Corte dei Conti: Relazione al Parlamento sulla finanza regionale Regioni a statuto ordinario per gli esercizi 2007-2008

 
(regioni.it) La Corte dei Conti ha pubblicato la Relazione al Parlamento sulla finanza regionale e in particolare delle Regioni a statuto ordinario per gli esercizi 2007-2008.
Nonostante lo scostamento registrato, pari a mezzo punto di Pil (-2,7 per cento in luogo del -2,2) dell’indebitamento complessivo, in un contesto macroeconomico che rispetto alle previsioni ha segnato un minor prodotto interno lordo nominale di circa 33 miliardi, il risultato delle Amministrazioni locali è stato migliore del previsto, afferma la Corte dei Conti. Sono le Amministrazioni centrali (con un peggioramento del disavanzo di 0,6 punti percentuali) e gli enti di previdenza (con un avanzo di 0,2 contro i 0,5 previsti) ad aver conseguito un risultato inferiore alle attese.
Le uscite complessive sono passate dal 15,1 al 15,6 per cento del Pil, sospinte dalle spese correnti al netto degli interessi cresciute del 6,4 per cento: l’aumento ha trovato parziale compensazione nella spesa in conto capitale, ridottasi nel complesso del 2,4 per cento, con riduzioni in tutte le componenti e, fra queste, per il secondo anno consecutivo, negli investimenti fissi lordi. Sostanzialmente stabile è risultata, invece, la spesa per interessi.
Le spese regionali complessive sono cresciute nell’esercizio del 5,6 per cento, in accelerazione rispetto al 2007. Una crescita da ricondurre sia alle spese correnti, aumentate nell’anno del 5,9 per cento, trainate dai trasferimenti correnti ad amministrazioni pubbliche e dai consumi finali, sia alle spese in conto capitale, cresciute in misura significativa (+4,2 per cento).
Dai bilanci, le entrate delle Regioni a statuto ordinario per l’esercizio 2008, con esclusione delle contabilità speciali, sono previste in 155 miliardi di euro, (+11 miliardi rispetto all’esercizio precedente) e dai dati non definitivi forniti dalle amministrazioni regionali risultano in espansione anche gli accertamenti complessivi (131,4 miliardi di euro), che superano in modo significativo gli accertamenti dell’esercizio 2007 (6 miliardi di euro).
In rapporto ai diversi valori di PIL regionale, tutti in stimata lieve riduzione, il totale impegnato della spesa corrente, in conto capitale e per rimborso prestiti misura andamenti crescenti nel triennio 2006-2008 (dal 9,36% al 10,31%, con importi di 121, 130 e 137 miliardi). Il rapporto riferito ai pagamenti per gli stessi tre titoli è di poco inferiore, come gli importi complessivi pari a 114, 121, 128 miliardi.
La quota maggiore della spesa corrente regionale è destinata a trasferimenti in materia sanitaria che passano dall’81,4% del 2006 all’83,5% del 2007, stabilizzandosi all’83,4% nel 2008. Oltre che all’elevata quota destinata alla sanità, la rigidità della spesa corrente regionale trova nella spesa per il servizio del debito e, più ancora, in quella per il personale, due quasi incomprimibili componenti.
La spesa corrente della sanità regionale, esaminata nel quinquennio 2004-2008 per le voci economiche di maggior peso, mostra a fine periodo un importo di 107,6 miliardi di euro e un aumento dei costi del 17,3%; le variazioni percentuali tuttavia presentano, da un anno all’altro, andamento decrescente (dal 7,2% del 2005 al 2,3% del 2008) Come rilevato negli anni precedenti, incidono maggiormente sui risultati le categorie economiche della spesa per il personale, per i beni ed i servizi e per la farmaceutica convenzionata con il SSN.
I debiti di aziende sanitarie e ospedaliere verso fornitori, aumentati nel triennio 2004-2006 di oltre 35 punti percentuali, a fine esercizio 2007 segnavano una flessione del 5,7% rispetto all’anno precedente, con un importo complessivo di 32.118 milioni. In base a dati parziali, la tendenza alla riduzione risulta anche nel 2008, con eccezioni per Campania e Basilicata. Il ritardo nei pagamenti ai fornitori di beni e servizi, in alcune Regioni, assume cifre elevate, con rischio di formazione di ulteriore debito per mora automatica e contenzioso con i creditori. Notevole il divario riscontrabile a livello regionale sui tempi di pagamento ai fornitori riferiti al triennio 2007-2009 (fino al mese di aprile compreso) rilevati, con tempistiche particolarmente lunghe in Molise, Calabria, Campania, Lazio, Emilia, Liguria e Piemonte.
Le Amministrazioni locali hanno registrato un disavanzo dello 0,2 per cento del Pil invece dello 0,6 per cento preventivato. Rispetto al 2007 (+0,1 per cento) si evidenzia un peggioramento riconducibile, tuttavia, ad un fenomeno straordinario, dai riflessi pressoché esclusivamente contabili, che ha inciso sui risultati 2006 e 2007. Nel corso del 2008 è stata disposta, infatti, l’inclusione, in ottemperanza alle indicazioni dell’Eurostat, tra le amministrazioni pubbliche, ed in particolare tra le amministrazioni locali (enti economici locali), di Equitalia, la società cui è attribuita la riscossione dei tributi.
Tale riclassificazione ha comportato, in particolare, due modifiche ai risultati degli ultimi anni: nel 2006 l’inclusione tra “i trasferimenti ad enti pubblici” del conto delle amministrazioni locali di un maggior trasferimento alle amministrazioni centrali per 4,8 miliardi (quale anticipo erogato dalla società allo Stato sulle riscossioni 2007) e maggiori trasferimenti dalle amministrazioni centrali a Equitalia per 4,5 miliardi nel 2007, a chiusura dell’operazione di anticipo (previsto a partire dal 1999) di cui la finanziaria per il 2008 ha disposto la abolizione. Tali operazioni contabili hanno prodotto un peggioramento del risultato 2006 ed un miglioramento di circa lo stesso ammontare nel 2007 del conto delle Amministrazioni locali. Al netto di tale fenomeno contabile, il disavanzo 2008 sarebbe risultato sostanzialmente in linea con quello osservato nel 2007 (-0,2 per cento del Pil).
Le uscite complessive sono passate dal 15,1 al 15,6 per cento del Pil con una netta accelerazione: la variazione è stata del 4,9 per cento contro una flessione dello 0,7 per cento dell’anno precedente (+1,2 per cento se si sottraggono dai trasferimenti correnti le somme relative ad Equitalia).
 
 
Relazione al Parlamento sulla finanza regionale per gli esercizi 2007-2008.

 allegato

Newsletter n. 1450 del venerdì 2 ottobre 2009

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