Paolo Ferrario, COME CREARE UN BLOG ANCHE IN PREVECCHIAIA, 2012

Il diario ha una grande tradizione nella storia dell’umanità: alla sua base c’è l’umanissima idea di fissare per iscritto le esperienze di sé e del proprio ambiente, in modo da far emergere la propria soggettività e trasmetterla nel corso del tempo. Oggi, nella modernità, si può fare questo usando internet e le connesse tecnologie che sono messe a nostra disposizione.
La soglia dei 60 anni può aprire nuove opportunità di conoscenza, di studio, di osservazione della realtà. Questa nuova fase della vita può essere vissuta anche allenando in modo piacevole la memoria alla ricerca del proprio passato da vivere alla luce del presente. Dal tempo storico passato, noi abbiamo l’esperienza del “diario” inteso come insieme di annotazioni redatte quasi tutti i giorni, datate e ordinate cronologicamente, in cui una persona registra gli eventi soggettivi e quelli del proprio ambiente di vita. Diversamente dall’autobiografia, l’annotazione nel diario non segue in modo rigido il principio della continuità, ma riunisce gli eventi che sembrano meritevoli di essere ricordati ad una stessa data. Le tecnologie internettiane amplificano massimamente questa opportunità di raccontare se stessi in rapporto al mondo vissuto.
Osserva Sergio Maistrello: “Dentro la parte abitata di internet tutto è interazione. Se i nodi della rete sono punti di presenza delle persone, i collegamenti tra un nodo e l’altro rappresentano relazioni e i contenuti diventano conversazioni”.
Ma cos’è esattamente un blog?

In linea generale, è un mezzo attraverso cui un individuo, anche privo di competenze informatiche, può pubblicare un testo e tenerlo per sé (rendendolo privato), come il vecchio diario, o renderlo pubblico per condividerlo con altri.

La parola “blog” deriva da “web” (rete) e “log” (in senso letterale “ceppo, tronco” e, per estensione, “giornale di bordo”). Visto l’uso contemporaneo che si fa di questo termine, potremmo tradurlo in traccia sulla rete“.

Questi strumenti sono nati alla fine degli anni ’90, quando i progettisti di software inventano la struttura di queste pagine, costituite da una annotazione recente che sposta i contenuti di un foglio verso il basso. Il blog, infatti, si comporta come un diario de-cronologico: l’ultima nota è quella che compare in alto e le precedenti scorrono indietro.
In senso operativo, un blog è una tecnologia della rete gestita da un software che tiene le tracce di accesso a un sito. In senso comune, un blog è come un foglio bianco da riempire di contenuti che si aggiunge ad altri, giorno per giorno, come un blocco di appunti o pagina di diario.
In questa pagina:

  • un Autore riflette e scrive su qualcosa che gli sta a cuore,
  • il software lo fissa nel tempo (ora, giorno, anno),
  • poi un Lettore raggiunge questo spazio grafico, legge
  • e (se è nella giusta disposizione d’animo) scrive a sua volta un commento su quanto ha trovato scritto
  • e, magari, a sua volta crea un blog.

Ed ecco che si possono sviluppare conversazioni intersoggettive in assenza di vicinanza fisica e spaziale.
Dunque un blog è uno strumento (un ottimo strumento) di comunicazione scritta interattiva. 

Potrebbe contenere le ricette di cucina delle madri e delle nonne; le istruzioni su come si coltiva un orto; i luoghi e la storia del proprio territorio; gli interessi storici che nel corso della vita attiva non si aveva tempo di sviluppare; le poesie e i racconti letti (o scritti) che si vorrebbero condividere; il racconto di una esperienza creativa attraverso l’uso della fotografia. 

Non c’è limite alla fantasia e alle libertà espressive.
Le motivazioni possono essere le più diverse: dar spazio alle proprie passioni, tenere traccia di cose interessanti, conversare con gli amici, cercare persone che condividono interessi comuni.

Gestire un blog è molto più semplice che creare e sviluppare un proprio sito Web, poiché sono le piattaforme che li ospitano a gestire tutte le procedure: bastano pochi minuti per aprirlo; ciascuno può immediatamente pubblicare scritti propri o elaborare in forma pubblica informazioni prodotte da altri; è gratuito (a meno che si vogliano aggiungere degli optional); è una tecnologia aperta sul mondo esterno, perché mette in contatto le “parti abitate della rete”, ossia coloro che pigiano tasti dietro ad uno schermo.
Come è composto un blog?
La sua gabbia tipografica essenziale è costituita da tre elementi di base:

1. una testata, con un titolo evocativo ed invitante;

2. la parte centrale, contenente testi, immagini, video;

3. una sezione laterale di accesso, per sistemare, proprio come su un tavolo di casa, l’impaginazione e gli accessi.

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Sul piano visivo del lettore, una pagina di blog è costituita da un post (che, di fatto, è un testo scritto, con la possibilità di aggiungere facilmente immagini, audio, video) con i suoi eventuali commenti aggiunti successivamente dai visitatori.
Questo strumento presenta varie caratteristiche che lo rendono veramente flessibile e adattabile a diverse situazioni comunicative: autobiografiche (diario in rete); relazionali (stabilire contatti con persone affini o comunque “vicine”); formative (scrivere appunti di studio); lavorative (monitorare un processo organizzativo).
E’ una tecnologia che non richiede l’acquisto di software: la registrazione alla piattaforma è gratuita; è di facile apprendimento; è in rete e quindi tendenzialmente accessibile a chiunque.
La registrazione di un blog richiede:

  • la verifica dell’esistenza di una sigla ancora disponibile;
  • l’iscrizione mediante un’identità rappresentata dal proprio indirizzo email;
  • una password (da conservare con estrema attenzione).

I principali servizi di supporto alla creazione di un blog sono:

Prendiamo in considerazione quest’ultima, perchè è la piattaforma più sofisticata del mondo e perchè si è data la missione di sviluppare proprio questi strumenti della rete. Bastano pochi gesti:

1. si digita WordPress.com (in versione italiana);

2. si clicca sulla voce inizia qui;

3. si forniscono i dati che la pagina di registrazione richiede (indirizzo del blog, nome dell’utente, password, indirizzo Email;

4. si clicca sul pulsante Create Blog (nella colonna Free, cioè gratuita). Tutto qui: da questo momento si può cominciare a scrivere il primo post e a diffonderlo fra i propri figli, nipoti, amici.
In queste operazioni iniziali e quelle successive è possibile intravedere i grandi vantaggi per gli over 60: allenare le abilità cognitive attraverso l’apprendimento delle procedure, stimolare alla scrittura e all’uso della parola, dare spazio alla propria fantasia creativa, recuperare i ricordi e trasmetterli, individuare persone che condividono gli stessi orizzonti di senso.
E allora: “fatti un blog” e usalo per potenziare la tua presenza nel mondo sociale. In successivi articoli entreremo ulteriormente nel merito dei concreti modi per costruire un proprio blog e riempirlo di contenuti: nel frattempo, se avete curiosità specifiche, lasciateci un commento. Vi promettiamo di rispondervi nelle prossime puntate. A presto!

Piccola bibliografia per aspiranti blogger

– Sergio Maistrello, La parte abitata della reteTecniche nuove, 2007

– Alberto D’Ottavi, Tommaso Sorchiotti, Come si fa un blog 2.0, Tecniche Nuove, 2008.

– Giuseppe Granieri, Blog generation, Editori Laterza, 2005.
– Tiziano Fogliata, Crea il tuo blog con WordPress, Hoepli, 2010.

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