“Veniamo a trovarvi”, a sostegno della domiciliarità per far star meglio a casa gli anziani soli Tutte le riflessioni e le iniziative della “Bottega del Possibile”: dalla proposta alla realizzazione concreta del progetto, da Forum sulla non Autosufficienza

Nell’autunno 2007 il “Centro Studi” della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo ha chiesto la collaborazione dell’Associazione di Promozione Sociale “La Bottega del Possibile” (con sede a Torre Pellice) per approfondire il tema della cultura della domiciliarità nei confronti delle persone anziane. L’Associazione ha dunque trasmesso al “Centro Studi” un insieme di riflessioni sul significato della dimensione domiciliarità, sull’esigenza del suo rispetto quando la persona lo richiede, sulla necessità che nasca, o si rinforzi, sul territorio, nei fatti, concretamente, il sistema domiciliarità. Da parte de “La Bottega del Possibile” si volevano trasmettere alcuni concetti di base, quali:
– il rispetto della domiciliarità fa salute, fa star meglio, crea di per sé “ben-essere” finché è possibile restare nella propria casa con i sostegni adeguati;
– l’unica soluzione, ancora molto presente, davanti a situazioni complesse e problematiche per ogni età (anziani, disabili, minori in difficoltà) non è più l’allontanamento dalla casa nel contesto significativo della persona ma, in molte situazioni sul territorio un sistema inquadrato in una politica sociale globale, di rete;
– l’espressione “domiciliarità” non è uguale ad “assistenza domiciliare”; i due significati sono assai diversi;
– anche la struttura residenziale, inserita in una logica di rete integrata sul territorio, può essere, ed è, se lo vuole, uno strumento per sostenere
la domiciliarità, per aiutare a stare a casa.

Si sono dunque trasmessi al “Centro Studi” alcuni documenti in riferimento a quanto sopra detto con la speranza che la priorità del sostegno alla domiciliarità fosse assunta negli atti d’indirizzo della Fondazione. Successivamente, dopo l’accoglienza nella propria programmazione triennale del messaggio-domiciliarità, da parte della Fondazione stessa, è stato chiesto all’Associazione la predisposizione di un progetto operativo concreto finalizzato a dimostrare la fattibilità e la sostenibilità della realizzazione sul territorio di un progetto reale di sostegno alla domiciliarità.


La proposta concreta 

Nell’aprile 2008 è stata presentata alla Fondazione, da parte dell’Associazione, un’ipotesi di progetto dal titolo: “Domiciliarità e residenzialità, una proposta per il sostegno alla domiciliarità in un progetto di rete”. La proposta è stata possibile anche perché, nel frattempo, i responsabili (Vice Presidente e Direttore) della “Casa Don Dalmasso” di Bernezzo (CN) avevano chiesto alla nostra Associazione di costruire insieme un’iniziativa significativa relativa alla cultura della domiciliarità. È nato così, dall’incontro tra tre espressioni di volontà finalizzate a sperimentare il ruolo di sostegno alla domiciliarità da parte della struttura residenziale, il progetto “Veniamo a trovarvi”. Il progetto ipotizzava il potenziamento dell’utilizzo di “servizi interni” della struttura al fine di renderli disponibili per chi desiderava continuare a vivere a casa propria supportato da alcuni servizi portati a domicilio. Soprattutto, come assoluta novità, nel progetto predisposto dall’Associazione, si prevedeva l’uscita sul territorio di un’operatrice OSS, che visitasse regolarmente le persone anziane, sole o in coppia, per attivare un “ascolto itinerante” di accoglienza di sostegno, di monitoraggio dei problemi e delle esigenze. La proposta è nata dalla realizzazione, estremamente positiva, in Val Pellice, a partire dal 1971 per oltre 20 anni del “visitatore domiciliare itinerante”. Si proponeva, dunque, un progetto sperimentale come risposta di solidarietà e di giustizia in un cammino, forte e determinato, d’innovazione sociale, per il rispetto della domiciliarità, contenuto nel senso dei primi articoli della nostra Costituzione. La proposta è stata accolta dalla Fondazione. Sono pertanto iniziati i vari momenti e passaggi per predisporre concretamente un buon progetto nei confronti dei cittadini, attraverso un rapporto positivo con la rete delle risorse locali e delle istituzioni pubbliche e private, nonché con i medici di famiglia e il volontariato.

La preparazione concreta della sperimentazione
Da subito è risultato evidente che si trattava mdi un progetto non sostitutivo di compiti istituzionali, ma che intendeva “incrementare” le risposte esistenti non sufficienti, o non presenti, e sviluppando ed arricchendo a livello di prevenzione la raccolta di segnali premonitori di malessere, di “campanelli d’allarme” per arrivare prima, per arrivare con un intervento tempestivo rispetto a bisogni nascosti, non ancora conclamati, ma esistenti, anche se sottovalutati o sconosciuti. I responsabili della struttura residenziale hanno realizzato scelte adeguate, appropriate e positive sia per individuare gli operatori da “far uscire” (in particolare l’OSS itinerante), sia nel sensibilizzare tutti gli operatori della struttura stessa
(anche gli “interni”) affinché si cogliesse il significato pieno e positivo dell’iniziativa con il consenso e la collaborazione di tutti gli operatori
della struttura residenziale, anche di quegli operatori che, restando “dentro”, avrebbero comunque accolto a livello diurno persone anziane che,
alla sera o dopo pranzo, sarebbero rientrate nella loro casa. Una bella lettera del Sindaco, che annunciava ai suoi cittadini l’avvio
della sperimentazione chiedendo “fiducia”, ha contribuito in modo eccellente a una buona accoglienza del progetto da parte non solo della
popolazione interessata, ma anche dei negozianti, della farmacia, dei Parroci, dei medici di famiglia, del volontariato. L’Associazione “La Bottega del Possibile” ha svolto oltre alle funzioni di coordinamento, monitoraggio, verifica e valutazione, un programma di formazione per gli operatori coinvolti e i volontari, dando un contributo positivo per conoscere il territorio, per cogliere i problemi e i bisogni sconosciuti, per attivare progetti integrati (programmati e innovativi) con il Consorzio dei Comuni, per potenziare sul territorio le relazioni di solidarietà e partecipazione finalizzato ad un cammino comune rispetto alle persone “più fragili”.

Forum sulla non Autosufficienza.

Lascia un Commento se vuoi contribuire al contenuto della informazione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.