dedicando una serie di articoli al ruolo ed alla funzione del nucleo familiare nell’assistenza alle persone disabili (art.14) e agli anziani non autosufficienti (art.15), nonché alla valorizzazione delle responsabilità familiari (art. 16).
Nel disegno complessivo volto a definire un quadro organico di interventi che vedono la famiglia quale fulcro centrale è stato altresì disposta l’ individuazione delle priorità che devono essere poste nella realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, fra le quali:
-
prestazioni di aiuto e sostegno domiciliare, anche con benefici di carattere economico, in particolare per le famiglie che assumono compiti di accoglienza, di cura di disabili fisici, psichici, e sensoriali e di altre persone in difficoltà , di minori in affidamento, di anziani;
-
servizi di sollievo, per affiancare nelle responsabilità del lavoro di cura la famiglia, e in particolare i componenti più impegnati nell’accudimento quotidiano delle persone bisognose di cura particolari ovvero per sostituirli nelle stesse responsabilità di cura durante l’orario di lavoro.
Inoltre è stata prevista la determinazione di misure fiscali di agevolazione per le spese sostenute per la tutela e la cura dei componenti del nucleo familiare non autosufficienti o disabili.
L’INTRODUZIONE DEL VOUCHER E DELL’ASSEGNO DI CURA
Con la legge 328/2000 all’art. 17 è stato introdotta la possibilità di concessione di “Titoli di acquisto di servizi sociali, da intendere, su richiesta dell’interessato, quali titoli validi per l’acquisto di servizi sociali dai soggetti accreditati del sistema integrato di interventi e servizi sociali ovvero come sostitutivi delle prestazioni economiche.
In altri termini la famiglia è stata titolata a fruire di servizi sociali attraverso un sostegno economico (voucher) da erogare al soggetto accreditato per lo svolgimento della prestazione.
Riprendendo anche quanto già indicato dalla legge 328/2000, è stato altresì introdotto il sostegno economico per le famiglie interessate alla cura ed all’accudimento delle persone non autosufficienti.
Tale scelta ha portato ad intendere la famiglia, anche alla luce di quanto sancito dalla Costituzione, quale organizzazione sociale primaria di riferimento, che ha una sua specificità anche in termini economici, così la stessa famiglia è diventata il riferimento fondamentale per la determinazione della situazione economica equivalente (ISEE) per l’accesso ai servizi sociali.
LA RICADUTA SULLE REGIONI DEL SOSTEGNO ECONOMICO ALLE FAMIGLIE CON PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI E/O CON DISABILITÀ
In relazione a quanto disposto prima dalla legge finanziaria 2007, che ha introdotto il Fondo per la non autosufficienza, ed in seguito dalla legge 205/2015, che ha dettato norme sulla definizione del caregiver e del relativo finanziamento da destinare alle Regioni, avuto riguardo alle determinazioni ed alle scelte discrezionali operate dalle singole Regioni, si è ritenuto opportuno delineare, in base a quanto già riportato nell’ OSSERVATORIO LEGISLATIVO SUNAS pubblicato mensilmente sull’apposito sito SUNAS, curato dal sottoscritto, il quadro di riferimento per lo svolgimento delle politiche di sostegno alle famiglie che assistono persone non autosufficienti.
Gli ambiti di osservazione sono:
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO SPECIFICO
REQUISITI PER L’ ACCESSO
ENTITA’ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
INDICAZIONI DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
Si ritiene che tale schema di riferimento possa essere indicativo del modo con cui le Regioni hanno individuato le misure di sostegno economico a favore delle famiglie.
ABRUZZO
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO
L.R. 27 dicembre 2016, n. 43, “Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare (persona che presta volontariamente cura e assistenza)”
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO SPECIFICO
La Regione specifica che l’assegno di cura è un contributo economico per sostenere le famiglie che assistono persone con disabilità gravissima e grave erogato tramite bandi e gestito dai Comuni.
REQUISITI PER L’ ACCESSO
I requisiti di accesso sono certificati dall’UVM (Unità di Valutazione Multidimensionale)
ENTITA’ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
L’entità del sostegno economico varia da 400 euro a 700 euro in relazione alla gravità.
INDICAZIONI DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
L’indicazione dell’ ISEE è articolata su due soglie: fino a 50.000 euro, e 65.000 euro per minorenni.
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
Bandi Pubblici attraverso Il Comune di Residenza, Ufficio di Piano o Segretariato Sociale/Pua.
