NICOLA GRATTERI: “Ultima volta al mare 30 anni fa. Sotto scorta è sempre complicato. Sogno di guidare una moto”, intervista di Elvira Serra in La7/Corriere della Sera, 7 agosto 2026, pagg. 24-26

pubblicata il 7–8 agosto 2026 su La7/Corriere della Sera (supplemento «7»), a cura di Elvira Serra, e ha come titolo: «L’ultima volta al mare 30 anni fa. Sotto scorta è sempre complicato. Sogno di guidare una moto». corriere

Contenuti principali dell’intervista

  • Ultimo bagno al mare: Gratteri risponde che sono passati «circa 30 anni»; spiega che, vivendo sotto scorta, anche un gesto semplice come andare in spiaggia diventa complicato (controllo del luogo, organizzazione degli spostamenti, coinvolgimento di molte persone) e preferisce rinunciare per non trasformare lo svago in un impegno per altri. corriere
  • Vita sotto scorta: È sotto protezione dal aprile 1989 (quindi da 37 anni); la scorta stabile è di 8–10 persone. Dice che con loro si crea un rapporto umano profondo, perché passano più tempo con lui che con le proprie famiglie; alcuni li sente ancora dopo anni. corriere
  • Cosa gli manca: La libertà di decidere all’ultimo momento dove andare e il sogno di guidare una moto; immagina gesti normali come camminare da solo, fermarsi in un bar senza organizzare, andare al mare o a un concerto, entrare in un negozio senza creare difficoltà. corriere
  • Paura e prudenza: Afferma che «la paura è utile quando non ti paralizza», perché rende prudenti; chi dice di non avere paura spesso «non ha compreso il pericolo». corriere
  • Famiglia: La moglie è rimasta in Calabria con il suo lavoro; non le ha chiesto di annullare la propria vita. I due figli (uno specializzato in dermatologia, l’altro in chirurgia plastica e ricostruttiva) li vede «poche ore al mese»; i fratelli si riuniscono in media ogni 3–4 anni. corriere
  • Televisione e cultura antimafia: Le sue Lezioni di mafie su La7 hanno superato il 7% di share e il milione di spettatori; lavora con Antonio Nicaso (e Paolo Di Giannantonio) con un metodo che evita di rendere «affascinanti» i mafiosi. Critica le serie tv che rischiano di mitizzare i boss spostando le vittime sullo sfondo. corriere
  • Incarichi e prospettive: Dice che andrà in pensione «tra due anni» e preferisce non immaginarsi in ruoli politici o di vertice; a Napoli, da quasi tre anni, punta su coordinamento, banche dati, riduzione dei tempi e approccio integrato a camorra, corruzione, criminalità economica, droga, reati ambientali e appalti. corriere
  • Giustizia e politica: Ribadisce di non pentirsi di essersi esposto sul referendum giustizia; critica espressioni forti contro la magistratura (es. «paramafioso», «plotone di esecuzione») e riflette sulle correnti come strumenti degenerati per distribuire incarichi, proponendo criteri verificabili per le nomine. corriere
  • Mafie oggi: Evita classifiche assolute; descrive la ’ndrangheta come fortissima nei traffici internazionali di cocaina e nel riciclaggio; Cosa Nostra con struttura e prestigio; la camorra più frammentata ma con grande capacità imprenditoriale e di rigenerazione. La mafia «più pericolosa» è quella invisibile, che entra nell’economia legale. corriere
  • Ponte sullo Stretto: Conferma perplessità basate sulle priorità (ferrovie, strade, porti, ospedali, servizi, acqua) più che su un’idea astratta dell’opera. corriere

Contesto editoriale

L’intervista è uscita nel supplemento domenicale «7» del Corriere della Sera, distribuito insieme al quotidiano e riproposto anche in versione digitale; il pezzo è stato anticipato/annunciato nei giorni precedenti (6–7 agosto) nei palinsesti e nelle anteprime del «7». corriere


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