…
La maggior parte di loro, in ogni caso, si considera “fortemente danneggiata” da come la generazione dei loro padri ha esercitato il proprio potere.
Si tratta di un fenomeno molto diverso dalle proteste, spesso prevalentemente ideologiche, inscenate dai giovani dagli anni 70 in poi. I ragazzi di oggi danno molto spesso l’impressione di avere a disposizione una calcolatrice virtuale sempre pronta a conteggiare quanto un qualsiasi adulto che tenti di impartirgli lezioni, abbia loro sottratto in termini di pensione, possibilità di avere un posto di lavoro, tenore di vita, serenità familiare, valutazioni di solito assenti nei movimenti dal 68 in poi.
Quasi tutti, infatti, stanno uscendo dalle trappole delle ideologie (marxiste o liberiste), con le quali i “vecchi” – dicono – li hanno derubati da una partenza equa nella corsa della vita.
Gli unici riferimenti, più pratici e esistenziali che ideologici, hanno un sapore libertario, con un retrogusto di pacifica anarchia.
Incominciano così a pensare che la libertà dovranno conquistarsela da soli, agendo direttamente, ma senza costruire strutture partitiche o piani particolareggiati. Semplicemente agendo come se si fosse già liberi, come se lo Stato non esistesse.
Un riferimento diffuso tra chi di loro ne cerca (ma non sono molti), non è un politologo o un economista ma un antropologo, David Graeber, ex docente a Yale (autore del recentissimo “Rivoluzione. Istruzioni per l’uso”).
Graeber, tra i protagonisti del movimento “Occupy Wall Street”, sconsiglia vivamente di perdere tempo a “distruggere lo Stato” borghese, proponendo piuttosto di vivere “come se lo Stato non esistesse”.
…
tutto l’articolo qui Diciamo addio all’era dei bamboccioni, Claudio Risé.
Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
"Mi piace""Mi piace"