BASILICATA
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO
IL RIFERIMENTO E’ LA LEGGE N. 205/2015
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO SPECIFICO
Il supporto per i caregiver familiari si concretizza principalmente attraverso contributi economici (come l’Assegno di Cura e bonus una tantum) erogati tramite i Comuni e gli Ambiti Socio-Territoriali, per aiutare chi assiste persone con disabilità grave o gravissima, spesso legati a fondi nazionali.
REQUISITI PER L’ ACCESSO
Il familiare assistito deve avere il riconoscimento di handicap grave (Legge 104/92, art. 3 comma 3) o essere titolare di indennità di accompagnamento. Viene attivato un Piano Individuale e Familiare (PIF) per valutare bisogni e carico assistenziale.
ENTITA’ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
Per l’assegno di cura il contributi varia da 200 euro a 500 euro.
Per il Bonus Una Tantum variano da 400 euro a 500 euro.
INDICAZIONI DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
Attestazione ISEE per prestazioni agevolate di natura socio-sanitaria (art. 6 del DPCM 159/2013) o ISEE Minorenni relativa all’anno di presentazione della domanda.
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
Portale Online: Le domande per l’Assegno di Cura si compilano elettronicamente sul Portale Assegno di Cura Basilicata.
Servizi Sociali: Per bandi specifici (come quelli di Matera o Potenza), è necessario consultare l’Albo Pretorio del proprio comune o rivolgersi ai Servizi Sociali/PUA del territorio.
CALABRIA
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO
L.R. 31 gennaio 2024, n.6 “Norme per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare”
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO SPECIFICO
L’assegno di cura è un contributo economico destinato principalmente alle persone con disabilità gravissima (incluse patologie come la SLA o stati vegetativi) e ai loro caregiver familiari per favorire la permanenza al domicilio.
REQUISITI PER L’ ACCESSO
La certificazione è svolta dall’UVM (Unità di Valutazione Multidimensionale) che formula il Piano Assistenziale Individuale (Pai)
ENTITA’ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
Gli importi non sono fissi a livello regionale ma dipendono dalle risorse del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (FNA) ripartite tra i Distretti Socio-Sanitari. In genere, i contributi per la disabilità gravissima oscillano tra 400 euro e 700 euro mensili. Per i caregiver, possono essere previsti bonus una tantum o assegni periodici.
INDICAZIONI DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
La soglia è indicata entro i 50.000 euro per adulti o 65.000 euro per minorenni).
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
Sono previsti bandi aperti dai Comuni/Distretti Socio-Sanitari o sulla piattaforma Inps per specifici bonus caregiver
CAMPANIA
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO
L.R. 20 novembre 2017, n. 33 “Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare”
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO SPECIFICO
L’assegno di cura è un contributo economico mensile per persone non autosufficienti con disabilità gravissima o grave.
REQUISITI PER L’ ACCESSO
La certificazione è svolta dall’UVM (Unità di Valutazione Multidimensionale), a livello distrettuale, che formula il progetto socio-sanitario personalizzato (PAI)
ENTITÀ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
Per la disabilità gravissima 1.200 euro mensili, per la grave 600 euro mensili.
INDICAZIONI DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
La soglia è indicata entro i 50.000 euro per adulti o 65.000 euro per minorenni).
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
Avviso pubblico, e la domanda va presentata al Servizio sociale del Comune
EMILIA ROMAGNA
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO
L.R. 28 marzo 2014, n. 2, “Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare”
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO
L’assegno di cura è un sostegno economico a favore delle famiglie che assistono in casa propria un anziano non autosufficiente, concesso in alternativa all’inserimento stabile in strutture residenziali.
REQUISITI PER L’ ACCESSO
La certificazione è svolta dall’UVM (Unità di Valutazione Multidimensionale), previa istruttoria e richiesta del Servizio sociale, che formula il progetto socio-sanitario personalizzato (PAI).
ENTITÀ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
La Regione ha variamente indicato le misure di sostegno economico, riferendole comunque al giorno anziché al mese, e correlate alla gravità del singolo caso:
in relazione alla situazione valutata in UVM sono previsti quattro livelli di contribuzione giornaliera:
- 10,33 euro
- 15,49 euro
- 23 euro
- 45 euro
INDICAZIONI DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
La soglia prevista è di 34.000 euro.
Per le persone in situazione di dipendenza vitale che necessitano di assistenza continua nell’arco delle 24 ore non è prevista la soglia ISEE
Per i minori la soglia ISEE è di 65.000 euro.
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
Per ottenere l’assegno di cura è necessario rivolgersi ai servizi sociali o sanitari dedicati alle persone adulte con disabilità presso il Comune o l’Azienda Usl di residenza.
