Mediasfera: ricerca e produzione nel campo della comunicazione, a cura di Peppino Ortoleva e Giovanni Cordoni

Che cosa vuol dire Mediasfera

Mediasfera è un’impresa di ricerca e di produzione nel campo della comunicazione. Già nel nome fa riferimento alla sfera in espansione degli strumenti del comunicare: che costituisce sia il tema delle sue ricerche sia l’ambiente della sua vita e la base della sua azione.
Fin dalle sue origini Mediasfera ha come oggetto di studio non solo alcuni singoli mezzi in particolare ma anche e soprattutto il sistema dei media, inteso come orizzonte delle scelte di comunicazione personali e collettive e come cornice di tutte le attività produttive nel campo della cultura e dello scambio d’informazioni.
I media d’altra parte sono per Mediasfera non solo tema di ricerca ma anche strumento di lavoro, per la diffusione del sapere prodotto e per l’elaborazione di progetti di comunicazione innovativi. Lo studio critico dei mezzi è essenziale per il loro utilizzo e viceversa la loro conoscenza dall’interno è alla base di un’analisi autenticamente riflessiva.

Dichiarazione di intenti (mission statement) di Mediasfera

  1. Mediasfera è un’impresa culturale a scopo di lucro. Agisce in cooperazione con altre imprese analoghe, con fondazioni e altre senza scopo di lucro, con enti pubblici, nella consapevolezza che tutti questi soggetti sono egualmente indispensabili per promuovere e sviluppare la cultura, intesa come sistema sociale complesso capace di produrre idee nuove.
  2. Ogni progetto di Mediasfera deve essere economicamente redditizio e culturalmente fecondo. Viene pertanto valutato sotto entrambi i profili sia all’atto della sua preparazione sia alla sua conclusione.
  3. Per Mediasfera il sapere è al tempo stesso la risorsa principale e il prodotto distintivo. La capacità di tesaurizzare e far fruttare il sapere già accumulato (presso di noi o presso altri soggetti che facciano parte della nostra rete di collaborazioni) è essenziale alla redditività dell’impresa. La capacità di fare evolvere il sapere attraverso progetti innovativi è essenziale alla sua ragion d’essere culturale.
  4. Nessun progetto di Mediasfera ha un solo autore; è sempre il frutto di un gruppo di lavoro che è culturale e professionale al tempo stesso: un gruppo che generalmente coinvolge non solo soci della srl e collaboratori fissi ma anche collaboratori esterni, incluse altre imprese culturali. La rete dei collaboratori, individui e imprese, è una delle principali risorse di Mediasfera, che dedica alla sua crescita e allo scambio con essa una parte rilevante delle sue energie.
  5. Poiché nell’attuale quadro istituzionale il valore culturale di un prodotto è generalmente connesso al riconoscimento di un’autorialità individuale, Mediasfera si impegna comunque a valorizzare sempre l’apporto autoriale dei suoi soci e collaboratori

da Perchè Mediasfera

a cura di:

Peppino Ortoleva (Napoli, 1948) è professore di Storia dei mezzi di comunicazione e Storia dell’immagine meccanica (Cinema, televisione, fotografia) all’università di Torino dal 2001. In precedenza ha insegnato nell’ Università di Siena. Ha svolto attività di ricerca e insegnamento presso il Politecnico di Sydney, il Centre de Recherches sur les Usages Sociaux des Télécommunications di Parigi, l’ISCTE di Lisbona.  E’ stato consigliere di amministrazione della Scuola Nazionale di Cinema-Centro Sperimentale di Cinematografia; è correspondent étranger per la rivista Le temps des Médias e membro di vari Comitati scientifici di istituzioni e riviste nazionali e internazionali.
Ha pubblicato oltre un centinaio di lavori scientifici su storia, società e media. Tra i suoi libri si ricordano Cinema e storia (Loescher, Torino, 1991), Un ventennio a colori (Giunti, Firenze, 1995), I movimenti del ’68 in Europa e in America (Editori Riuniti, Roma, 1998), Mediastoria (nuova edizione Il saggiatore, Milano, 2002), Luci del teleschermo. Televisione e cultura in Italia (con M.T. Di Marco), Electa, Milano, 2004. Ha inoltre curato, con F. Chiocci, G. Cordoni e G. Sibilla La grana dell’audio. La dimensione sonora della televisione, RAI-Nuova Eri, Torino, 2002; con V. Solari, Lavorare nei media, produrre cultura, Angeli, Milano, 2003; con Barbara Scaramucci, l’Enciclopedia della radio, Garzanti, Milano, 2003; con Giovanni Cordoni e Nicoletta Verna Le onde del futuro, Costa & Nolan, Milano, 2005; con gli stessi coautori ha curato Trent’anni di libertà d’antenna, Minerva, Bologna, 2005; con Barbara Scaramucci ha curato La memoria del suono, numero speciale di “Archivi e cultura”, 2006. Nella seconda metà degli anni Novanta ha diretto, con Chiara Ottaviano, la collana Mediamorfosi per UTET.
Dalla metà degli anni Ottanta ha svolto, parallelamente alla ricerca e all’insegnamento, un’impegnativa attività professionale, dapprima fondando e dirigendo la Cliomedia di Torino poi ha realizzato la cura di mostre e musei di storia e media, di volumi scientifici, di trasmissioni radiofoniche e televisive, di ipertesti multimediali.

Giovanni Cordoni (Ebingen, Germania, 1974), caporedattore dell’Enciclopedia della Radio (Garzanti, 2003), a cura di P. Ortoleva e B. Scaramucci, è autore di vari saggi sui mass media, da La grana dell’audio. La dimensione sonora della televisione (RAI-ERI, VQPT, 2002, insieme a F. Chiocci, P. Ortoleva e G. Sibilla) a Le onde del futuro. Presente e tendenze della radio in Italia (Costa & Nolan, 2006, con Ortoleva e N. Verna). Redattore e regista per Il Terzo Anello di RAI Radio 3, ha condotto insieme a Ortoleva la serie Torino. 50 anni di televisione e cultura su Raisat Premium. Curatore con Ortoleva, della mostra itinerante (e del relativo catalogo) Radio FM 1976-2006. Trent’anni di libertà d’antenna (2006-2007), è tra i curatori della mostra Anni Settanta (Triennale di Milano, 2007-2008) di Gianni Canova. Direttore delle ricerche per la mostra sui 50 anni della RAI TV, Luci del teleschermo (Torino, Palazzo Carignano, 2004-2005) e curatore (insieme a Verna) della seconda parte del relativo catalogo (Electa, 2004), si è occupato anche della sonorizzazione di varie mostre (ad esempio A ferro e a fuoco, Dalmine, 2006). Project manager di Mediasfera, ha seguito molti progetti e numerose ricerche, tra cui quelle per l’Osservatorio Culturale del Piemonte su industria discografica, radio e televisione (2006-2008). Musicista e organizzatore di festival e concerti, ha collaborato con Fabbrica Europa (Stazione Leopolda, Firenze) e vari operatori del settore per la realizzazione di spettacoli, musicali e non, in varie città italiane. Collaboratore di varie testate (da “Punto Com” a “Exibart”), si occupa della revisione della terza edizione dell’Enciclopedia del Cinema (Garzanti) a cura di G. Canova e firma per la Treccani del Terzo Millennio, in corso di pubblicazione, il saggio La radio nel mondo. Docente per l’Università Cattolica di Milano e per L’Università dell’Aquila presso vari master dedicati alla comunicazione, ai media e agli eventi culturali, ha partecipato in veste di relatore a vari convegni, soprattutto su radio e industria discografica.

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