Censis, Indagine conoscitiva sull’anagrafe tributaria nella prospettiva del federalismo fiscale

Dal federalismo il Nord ha più aspettative del Sud. E’ il principale risultato di una ricerca condotta dal Censis  e presentata nel corso di un’audizione alla commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria.
Quattro italiani su dieci (il 41%) credono che la riforma possa contribuire a migliorare la gestione della cosa pubblica, ma la meta’ della popolazione (il 50,2%) pensa che aumentera’ il divario economico e sociale tra l’Italia meridionale e quella settentrionale.
Andando a guardare le differenze nelle opinioni sul territorio, si passa da un Nord dove il provvedimento incontra la maggioranza dei consensi (il 49,8% al Nord-Ovest, il 49,5% al Nord-Est) a un Sud dove il 60,6% si esprime ”in senso decisamente critico”.
Quasi la meta’ degli italiani, il 42,5%, teme un aumento delle imposte a causa della riforma, una quota che supera di gran lunga quella di chi crede in un peso fiscale invariato (25,1%) e di coloro che confidano in una sua diminuzione (22,4%).
La percentuale degli intervistati ”pessimisti” e’ piu’ alta nel Mezzogiorno (55,6%) e nel Centro (48,2%), scende al Nord Ovest (31,6%), dove comunque rimane maggioranza, e al Nord Est (29,7%), dove, invece, prevalgono le risposte di chi prevede un quadro immutato (30,8%).
Tuttavia, per i cittadini non sono le imposte eccessive il problema principale del sistema fiscale: la piaga maggiore risulta, infatti, l’evasione, con il 44% degli intervistati che la colloca al primo posto tra le questioni da risolvere (mentre ”solo” il 22% ritiene l’alto livello di tassazione il nodo piu’ importante).

 

[FONDAZIONE CENSIS] Indagine conoscitiva sull’anagrafe tributaria nella prospettiva del federalismo fiscale: “Gli Italiani, il fisco e il federalismo”, presentata il 3 febbraio 2011 a Roma

2 commenti

  1. Alta tassazione è percepita come pizzo quando ad essa associamo “predatorie predati”. E’provatoe documentato che altratassazione ovvero superiore al 30% del reddito individuale, provoca :
    1) aumento dei prezzi delle prestazioni.
    2) aumento dei costi associati
    3) aumento del tasso d’inflazione, per i motivi precedenti
    4) invito all’elusione/evasione per chi le tasse paga.
    5) aumento della pressione fiscale da parte dei “predatori”, per i motivi precedenti.
    Un circolo vizioso ed infernale.
    Lo Stato inefficiente e predatore è affamato.
    Beato ed auguri a chi riesce a fuggire e lavorare in un paese dove il lavoro utile è ammirato e premiato.
    Per me, è tardi visto che sono nella quarto pezzo del tempo che resta!

    4)

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  2. sono di ritorno dalla visita di un mio amico che ha fatto in un ospedale pubblico (per l’esattezza cardiochirugia di lecco) una invasiva operazione per mettere al riparo le coronarie
    tutto a carico del servizio sanitario nazionale. senza alcun costo per il ssuo reddito
    una operazione così in regime privato (drg alla mano) sarebbe costata 70.000 euro
    come vedi pagare le tasse conviene
    vorrei vivere in uno stato (come la svezia e i paesi del nord) dove la sfida politica è fatta sulla base di CHI FA PAGERE PIU’ TESSE PER OFFRIRE SERVIZI DI QUALITA’
    credo proprio che sulle politiche pubbliche siamo su fronti opposti
    il welfare è la migliore conquista sociale della vecchia europa
    un caro saluto
    paolo ferrario

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