Il dialogo tra Carlo Verdelli e Paolo Lingiardi, intitolato “Lo smartphone, nostra prigione. Senza sbarre, ‘accorgersene è già una cura’”, è stato pubblicato sul Corriere della Sera del 20 febbraio 2026, alle pagine 34-37 dell’inserto 7.
Si tratta di un’intervista o confronto sul libro di Verdelli Il diavolo in tasca. Genitori e figli prigionieri del telefonino (Einaudi Stile libero, 2026), che denuncia la dipendenza digitale come una forma di schiavitù invisibile.
Contenuti principali
Verdelli esplora storie reali di adolescenti e adulti intrappolati dagli smartphone, come casi di coma etilico da sfide social o incidenti fatali per distrazione, citando statistiche sul bullismo online (37% degli adolescenti colpiti).[mappeser]
Lingiardi, psichiatra e psicoanalista, contribuisce con un’analisi psicologica, enfatizzando che la consapevolezza della dipendenza sia il primo passo per uscirne, senza bisogno di “sbarre” fisiche.[associazioneilmelo]
Il testo richiama il “capitalismo cellulare” criticato da Byung-Chul Han, paragonando lo smartphone a una droga che deumanizza attraverso dati e consumi ossessivi.[corriere]
Contesto del libro
Verdelli ha presentato l’opera il 13 febbraio 2026 a Milano con Luciano Fontana e il 25 febbraio a Roma con Walter Veltroni, lanciando un allarme su genitori e figli “prigionieri” del dispositivo.corriere+1
Il pamphlet (160 pp., €16) integra reportage narrativi e riflessioni filosofiche, proponendo misure come l’identificazione digitale in rete (idea di Pedro Sánchez a Davos).[corriere]
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