Per un fine vita più umano e degno bisogna risolvere carenze e divari, articolo di Dario Cresta-Dina, in Domani 25 luglio 2026, pag. 2026

L’articolo di Dario Cresto-Dina, pubblicato su Domani il 25 luglio 2026 a pagina 20 (sezione “Idee – Cultura”), è un approfondimento sul tema del fine vita in Italia, con un focus sulle carenze strutturali del sistema di cure palliative e sulla necessità di una “cultura del limite” nella medicina contemporanea. editorialedomani

Contesto e contenuto

Il pezzo prende avvio da un’esperienza personale: la morte improvvisa di un amico di 72 anni, colpito da un tumore in fase avanzata che ha compromesso fegato e altri organi. Di fronte alla domanda su cosa si potesse fare, un medico risponde: «Le cure palliative non sono una resa. Semmai sono la parte più umana della medicina». Da qui, Cresto-Dina sviluppa una riflessione sull’assistenza ai malati inguaribili e sulla battaglia per una “cultura del limite”, cioè la capacità della medicina di riconoscere quando curare non significa più guarire, ma accompagnare con dignità. editorialedomani

Carenze e divari evidenziati

L’autore sottolinea che, nonostante il quadro normativo italiano sul fine vita si sia evoluto (con la legge sul biotestamento e le sentenze della Corte costituzionale sul suicidio medicalmente assistito), permangono gravi carenze operative: editorialedomani

  • Personale insufficiente: servirebbero circa 850 medici in più e altri 6.000 paramedici per garantire un’assistenza palliativa adeguata su tutto il territorio nazionale. editorialedomani
  • Formazione carente: le scuole di specializzazione in cure palliative faticano a riempire i posti disponibili, segno di un problema culturale e formativo oltre che economico. editorialedomani
  • Disomogeneità territoriale: l’accesso alle cure palliative e all’assistenza domiciliare varia fortemente tra regioni, creando divari nella qualità del fine vita. editorialedomani

Il nodo culturale e politico

Cresto-Dina osserva che il dibattito pubblico sul fine vita si è spesso polarizzato su temi come eutanasia e suicidio assistito, trascurando il cuore della questione: come garantire a tutti un’assistenza dignitosa, umana e priva di accanimento terapeutico. La “cultura del limite” implica riconoscere che la medicina ha un confine oltre il quale non può spingersi, e che oltre quel confine il compito è prendersi cura, non curare. editorialedomani

L’articolo si inserisce in un contesto più ampio di tensione Stato-Regioni sul fine vita: proprio il 25 luglio 2026, la Corte costituzionale ha emesso una sentenza sul conflitto tra normativa statale e legge regionale sarda in materia, confermando la competenza regionale nell’impianto della legge ma dichiarando illegittime alcune disposizioni chiave sull’accesso al suicidio medicalmente assistito. Questo rende ancora più urgente colmare i divari infrastrutturali e formativi, perché senza una rete palliativa solida il diritto al fine vita dignitoso resta disuguale. editorialedomani

Riferimento bibliografico

  • Dario Cresto-Dina, Per un fine vita più umano e degno bisogna risolvere carenze e divari, in Domani, 25 luglio 2026, sezione “Idee – Cultura”, pag. 20. editorialedomani


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