L’assistente sociale del Comune di residenza o il referente del servizio sanitario, dopo aver incontrato la persona con disabilità e la sua famiglia, effettua una prima valutazione del bisogno.
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO
L.R. 24 febbraio 2023 n. 8 “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dei caregiver familiari”.
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO
L’assegno di cura rientra principalmente nel Fondo per l’Autonomia Possibile (FAP), una misura regionale per sostenere la permanenza a domicilio di persone non autosufficienti.
Le principali tipologie di contributo sono:
-
Assegno per l’Autonomia (APA): Destinato a persone con grave disabilità o anziani non autosufficienti che necessitano di assistenza per le attività quotidiane.
-
Contributo per l’Aiuto Familiare (CAF): Erogato se la persona non autosufficienti assume regolarmente un assistente familiare (badante) con contratto di almeno 20 ore settimanali.
-
Fondo Caregiver: Un contributo specifico di 300 euro mensili (per un massimo di 12 mesi) destinato a chi assiste familiari in condizioni di disabilità gravissima.
- Sostegno alla vita indipendente (SVI)
- Sostegno a progetti dedicati ai minori (SPM)
- Assegno dedicato alle persone in condizione di gravissima disabilità (AGD)
-
Sostegno a progetti in favore di persone con problemi di salute mentale e/o di dipendenza patologica
REQUISITI PER L’ ACCESSO
-Assegno per l’Autonomia (APA)
Il livello di gravità viene accertato dai Servizi territoriali con appositi strumenti valutativi.
-Contributo per l’Aiuto Familiare (CAF)
Il livello di gravità viene accertato dai Servizi territoriali con appositi strumenti valutativi.
-Sostegno alla vita indipendente (SVI)
Il livello di gravità viene accertato dai Servizi territoriali con appositi strumenti valutativi.
-Sostegno a progetti dedicati ai minori (SPM)
Il livello di gravità viene accertato dai Servizi territoriali con appositi strumenti valutativi.
-Assegno dedicato alle persone in condizione di gravissima disabilità (AGD)
Il livello di gravità viene accertato dai Servizi territoriali con appositi strumenti valutativi.
ENTITÀ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
a) Assegno per l’autonomia (APA)
Gli importi annuali variano, a seconda della gravità e dell’ISEE, da un minimo di 1.620 euro a un massimo di 6.204 euro.
b) Contributo per l’aiuto familiare (CAF)
Gli importi annui variano, a seconda della gravità, dell’ISEE e del numero di ore settimanali, da un minimo di 2.892 euro a un massimo di 12.000 euro.
c) Sostegno alla vita indipendente (SVI)
Gli importi annui sono stabiliti in sede di progetto e vanno, a seconda delle azioni previste, da un minimo di 3.000 euro a un massimo di 24.000 euro.
d) Sostegno a progetti dedicati ai minori (SPM)
Gli importi annui variano, a seconda dell’ISEE e delle azioni previste nel progetto, da un minimo di 3.852 euro a un massimo di 12.000 euro.
e) Assegno dedicato alle persone in condizione di gravissima disabilità (AGD)
Gli importi annui variano, a seconda dell’ISEE, da un minimo di 10.704 euro a un massimo di 24.000 euro.
f) Sostegno a progetti in favore di persone con problemi di salute mentale e/o di dipendenza patologica
Per il sostegno economico dei progetti è disposto un budget di salute finanziato in sede di progettazione integrata dal Servizio sociale dei Comuni in misura non superiore ai 12.000 euro annui e dall’ASS per un importo di almeno pari ammontare alla quota sociale.
INDICAZIONI DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
a) Assegno per l’autonomia (APA)
L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del nucleo familiare non deve superare i 30.000 euro.
b) Contributo per l’aiuto familiare (CAF)
La soglia ISEE è di 30.000 euro.
c) Sostegno alla vita indipendente (SVI)
La soglia ISEE è di 60.000 euro.
d) Sostegno a progetti dedicati ai minori (SPM)
La soglia ISEE è di 40.000 euro.
e) Assegno dedicato alle persone in condizione di gravissima disabilità (AGD)
La soglia ISEE è di 60.000 euro, elevata a 65.000 euro in caso di minori.
f) Sostegno a progetti in favore di persone con problemi di salute mentale e/o di dipendenza patologica
La soglia ISEE è di 30.000 euro, elevata a 40.000 euro in caso di minori.
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
Le persone o i loro familiari possono segnalare i loro bisogni assistenziali al Servizio Sociale dei Comuni o al distretto sanitario oppure al PUA del proprio territorio.
