E’ uscito il n. 255 di Animazione Sociale, 2011

Nell’ultimo numero (n. 255, anno 41) di Animazione Sociale

Intervista
Le droghe, il desiderio, la libertà

L’idea di uomo per cui gli operatori della cura devono lavorare
Viviamo in una società che vive di consumo e lo incentiva in tutte le forme. Che stimola costantemente il desiderio e lo impiega come “risorsa energetica” per fare profitto. Che mette gli individui in una condizione di permanente sovraccarico e cronica sovreccitazione. A partire dalla consapevolezza di questo sfondo sociale, Salvatore Natoli riflette sul consumo di droghe e sul senso della cura (pp. 3-11).

Studi
L’empowerment oltre la moderna enfasi sul potere

Persone, organizzazioni e comunità in movimento nel vortice della crisi
Il lavoro degli operatori da una parte mira al riconoscimento e alla valorizzazione delle risorse non viste e inutilizzate sul territorio, dall’altra si assume un compito di potenziamento (empowerment) di individui, gruppi e comunità per resistere alle contraddizioni e tessere una progettualità. Come immaginare oggi il potenziamento delle risorse? Se lo domanda Sergio Manghi (pp. 12-22).

Prospettive
Ma il lavoro sociale che lavoro è?

Alcune ipotesi a margine del Laboratorio “Ci si può affezionare al lavoro sociale?”
Nel proseguire i ragionamenti emersi dal Laboratorio sull’affezione al lavoro sociale (a cui abbiamo dedicato gli inserti dei numeri 249 e 252), Franca Olivetti Manoukian sviluppa una rilettura del percorso che considera il lavoro nel sociale non un lavoro a parte con una qualche delega salvifica, ma un lavoro come gli altri, da valutare per la sua capacità di produrre beni materiali e immateriali di pubblica utilità (pp. 23- 35).

Inserto
Entrare nelle dinamiche dei consumi senza limiti

Dove nascono le nuove dipendenze/1
Come mai, in una società che propugna un’idea di uomo libero da confini e limiti, si diffondono nuovi e crescenti comportamenti di dipendenza? E come mai è sempre più difficile distinguere le dipendenze da sostanze da quelle senza sostanze? Leopoldo Grosso, Mauro Croce e Giulia Sissa focalizzano l’attenzione sulle nuove forme di consumo senza limite (gioco d’azzardo, internet, sostanze, ecc.), individuando le modalità di intervento (pp. 36-70).

Metodo
Fare leva su una normatività tollerabile

Talvolta è meglio limitarsi a segnalare il limite, senza imporlo
Lavorare a fianco di ragazzi che hanno importanti problemi relazionali pone una serie d’interrogativi relativi sia alla comunità come luogo con funzione protettiva, sia al mandato dell’educatore chiamato a confrontarsi tra il “giusto” e il “possibile” intervento educativo. Francesco Cerrato analizza quale struttura comunitaria e quale educatore possano offrire, al minore in difficoltà, possibilità di generare cambiamenti positivi (pp. 71-80).

Strumenti
Giocare a ricostruire una futura società

Un gioco per immaginare nuovi modi di essere, comunicare, relazionarsi
Uno sguardo è generativo di nuovi modi di essere, comunicare, relazionarsi, non se è figlio di un ottimismo a priori, ma se rifugge posizioni aprioristiche. Come giungere a uno sguardo critico-costruttivo, né ingenuo né catastrofico, alimentato da dati di realtà? Martino Doni, Alberto Ghidini e Stefano Tomelleri propongono il gioco “Il Crollo”, rivolto in particolare ai giovani e a chi lavoro con loro, per educare alla capacità di costruire legami tra diversi mondi e culture (pp. 81-91).

Luoghi&professioni
Saper vedere i gruppi al lavoro nei territori

Appunti per un’animazione sociale e culturale delle molteplici “agorà sociali”
Il diffuso malessere sociale si esprime in solitudini, chiusure, conflitti, adeguamenti passivi ai miti del tempo. Se lo sguardo degli operatori si fa permeare da questo malessere, non riesce a cogliere che sotto vi è in realtà una altrettanto diffusa, sofferta e confusa domanda di abitare i territori. Si può modificare sguardo o, almeno, arricchirlo di una pluralità di lenti nell’osservare? (Paolo Granetto, Michele Marmo, pp. 92-99).

Bazar
La sezione finale si apre con la poesia Interni clinica di Giovanni Raboni, la cui illustrazione, eseguita da Desideria Guicciardini, anima anche la copertina. Seguono le soste di discussione (Germana Corradini presenta l’esperienza dei tavoli di quartiere a Reggio Emilia), i diari degli operatori (Carlo Battaglia confida ciò che più lo appassiona nell’insegnamento ai futuri educatori professionali), i viaggi fra i libri (Giorgio Sordelli propone l’equilibrio e la ricchezza delle storie Zen) e le locande del sociale (Roberto Camarlinghi ci porta in un casale tra i boschi del Monte Rufeno) (pp. 103-112).



L’inserto e l’intervista di questo numero presentano l’elaborazione di alcune delle riflessioni emerse durante il convegnoDipendenze & Consumi, organizzato dal Gruppo Abele il 28-29 aprile scorsi a Torino, per fare il punto su come sono cambiate negli ultimi 35 anni le forme di consumo e dipendenza e per mettere a fuoco nuove strategie di orientamento.

Ricordiamo a chi desidera abbonarsi, regalare un abbonamento, ricevere questo o altri numeri della rivista, che puo’ trovare le indicazioni sul nostro sito www.animazionesociale.gruppoabele.org
Per consultare il Box formazione con gli appuntamenti dei prossimi mesi cliccare qui.

Un cordiale saluto,
la redazione di Animazione Sociale

 

Animazione Sociale
mensile per gli operatori sociali edito da Edizioni Gruppo Abele
corso Trapani, 91/b – 10141 Torino
tel. 011 3841048 – fax 011 3841047
www.animazionesociale.gruppoabele.org

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