(Berlusconi) Un uomo rimasto solo – di Ilvo Diamanti in Repubblica.it

quando, nei giorni scorsi, ha percepito il proprio isolamento, nella Casa e nel Popolo che egli stesso aveva creato: in quello stesso momento ha reagito. Ha inveito. Con rabbia e risentimento. Non contro i “nemici” di sempre – magistrati e comunisti. Ma contro gli “amici” che lo lasciavano solo. E stavano negoziando, alle sue spalle, con i democristiani di Casini e con il salotto buono degli imprenditori, rappresentato da Montezemolo. Silvio Berlusconi ha minacciato di far saltare il tavolo 4. Non solo del governo tecnico, ma, anzitutto, del centrodestra. Del Pdl. Degli amici fidati che stavano preparando la sua successione. Senza di lui. Non solo. Ma “contro” di lui. Il Padrone – di ieri. Oggi: un Signore imbarazzante. Un’eredità sgradevole, perché è difficile assumere la guida di una forza politica all’ombra, ingombrante, del Fondatore – e unico leader, fino a ieri – del Partito Personale. 

Per questo, più che un “ritorno in campo”, l’iniziativa di Berlusconi, in effetti, appare una minaccia di invasione. Espressa in modo perentorio. Un modo per dire, anzi, gridare, che lui, il Cavaliere, non se n’è mai andato. Che il muro di Arcore esiste ancora. Berlusconi. Ha rivendicato la propria capacità di esercitare il potere media-politico. Da solo contro tutti. Perché tutti l’hanno lasciato solo. A costo di ricostruire un nuovo “partito personale”. Una lista di “uomini nuovi”, da opporre ai “vecchi politici” presenti negli altri partiti. Compreso quello che egli, almeno fino a ieri, guidava. 

tutto l’articolo qui  Un uomo rimasto solo – Repubblica.it.

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