I Servizi territoriali hanno il compito di prendere in carico i casi, nei confronti dei quali – se i bisogni vengono accertati – mettono a punto un progetto personalizzato, condiviso con l’assistito o con chi ne fa le veci. Il progetto potrà eventualmente prevedere, tra i vari interventi possibili, la concessione del contributo FAP, nei limiti della capienza di budget.
LAZIO
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMEMTO
L.R. 11 aprile 2024, n. 5, “Disposizioni per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare”,
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO SPECIFICO
L’assegno di cura è un contributo economico destinato a persone con gravissima disabilità o non autosufficienza per supportare l’assistenza domiciliare.
REQUISITI PER L’ ACCESSO
La certificazione è svolta dall’UVM (Unità di Valutazione Multidimensionale), a livello distrettuale, che formula il progetto socio-sanitario personalizzato (PAI)
ENTITÀ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
L’importo è pari a 500 euro, implementato di ulteriori 100,00 euro per un totale di 600,00 euro, per i caregiver familiari riconosciuti di persone con disabilità complessa ad elevata intensità assistenziale e a prevalente incidenza sanitaria
INDICAZIONI DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
La soglia è di euro 50.000,00 per adulti, mentre per i minori tra 16 e 18 anni di euro 65.000,00.
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
È previsto lo Sportello per il caregiver familiare dedicato, anche, all’accoglimento dell’istanza di riconoscimento formale e al rilascio del Tesserino identificativo “Card Giver”.
LIGURIA
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO
IL RIFERIMENTO E’ LA LEGGE N. 205/2015
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO
È una misura di sostegno economico destinata alle persone con disabilità gravissima o anziani non autosufficienti che vivono al proprio domicilio
REQUISITO PER L’ ACCESSO
La certificazione è svolta dall’UVM (Unità di Valutazione Multidimensionale), previa istruttoria e richiesta del Servizio sociale, che formula il progetto socio-sanitario personalizzato (PAI)
ENTITÀ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
400,00 euro mensili per caregiver con ISEE socio-sanitario pari o inferiore a 15.000 euro
200,00 euro mensili per chi supera la soglia di 15.000 euro di ISEE.
INDICAZIONE DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
Vedi sopra
PERCORSO AMMINISTRATIVO PER L’ EROGAZIONE
Per ottenere l’assegno di cura è necessario rivolgersi ai servizi sociali o sanitari dedicati alle persone adulte con disabilità presso il Comune o l’Azienda Usl di residenza.
LOMBARDIA
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO
L.R. 30 novembre 2022 , n. 23,”Caregiver familiare”
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO
L’assegno di cura per persone non autosufficienti è gestito principalmente tramite la Misura B1 (disabilità gravissima) e la Misura B2 (disabilità grave), erogando buoni mensili o voucher per sostenere la domiciliarità.
REQUISITI PER L’ ACCESSO
Necessaria la certificazione di disabilità/non autosufficienza rilasciata dall’UVM e relativo Piano Assistenziale Individualizzato
ENTITÀ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
MISURA B1 (Disabilità Gravissima)
Destinata a persone con gravissima compromissione delle autonomie (es. dipendenza da ventilazione meccanica, stato vegetativo, demenza grave).
Da 565 euro a 665 euro al mese, con un massimo di 900 euro per chi presenta bisogni complessi.
MISURA B2:
Destinata a persone con disabilità grave o anziani non autosufficienti assistiti al domicilio.
100 euro al mese.
Assegno di “autonomia ”fino a 800 euro mensili per sostenere le progettualità di vita indipendente in presenza di assistente personale regolarmente impiegato.
INDICAZIONE DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
Per MISURA B1 50.000 euro per adulti/anziani (ISEE sociosanitario) e 65.000 euro per minori (ISEE ordinario).
Per MISURA B2 25.000 euro per adulti/anziani e 40.000 euro per minori
Assegno di autonomia 30.000 euro
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
Le domande vanno presentate al Comune di residenza o tramite i bandi pubblicati dalle ATS (Agenzie di Tutela della Salute).
MARCHE
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO
IL RIFERIMENTO E’ LA LEGGE N. 205/2015
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO
Contributo economico destinato a sostenere anziani non autosufficienti.
REQUISITI PER L’ ACCESSO
Essere stati dichiarati non autosufficienti con certificazione di invalidità al 100% e titolarità dell’indennità di accompagnamento
INDICAZIONE DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
200,00 euro mensili
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
L’erogazione è gestita dagli Ambiti Territoriali Sociali (ATS).
MOLISE
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMEMTO
L.R. 14 novembre 2025, n. 13 “ Disposizioni legislative per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare”
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO
Contributo economico mensile erogato dagli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) per supportare la permanenza a domicilio di persone con disabilità gravissima e valorizzare il ruolo del caregiver familiare.
