Giuseppe De Rita, “gli italiani hanno un difetto: prima danno una delega ampia, inconsueta, spontaneamente unica, ai politici, poi pretendono subito di controllarli moralmente. Pensi a…” (19 settembre 2007)

Professor Giuseppe De Rita, sentito cosa dice Romano Prodi?

“No, mi spiace, sono appena rientrato a casa: che dice?».

Sostiene che sì, certo, la politica deve dare l’esempio: anche se la società italiana non è esente da difetti
.

“Ha ragione. Perfettamente ragione.

E le case comprate a prezzi stracciati dagli enti? E tutti gli sprechi descritti da Stella e Rizzo nel libro «La casta»? E i racconti di
Grillo sulle mille ingiustizie che… 


“Sciocchezze. Quella di criticare i politici è una malattia antica degli italiani”


Professore, un’affermazione così…

«Vede, gli italiani hanno un difetto: prima danno una delega ampia, inconsueta, spontaneamente unica, ai politici, poi pretendono subito di controllarli moralmente. Pensi a…».

A Berlusconi?

«No, vada anche più indietro. Pensi a Mussolini. Lei crede che nei mercati popolari, nei bar, nelle sale dove si giocava a biliardo, al Duce fosse riservato un trattamento diverso? Un popolo che pure per lui riempiva in delirio le piazze, poi non esitava a criticarlo, a raccontare dei privilegi concessi a questo o quel gerarca, piuttosto che ai figli …”

Quindi lei sostiene che gli italiani, in qualche modo, siano vittime di se stessi.

«Dico che sono fatti così. Hanno questo rapporto conflittuale con coloro a cui concedono il potere. Anche se poi le persone che questo potere detengono, sono persone degnissime, di altissima statura morale ed etica».


A chi sta pensando?

«Ad Alcide De Gasperi. Contro di lui si abbattè con una virulenza inimmaginabile quel Guglielmo Giannini…».

L’Uomo Qualunque.

«Un qualunquista, appunto. Perché poi, vede, non è che gli italiani stiano lì con la lente d’ingrandimento a studiare il comportamento dei politici. Danno uno sguardo e poi…».

E poi?

«Attaccano con ingiurie e fischi».

L’elenco, in effetti, è lungo.

“Lungo? Lunghissimo . Tutti sono stati prima o poi, in varie epoche, accusati di cattiva condotta. Può partire dai gerarchi fascisti, dai tipi come Roberto Farinacci, e arrivare ai forchettoni democristiani…».

Ai socialisti…

«Certo, ai socialisti, a Craxi e giungere poi, come diceva lei prima, a Berlusconi. Il quale, due giorni  dopo essere arrivato alla più grande maggioranza parlamentare che si ricordi negli ultimi anni, si è ritrovato accerchiato da Moretti che gli faceva intorno un girotondo di protesta»

Conclusione?

«Gli italiani imparino a dare ai politici meno potere. Non li mandino in Parlamento con una delega a vita. Cinque anni e poi li facciano tornare a casa».

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