Istat, Occupati e disoccupati, IV trimestre 2010

Periodo di riferimento: IV trimestre 2010
Diffuso il: 01 aprile 2011
Prossimo comunicato: 01 luglio 2011


Per la prima volta dal quarto trimestre 2008 gli occupati registrano una variazione tendenziale positiva: +0,1%, pari a 14.000 unità.

Prosegue la flessione dell’occupazione italiana (-166.000 unità), mentre il corrispondente tasso di occupazione rimane stabile al 56,5%. L’occupazione straniera aumenta (+179.000 unità), ma il relativo tasso di occupazione continua a diminuire, dal 64% al 62,1%.

Non si arresta la riduzione tendenziale dell’occupazione nell’industria in senso stretto (-1,7%, pari a -81.000 unità). Il terziario manifesta uno sviluppo moderatamente positivo (+1%, pari a 149.000 unità in più rispetto al quarto trimestre 2009), in particolare negli alberghi, nella ristorazione e nei servizi alle famiglie.

Gli occupati a tempo pieno registrano un nuovo calo (-1,2%, pari a -245.000 unità rispetto al quarto trimestre 2009); quelli a tempo parziale aumentano su base annua del 7,9% (+258.000 unità), ma si tratta esclusivamente di part-time involontario.

Prosegue il calo dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato (-0,7%, pari a -103.000 unità), mentre cresce il numero dei dipendenti a termine (+5,1%, pari a 111.000 unità).

Il numero delle persone in cerca di occupazione manifesta un modesto incremento tendenziale (+1,6%, pari a 35.000 unità). La crescita interessa gli uomini e in misura più accentuata il Mezzogiorno. Gli ex-occupati contribuiscono per circa la metà alla crescita totale dei disoccupati.

Il tasso di disoccupazione è pari all’8,7% (8,6% nel quarto trimestre 2009); rispetto ad un anno prima, l’indicatore cresce per gli uomini (+0,3 punti) e diminuisce per le donne (-0,2 punti percentuali).

Il tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni aumenta dal 27,9% del quarto trimestre 2009 al 29,8% e tocca un massimo del 42,4% per le donne del Mezzogiorno.

Cresce la popolazione inattiva (+65.000 unità), specie quella disponibile a lavorare, ma il tasso di inattività rimane stabile, rispetto ad un anno prima, al 37,5%.

La contenuta crescita degli inattivi è sintesi del calo della componente italiana (-122.000 unità) e della crescita di quella straniera (+187.000 unità). Si tratta soprattutto di donne straniere che non hanno cercato un lavoro per ragioni familiari e di giovani impegnati in percorsi di istruzione.

Ulteriori dati sono disponibili sulla banca dati CONISTAT

da: Occupati e disoccupati.

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