REQUISITI PER L’ ACCESSO
Le prestazioni sono subordinate alla valutazione dell’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) e all’inserimento nel Piano Assistenziale Individualizzato (PAI).
ENTITÀ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
400,00 euro mensili.
INDICAZIONE DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
ISEE socio-sanitario non superiore a 50.000 euro (o 65.000 euro per minori).
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
Le domande vanno inviate direttamente al proprio Ambito Territoriale Sociale di riferimento tramite appositi avvisi pubblici periodici
PIEMONTE
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO
IL RIFERIMENTO E’ LA LEGGE N. 205/2015
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO
Il principale sostegno economico per la non autosufficienza è il voucher “Scelta Sociale”, destinato a persone anziane o con disabilità grave per assistenza domiciliare o residenziale.
REQUISITI PER L’ ACCESSO
La certificazione è svolta dall’UVM (Unità di Valutazione Multidimensionale)
ENTITÀ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
Contributo di 600 euro mensili.
INDICAZIONE DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
ISEE sociosanitario fino a 50.000 euro ( 65.000 euro per minori)
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
La richiesta va inviata esclusivamente online attraverso la piattaforma “Scelta Sociale“.
PUGLIA
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO
L.R. 27 febbraio 2020, n. 3, “Norme per il sostegno del caregiver familiare”
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO
La Regione ha istituito il “Patto di cura 2025-26”, destinato alle persone fisiche in condizione di disabilità gravissima non autosufficienti per l’assunzione per almeno 12 mesi, diretta o mediante Agenzie di lavoro, di una figura professionale a cui viene applicato il CCNL del Lavoro Domestico, con gli inquadramenti contrattuali e le ore minime contrattuali indicate nell’Avviso.
REQUISITI PER L’ ACCESSO
Essere titolari di indennità di accompagnamento di cui alla L. n. 18/1980 o comunque non autosufficienti ai sensi dell’Allegato 3 del DPCM n. 159/2013 (quarta colonna “Non Autosufficienza” del prospetto in All.3); essere in possesso di almeno una delle condizioni di non autosufficienza gravissima di cui al comma 2 lett. a), b), c), d), e), f), g), h), i) dell’articolo 3 del Decreto FNA 2016.
ENTITÀ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
In caso di assunzione diretta, l’importo della sovvenzione su base mensile è pari ad 1.200,00 euro.
INDICAZIONE DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
ISEE in corso di validità non superiore a 60.000,00 euro in caso di adulti (in tale ipotesi, si fa riferimento all’ISEE Ristretto del disabile o all’ISEE ordinario, ove più favorevole) o non superiore a 80.000,00 euro in caso di minorenni.
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
La domanda di “Patto di Cura 2025-2026”è effettuata esclusivamente online per il tramite della Piattaforma web dedicata, raggiungibile all’indirizzo https://pugliasociale-spid.regione.puglia.it dal soggetto destinatario, dal referente familiare ovvero dal delegato.
SARDEGNA
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO
L.R. 6 novembre 2023, n. 12 “Riconoscimento, valorizzazione e sostegno del caregiver familiare”
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO
La Regione ha istituito:
il Programma Ritornare a casa PLUS: Destinato a persone con non autosufficienza grave o gravissima, che prevede un buono mensile e voucher socio-sanitari, con contributi anche per il caregiver familiare.
Bonus Caregiver, che si rivolge a chi assiste un familiare convivente con disabilità, con requisiti specifici di ore settimanali di assistenza (almeno 91 ore).
Programma “Mi Prendo Cura” Si tratta di una misura complementare rivolta a chi è già beneficiario (o ha presentato domanda) per il programma Ritornare a Casa PLUS.
REQUISITI PER L’ ACCESSO
Le ASL ed i Comuni sono competenti per la valutazione.
ENTITÀ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
il Programma Ritornare a casa PLUS prevede un contributo che può arrivare a 1.200 euro ogni tre mesi.
Il Bonus Caregiver può arrivare a 1.200 euro ogni tre mesi.
INDICAZIONE DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
È indicata la soglia ISEE di 15.000 euro
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
La gestione è delegata ai singoli enti locali, oppure ci si rivolge al PUA.
SICILIA
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO
L.R. 21 marzo 2024, n. 5 “Riconoscimento e valorizzazione della figura del caregiver familiare”
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO
L’assegno di cura per disabilità gravissima è un contributo economico mensile a sostegno delle persone non autosufficienti assistite a casa.
