Al di là delle volontà dei singoli, e della possibile buona fede di alcuni di loro, quella di oggi è stata la seconda puntata di uno scontro alimentato da quella particolare forma di populismo giudiziario che cerca di riscrivere l’equilibrio dei poteri.
Uscito già ammaccato con la sentenza 1/2013 dal tentativo di diffondere conversazioni private del Presidente e quindi di riscrivere unilateralmente in modo restrittivo i poteri del Quirinale a favore del giudiziario, questo populismo ha cercato di caricare di un sovraccarico di aspettative una testimonianza destinata invece inevitabilmente a deludere i complottasti di ogni tipo.
Per questo l’esemplare comportamento del Presidente Napolitano segna un secondo colpo decisivo per il populismo giudiziario che a questo punto, al di là di qualche residuo consenso a vocazione minoritaria, ha inevitabilmente e definitivamente perso la sua spinta propulsiva.
Il comunicato del Quirinale
Il Presidente Napolitano ha reso la testimonianza richiesta nel processo in…
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