CITAZIONI dentro i film

CICLO DI VITA CRESCERE CINEMA

In un college del New England arriva a insegnare un professore, Kitting, molto diverso dagli altri – siamo negli anni

cinquanta -. Le lezioni sono strane e vive, e del tutto anticonformiste: una volta l’insegnante fa strappare dai libri di

poesia tutte le critiche iniziali. L’idea è quella di viver secondo le proprie attitudini e non secondo quelle ereditate.

Uno degli studenti – che adorano l’insegnante -, in conflitto col padre, si uccide. Il preside e il “sistema” cercano di

attribuirne la responsabilità all’insegnante, che deve lasciare la scuola. Film fondamentale dell’era moderna del

cinema, dove è molto difficile portare qualcosa di nuovo.

Sono presenti gli studenti Todd e Knox che si alzano in piedi, il preside Nolan e Kitting. TODD Professor Kitting, mi

hanno costretto a firmare.

La prego, deve credermi, è vero!

PRESIDE NOLAN Si sieda, signore.

PROF. KITTING Certo che ci credo Todd.

PRESIDE NOLAN Ho detto: si sieda signor Anderson: un’altra intemperanza sua o di chiunque altro e sarà espulso

dalla scuola. Se ne vada professore! Ho detto: se ne vada Kitting!

TODD Capitano, mio capitano.

PRESIDE NOLAN Si sieda immediatamente Anderson. Mi ha sentito vero? Si sieda. Guardi è l’ultima volta che glielo

dico:

come si permette? Mi ha sentito Anderson?

KNOX Capitano, mio capitano.

PRESIDE NOLAN Signor Anderson l’avverto: si sieda immediatamente. Seduti ho detto. A sedere: dico a tutti, voglio

che vi sediate. Tutti a sedere! Capito? Lei se ne vada Kitting. Scendete, avanti! Scendete tutti! Mi avete capito? Se-

du-ti!

PROF. KITTING Grazie figlioli, grazie!

(tratto da:  Daniela Farinotti, Domani è un altro giorno: sessanta finali di sessanta film leggendari …, La Tartaruga

Edizioni, Milano 1995)

, L’ATTIMO FUGGENTE (Dead Poets Society), Regia di Peter Weir, con Robin Williams, Ethan Hawke, Norman Lloyd.

Usa, 1989., , , p.

CICLO DI VITA TEMPO: ATTIMI FUGGENTI CINEMA

Nell’ambito della guerra civile americana Rossella O’Hara sposa tre uomini amandone per quasi tutta la vita un

quarto. Quando si accorge che era tutto un abbaglio, forse è troppo tardi.

Si tratta del film più famoso e più visto di tutti i tempi. E tutto un record: il numero di settimane di lavorazione,

l’investimento, la cura dei particolari, il prezzo pagato per i diritti del romanzo di Margaret Mitchell, la ricerca della

protagonista, che coinvolse tutte le grandi dive di Hollywood. Presentato nel dicembre del ‘3 9 ad Atlanta, il film

mantiene, a tanti anni di distanza, tutta la sua credibilità. Per la sua natura e per la filosofia di produzione, Via col

vento non ha mai avuto il consenso della critica, tuttavia nell’insieme dei valori e dei sentimenti, alla fine, non c’è un

altro film che lo equivalga.

Rossella ha cercato di riconquistare Rhett, che però non è caduto nella rete, se n’è andato tristissimo e deluso.

Rossella parla alla propria coscienza. Farà di tutto per ritrovare l’amore del marito. E sicura che ce la farà.

ROSSELLA: Tara, a casa, a casa mia, e troverò un modo per riconquistarlo.

Dopotutto, domani è un altro giorno!

(tratto da: Daniela Farinotti, Domani è un altro giorno: sessanta finali di sessanta film leggendari …, La Tartaruga

Edizioni, Milano 1995)

, VIA COL VENTO (Gone with the Wind), Regia di Vietar Fleming, con Clark Gable, Vivien Leigh, Leslie Howard,

Olivia de Havilland. Usa, 1939., , , p.

CINEMA

Fare un film significa migliorare la vita, sistemarla a modo proprio, significa prolungare i giochi dell’infanzia

Truffaut Francois, , , , p.


CINEMA

Il senso di un film è incorporato al suo ritmo come il senso di un gesto è immediatamente leggibile nel gesto,

e il film non vuoi dire nient’altro che se stesso. […]

È la felicità dell’arte di mostrare come qualcosa diventi significato […]

grazie alla disposizione temporale o spaziale degli elementi.

Merleau-Ponty, Maurice, , , , p.

INDIVIDUI SENTIRSI DIVERSI CINEMA

Un teppista, crudelissimo e sadico e pieno di fantasia criminale, insieme ai suoi degni compari vive di violenza,

stupra, deruba e uccide. Finché la polizia riesce a catturarlo e gli rivolta contro le sue stesse attitudini. Ritenendolo

un soggetto molto interessante, sperimenta su di lui certe terapie che gli tarpino gli istinti aggressivi: lo costringe a

sentire continuamente una certa musica e ad assistere contemporaneamente a scene di violenza. Per qualche

tempo il giovane si ribella, resiste, poi capisce che è meglio fìngere di integrarsi. Potrà continuare a fare le stesse

cose, ma protetto dal sistema. Tratto da un romanzo di Anthony Burgess, un altro film che fece epoca. Per la

tecnica registica di Kubrick e per la violenza espressa, che allora era davvero una novità, Arancia meccanica

continua ad essere un manifesto di quella generazione, insoddisfatta e alla ricerca di altri valori.

Alex (McDowell) e Frederick, un ministro del regime, si ritrovano dopo la cura cui è stato sottoposto il primo, che è

ancora in ospedale, piuttosto provato.

FREDERICK Capisci Alex? Mi sono spiegato chiaro?

ALEX Come un lago senza fango, sir. Così limpido come un cielo d’estate sempre blu. Fidati di me, Fred.

FREDERICK Bravo, sei un amico. Ah, già, mi hanno detto che ti piace la musica. Ho una piccola sorpresa per tè.

ALEX Sorpresa?

FREDERICK Be’, spero che ti piaccia come, come diciamo così, come simbolo della nostra nuova intesa. Una nuova

intesa fra due vecchi amici.

ALEX Ero guarito, eccome.

(tratto da: Daniela Farinotti, Domani è un altro giorno: sessanta finali di sessanta film leggendari …, La Tartaruga

Edizioni, Milano 1995)

, ARANCIA MECCANICA Regia di Stanley Kubrick, con Malcom McDowell, Patrick Magee, Adrienne Corri. Gran

Bretagna, 1971., , , p.

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