REQUISITI PER L’ ACCESSO
Il beneficio è destinato a chi è in possesso della certificazione di disabilità gravissima ai sensi dell’art. 3 comma 3 della Legge 104/92 o in condizioni di dipendenza vitale.
ENTITÀ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
L’importo varia solitamente tra 700 euro e 1.000 euro
INDICAZIONE DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
La soglia è prevista in 30.000 euro.
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
Viene prevista la sottoscrizione di un “Patto di Cura” presso il Comune di residenza o il Punto Unico di Accesso (PUA) dell’ASP.
TOSCANA
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO
L.R. 22 agosto 2025 n. 55, “Disposizioni per la promozione ed il riconoscimento della figura del caregiver familiare”
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO
L’assegno di cura in Toscana è un sostegno economico regionale destinato a persone non autosufficienti (anziani o disabili gravi) per favorire la domiciliarità.
REQUISITI PER L’ ACCESSO
La valutazione della non autosufficienza è svolta da parte dell’Unità di Valutazione Multidisciplinare (UVM o UVMD) che elabora il progetto assistenziale.
ENTITÀ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
Gli importi variano, con contributi che possono arrivare a 850 euro mensili per anziani non autosufficienti, che si aggiungono all’indennità di accompagnamento.
Per disabilità gravissime (es. SLA), il contributo può ammontare a circa 1.650 euro mensili.
Esistono progetti regionali come “Pronto Badante” che offrono un contributo una tantum di 300 euro per l’attivazione di assistenti.
INDICAZIONI DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
Presentazione dell’ISEE socio-sanitario. Le soglie variano in base al bando locale: ad esempio, alcuni comuni richiedono un ISEE non superiore a 15.000 euro, mentre per altre agevolazioni regionali specifiche la soglia può arrivare a 25.000 euro.
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
La domanda va presentata al proprio Comune di residenza, alle Società della Salute (SdS) o all’Azienda Sanitaria Locale (ASL) di riferimento.
UMBRIA
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO
IL RIFERIMENTO E’ LA LEGGE N. 205/2015
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO
L’assegno di cura in Umbria è un contributo economico a sostegno delle persone non autosufficienti, in particolare con disabilità gravissima.
REQUISITI PER L’ ACCESSO
Certificazione di disabilità grave (ai sensi della Legge 104/92, art. 3 comma 3) o condizione di non autosufficienza.
ENTITÀ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
Il contributo è pari a 300 euro mensili.
INDICAZIONI DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
ISEE Sociosanitario: I parametri variano in base alla specifica linea di finanziamento, ma il bando richiede spesso la verifica di soglie ISEE specifiche (fino a 30.000 euro per certi regimi di cura).
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
Le istanze devono essere inviate secondo le modalità indicate dagli avvisi pubblici delle singole USL o dagli Ambiti Sociali Territoriali
VALLE D’ AOSTA
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO
L.R. 23 luglio 2010, n. 23, Testo unico in materia di interventi economici di sostegno e promozione sociale. Abrogazione di leggi regionali.
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO
Nel contesto della legge regionale vi sono indicazioni relative al sostegno nella cura di persone non autosufficienti, con l’Assegno di cura a sostegno della domiciliarità delle persone anziane
REQUISITI PER L’ ACCESSO
Gli assegni di cura sono concessi a persone che concordano preventivamente con l’assistente sociale territoriale un progetto di assistenza a domicilio; L’UVMD deve dare parere positivo al progetto e certificare la non autosufficienza del beneficiario.
ENTITÀ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
Ai fini della determinazione della soglia di accesso al contributo e del suo importo si tiene conto dell’I.S.E.E. socio sanitario del beneficiario del progetto. Gli importi spettanti e le soglie di accesso sono le seguenti:
|
ISEE |
Importo contributo mensile ASSISTENZA PERSONALE MIN 31 ORE | Importo contributo mensile ASSISTENZA PERSONALE MIN 25 ORE MAX 30 ORE | Importo contributo mensile ASSISTENZA PERSONALE MIN 18 ORE MAX 24 ORE | ||
| fino a € 6.000,0 | € 1000,00 | € 850,00 | € 450,00 | ||
| da € 6.000,01 a € 8.000,00 | € 700,00 | € 550,00 | € 300,00 | ||
| da € 8.000,01 a € 12.000,00 | € 600,00 | € 450,00 | € 250,00 | ||
| da € 12.000,01 a € 16.000,00 | € 450,00 | € 350,00 | € 200,00 | ||
| da € 16.000,01 a € 21.000,00 | € 250,00 | € 200,00 € 100,00 | |||
| € 21.000,01 in poi | 0,00 | 0,00 | 0,00 | ||
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
Il beneficiario dell’assegno di cura o il suo delegato/legale rappresentante compila la domanda in qualsiasi momento dell’anno su apposita piattaforma digitale all’insorgere della necessità al seguente link: https://asseconline.regione.vda.it/pss02
VENETO
NORMATIVA REGIONALE DI RIFERIMENTO
IL RIFERIMENTO E’ LA LEGGE N. 205/2015
È in corso un dibattito per una legge regionale specifica, dato che il Veneto conta oltre 300.000 caregiver familiari.
