The Seasoning House (2012), di Paul Hyett | FilmTV.it

Siamo in un bordello molto particolare, gestito e frequentanto da classici tipi balcanici poco raccomandabili e coinvolti in loschi affari. Il punto è che le ragazze di piacere disponibili nella casa sono prigioniere, di guerra e dei loro letti, e i tipi che vengono a divertirsi con loro non cercano solo sesso, ma un particolare tipo di sesso, mescolato a botte e umiliazioni pesanti. In questo atmosfera angosciante, resa perfettamente dalla fotografia del film e dai dialoghi radi che lasciano parlare immagini e lamenti, si aggira una mutina, anch’essa vittima di atroci delitti di guerra ma diventata la “preferita” del grande capo, che la incarica di drogare e truccare le ragazze in occasione di visitatori paganti. Il suo fisico esile le ha  però permesso di trovare il modo di insinuarsi attraverso le intercapedini della grande casa e di entrare non vista nelle camere delle ragazze quando non dovrebbe trovarsi lì, finendo con lo stringere un abbozzo di amicizia con una di esse e assistendo alle atrocità perpretate su di essa dai militari in visita. Quando un bestione muscoloso, durante l’atto sessuale, picchia fino alla morte la ragazza, già conciata male dalle violenze di un precedente cliente, la fatidica goccia traboccherà dal vaso. La mutina inizierà la sua vendetta e le cose cominceranno a sfuggire di mano in modo inesorabile e rovinoso. 

Un film di una violenza inaudita, perchè a mutilazioni e sbudellamenti anche più scenografici siamo ormai assuefatti fin dai tempi di “Saw” e “Hostel”. Ma quando la violenza, nuda, cruda, associata al sopruso anche sessuale ci si para davanti…ha tutto un altro effetto, Perchè il contesto non è dato dal solito serial killer o da improbabili sette devote alla tortura, ma è un contesto reale, dove atrocità del genere, se non in queste precise modalità, sono avvenute davvero

tutta la scheda qui The Seasoning House (2012) | FilmTV.it.

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