Il cinema e i film accompagnano le nostre esistenze da più di un secolo, ormai. Il fatto è che ci piace ascoltare delle storie: piace ai bambini, che si addormentano solo se sentono ripetere per l’ennesima volta la loro fiaba della sicurezza, perché li aiuta a risolvere conflitti e paure. Piace agli adulti, che comprendono attraverso di esse come le loro personalissime vicende siano universali.
Piace ai “pre-vecchi”, che sul crinale fra il tempo passato e quello che resta diventano più saggi contemplando gli altrui destini e confrontandoli con il proprio.
Rammentiamo che i miti erano delle storie trasmesse prima in forma orale e poi scritta. E i miti vengono prima delle filosofie.
Tuttavia, dopo qualche millennio non è più possibile contenere i significati della vicenda umana dentro poche decine di narrazioni. Oggi noi, persone moderne che abbiamo affinato le nostre individualità, abbiamo a disposizione il cinema che è una grande e variegata tecnologia artistica impegnata a inventare e costruire storie attingendo ispirazione dalla vita e trasferendo ad essa ulteriori effetti di senso …..
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è proprio come dici tu: ascoltare storie, sentircele raccontare, è un grandissimo piacere, per la psiche, il cervello e il cuore.
Buone ore “cinematografiche”, a presto!
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a presto, ale
questa volta davvero: a presto
face to face
ciao
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Ho particolarmente apprezzato questo tuo inserto e vorrei sottolineare questo tuo periodo: ..” in un film si ricrea nello spazio temporale di due ore quel rapporto individuo e società che è così necessario per tenere assieme le nostre vite.” Hai citato kieslowski, interprete psicologico dell’introspezione umana, della emotività..ricordo di aver fortunatamente assistito ad una delle sue ultime apparizioni, nella nostra Cineteca di Bologna. La trilogia dei colori, film Blue in testa rimangono scolpiti nel tempo!
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