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO
ICD (Impegnativa Cura Domiciliare), che offre contributi economici mensili per chi assiste persone con disabilità gravissima o non autosufficienti
REQUISITI DI ACCESSO
La valutazione della non autosufficienza è svolta da parte dell’Unità di Valutazione Multidisciplinare UVM che elabora il progetto assistenziale PAI).
ENTITÀ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
Il contributo varia da 400,00 euro a 700,00 euro mensili
INDICAZIONI DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
Le soglie principali per le Impegnative di Cura Domiciliare (ICD) sono € 16.700 (basso/medio bisogno) e fino a € 50.000/60.000 (disabilità gravissime/ICDa)
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
Per le domande, è necessario rivolgersi ai Servizi Sociali del proprio Comune o al Distretto Sanitario dell’ULSS di appartenenza.
È richiesto in alternativa l’invio telematico o la presentazione presso gli sportelli delle Aziende ULSS locali.
P.A DI BOLZANO
NORMATIVA PROVINCIALE DI RIFERIMENTO
Legge provinciale n. 9 del 12 ottobre 2007 “Interventi per l’assistenza alle persone non autosufficienti”
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO
Il supporto ai caregiver familiari è garantito dall’Assegno di cura per favorire la permanenza a casa dei non autosufficienti.
REQUISITI PER L’ ACCESSO
Lo stato di non autosufficienza è accertato, su richiesta, dalle UVM.
ENTITÀ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
L’ammontare dell’assegno di cura mensile è determinato in base al livello di non autosufficienza, valutato secondo i criteri stabiliti dalla Giunta provinciale, ed è differenziato nei seguenti quattro livelli:
a) 1° livello – euro 521 (4);
b) 2° livello – euro 900;
c) 3° livello – euro 1.350;
d) 4° livello – euro 1.800.
INDICAZIONI DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
L’Assegno di cura della Provincia di Bolzano viene erogato in base al fabbisogno assistenziale (livelli da 1 a 4) E non dipende dal reddito o dall’ISEE del richiedente
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
Servizi Sociali del proprio distretto o comune in Alto Adige.
Portali CIVIS della Rete Civica dell’Alto Adige (per l’assegno di cura).
CAF ACLI, SGB CISL o altri centri autorizzati a Bolzano.
P.A. di TRENTO
NORMATIVA PROVINCIALE DI RIFERIMENTO
Legge provinciale 24 luglio 2012, n. 15 “Tutela delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie e modificazioni delle leggi provinciali 3 agosto 2010, n. 19, e 29 agosto 1983, n. 29, in materia sanitaria
DEFINIZIONE DEL SOSTEGNO
L’assegno di cura è orientato a favorire la permanenza dell’assistito nel proprio domicilio ed è correlato alla misura del bisogno della persona non autosufficiente da garantire in ambito domiciliare e semiresidenziale.
Consiste di norma in buoni di servizio per l’acquisizione di prestazioni di assistenza domiciliare e servizi semiresidenziali erogati, nel territorio provinciale, da strutture e soggetti accreditati o nell’erogazione di una somma di denaro relativa all’attività svolta debitamente documentata.
REQUISITI PER L’ACCESSO
All’accertamento della condizione di non autosufficienza del soggetto interessato provvede l’unità valutativa multidisciplinare (UVM) competente per territorio
ENTITÀ DEL SOSTEGNO ECONOMICO
L’importo, variabile in base alla gravità e all’ICEF, oscilla tra 80-100 euro e 800-1100 euro.
INDICAZIONI DELL’ISEE PER L’ ACCESSO AL SOSTEGNO ECONOMICO
Per l’assegno di cura è riferito al valore ICEF uguale o inferiore a 0,28-0,32.
PROCEDURA AMMINISTRATIVA PER L’ EROGAZIONE
Per la presentazione delle domande, ci si rivolge ai Distretti sanitari o agli sportelli dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS).
