Elias Canetti, Massa e potere, Adelphi, 1981

scheda dell’editore: https://www.adelphi.it/libro/9788845904875

“Massa e potere” è un’opera monumentale pubblicata originariamente nel 1960 e tradotta in italiano da Furio Jesi per Adelphi nel 1981, con 615 pagine.

Nata da trentotto anni di elaborazione, ispirata da esperienze personali come la manifestazione del 1922 contro l’assassinio di Rathenau e il corteo del 1927 a Vienna, l’opera esplora il legame primordiale tra massa e potere come fenomeni antropologici universali.

Contesto e genesi

Canetti, premio Nobel per la letteratura nel 1981, si distacca da Gustave Le Bon e Sigmund Freud, che vedevano la massa come regressiva e irrazionale, proponendone invece una visione positiva come spazio di uguaglianza originaria.

Il timore ancestrale di “essere toccati” dall’estraneo struttura le distanze sociali, ma nella massa si capovolge in fusione corporea, liberando l’individuo dai confini individuali.adelphi+1

Concetti chiave sulla massa

La massa si forma attraverso la “scarica”, momento di liberazione dalle differenze che genera uguaglianza, impulso distruttivo (contro simboli di gerarchia come statue o confini) e quattro attributi essenziali: crescita, uguaglianza, concentrazione e direzione.

Canetti distingue tipi come massa aperta (espansiva), chiusa, del divieto (auto-disciplinata e libera), veloce (in fuga o assalto), ritmica e statica, radicando il fenomeno in forme arcaiche come la “muta” di caccia.

Analisi del potere

Il potere è concepito come forza corporea e fisiologica: il comando è una “spina” conficcata nei corpi altrui, radicata nell’istinto di sopravvivenza del vincitore che divora il nemico.

La massa funge da contrappeso cosmico al potente isolato, proliferando contro la sua solitudine tenebrosa; esempi includono leader storici come Gengis Khan o figure deliranti come Schreber.

Struttura e approccio

L’opera mescola antropologia, mitologia, psicoanalisi e osservazioni etniche (es. Africa), evitando teorie rigide per un “mito vasto” con descrizioni precise di gesti primordiali come afferrare o fuggire. Rovescia la valorizzazione occidentale dell’individuo, proponendo la massa come antidoto alla patologia gerarchica individuale


Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un Commento se vuoi contribuire al contenuto della informazione