Montanari Tomaso, La continuità del male. Perchè la destra italiana è ancora fascista, Feltrinelli, 2026. Scheda e indice del libro

Il saggio di Tomaso Montanari, “La continuità del male. Perché la destra italiana è ancora fascista”, è uscito per Feltrinelli l’8 aprile 2026. L’opera analizza come la destra italiana contemporanea non abbia mai realmente reciso i propri legami con l’esperienza e l’ideologia del regime fascista. [1, 2, 3, 4, 5]

Scheda del Libro

  • Autore: Tomaso Montanari
  • Titolo: La continuità del male. Perché la destra italiana è ancora fascista
  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Idee+
  • Data di uscita: 8 aprile 2026
  • Codice ISBN: 9788807200212
  • Tematiche: Politica, Fascismo, Destra italiana [2, 6, 7, 8, 9, 10, 11]

Sintesi dei Contenuti

Il libro propone un’esplorazione delle evidenze storiche e politiche che dimostrano la persistenza di radici fasciste nella destra di governo. Montanari sostiene che il fascismo non sia un semplice “relitto del passato”, ma una forza che continua a influenzare il presente, interrogando il delicato rapporto tra potere, libertà e diritti civili. L’autore traccia una linea di continuità tra i metodi del regime e certe dinamiche della politica attuale, come il ricorso alla paura come strumento di governo. [1, 2, 7, 12, 13]

C’è un lungo e sotterraneo filo nero che lega le idee della destra che governa l’Italia al fascismo. Un atto di verità politica.

«È una concatenazione vertiginosa, che parte dalla denuncia dell’immigrazione come minaccia alla purezza dell’identità italiana ed europea: identità da intendersi in termini etnici (la razza d’un tempo) e cultural-religiosi, sulla scorta di una storia ridotta a epica grottesca e di una religione vissuta in termini conflittuali contro il resto del mondo.» – Il Manifesto
Il fascismo non è un relitto del passato. Non è un’ombra confinata nei manuali di storia o nei rituali nostalgici di una minoranza. È una corrente sotterranea, carsica, che attraversa la Repubblica e riaffiora ogni volta che la democrazia si indebolisce. Tomaso Montanari parte da una domanda semplice e feroce: che cosa resta del fascismo nell’Italia di oggi? La risposta è radicale. Il male non è una parentesi chiusa nel 1945, ma una continuità che si rinnova. Dalla fine della guerra un ininterrotto passaggio di testimone tra uomini, idee, linguaggi e apparati ha consentito alla mitologia e all’ideologia politica del fascismo di sopravvivere alla sconfitta militare e alla nascita della Costituzione. Non come ripetizione caricaturale del Ventennio, ma come adattamento strategico: restano identici la visione razzista dell’umanità, l’idea di una nazione basata sul sangue, l’avversione per ogni principio di eguaglianza, il culto del capo, un modello autoritario dello Stato, l’odio per le diversità. La continuità del male demolisce il mito consolatorio di una destra conservatrice, moderata, istituzionale e disposta a stare nei confini della Costituzione. Il progetto è esattamente il contrario: abbattere la Costituzione antifascista e riportarci all’odio e alla paura. Con rigore filologico e passione civile, Montanari ricostruisce la genealogia delle idee che dominano il discorso pubblico contemporaneo: la paura del diverso come strumento di governo, l’ossessione identitaria, il dominio patriarcale, l’ammirazione per le società “spartane” che praticano l’apartheid e la violenza. Ogni parola viene riportata alla sua fonte, ogni formula ricondotta alla sua origine. Non un’invettiva, ma un atto di verità politica. Chiamare le cose con il loro nome diventa una necessità democratica. Per capire che cosa sta accadendo. Per riconoscere la matrice dell’intolleranza e del discorso d’odio. Per spezzare la continuità del male, e fermare l’ascesa dei nuovi fascisti: siamo ancora in tempo. Se li vediamo per quello che sono davvero. C’è un lungo della destra che governa l’Italia al fascismo. Un atto di verità politica.

INDICE

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