CONSIDERAZIONI
L’ illustrazione delle modalità con le quali le Regioni hanno affrontato la complessa problematica delle persone in condizione di non autosufficienza e delle persone con disabilità, dimostra l’ orientamento comune volto a privilegiare il percorso di de-istituzionalizzazione, di promozione della domiciliazione degli interventi, del riconoscimento della famiglia quale perno fondamentale e strategico non solo quale sede degli interventi domiciliari, ma come risorsa, quanto a familiari coinvolti, per il loro ruolo vicario e di affiancamento nei confronti degli operatori socio-sanitari competenti, alla convenienza economica rispetto alla istituzionalizzazione (che richiede costi notevoli sia come investimenti che come spese di funzionamento, determinazione delle rette), al loro modo di essere comunque persone che con i loro legami affettivi, psicologici, sociali con i loro cari colpiti da non autosufficienza e/o disabilità, stabiliscono un “ponte” un’ alleanza (patto) ed una rappresentanza (amministratore di sostegno) fra le Istituzioni e le persone non autosufficienti e/o con disabilità coinvolte (che hanno comunque il diritto, costituzionalmente sancito, del diritto alla salute (art. 32), all’assistenza sociale (art.38), all’ osservanza da parte dello Stato di definire i Livelli essenziali per l’esercizio dei diritti essenziali (art. 117, lettera m), come sottolineato più volte dalla Corte Costituzionale.
La varia entità dei contributi concessi determina peraltro una condizione di disparità di trattamento (art. 2 ed art. 97 della Costituzione) di problematica soluzione, stante la perdurante assenza di definizione dei LEP da parte dello Stato, e la formazione di isole di privilegio (Bolzano) rispetto ad altre situazioni regionali di notevole carenza; inoltre la definizione di vari livelli di valutazione di gravità ed erogazione di conseguenti contributi (Friuli V.G., Lombardia, Veneto, Bolzano), mette in evidenza la necessità di una graduazione delle provvidenze economiche connesse ad una valutazione che deve impegnare, come peraltro alcune Regioni hanno già previsto, il ruolo del Servizio Sociale Professionale sia in termini di intercettazione del bisogno, sia in termini di accoglimento e di trattamento del singolo caso, secondo i propri principi, metodi e tecniche di intervento, fino alla redazione condivisa del Piano Assistenziale Individuale, da svolgere sulla base di un protocollo operativo.
In tale contesto è di notevole importanza come alcune Regioni (Emilia Romagna, Friuli V.G., Lombardia, Valle d’Aosta, Veneto) hanno individuato la funzione del Servizio Sociale Professionale e comunque del Servizio sociale locale quale sede per l’accoglimento della domanda e relativa azione di accompagnamento e di procedura ammnistrativa.
La funzione di indirizzo e coordinamento da parte dello Stato in merito, nel corso degli anni, dal 2015 al 2026 si è espressa con il d. lgs 29/2024, che in effetti ha introdotto e definito il caregiver all’art. 39, ma a tutt’oggi non è stato definito il “ristoro” economico di quanti dedicano il loro tempo in maniera continuativa ai loro cari. Inoltre le indicazioni enfaticamente definite “universali” (quindi “erga omnes”) rivolte all’erogazione di un bonus per le persone ultraottantenni non autosufficienti pari a 850 euro, sono, tenuto conto dell’estremo limite di accesso definito con un ISEE di appena 6.000 euro, da considerare “erga paucos” e non già universali.
L’esposizione delle varie modalità con cui dalle Regioni viene definito il sostegno economico (voucher, bonus, assegno di cura, misura variamente articolata, ecc.) e le variegate entità dei contributi concessi, è paradigmatica delle varie interpretazioni e soluzioni adottate, e postulano comunque l’esigenza di definire a livello statale i relativi LEP, secondo le molteplici indicazioni della Corte Costituzionale.
Altrettanto problematica è la varietà dell’individuazione e la quantificazione dell’ISEE per accedere ai contributi, che in effetti costituisce un “vallum Adriani” che impedisce quella che in ogni caso dovrebbe essere la vocazione universalistica del beneficio.
La svariata articolazione delle soglie di accesso determinate dall’ ISEE è peraltro ben individuata dalla Valle d’Aosta, che ha individuato scale di fruizione del beneficio economico connesso alla situazione dell’ISEE dichiarata dalle famiglie interessate, così come disposto dalla Regione Friuli V.G. e dalla Liguria.
Si ritiene pertanto che potrebbe essere opportuna la definizione di scale di accesso rispetto all’ ISEE posseduto, sulla quale base, come in Francia, avuto fermo il principio dell’ universalità, in relazione al reddito la partecipazione alla spesa degli interessati varia dalla piena gratuità, e fino al 90% per i redditi elevati.
Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
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