Casa della Memoria, realtà toscana che si rivolge a persone anziane con problemi legati all’insorgenza di declino cognitivo e/o fragilità legate alla perdita di memoria, 2015

Circa un anno fa vi avevamo parlato dell’apertura della Casa della Memoria, realtà toscana che si rivolge a persone anziane con problemi legati all’insorgenza di declino cognitivo e/o fragilità legate alla perdita di memoria. Ad un anno dall’apertura abbiamo chiesto a Cristina Dragonetti, Presidente della Cooperativa Minerva, di provare a fare un bilancio della sperimentazione, o più esattamente un “bilancio di secondo welfare”, che tenga conto dell’andamento economico, dello sviluppo di rete e dell’impatto sociale provocato.

Iniziamo dall’impatto: possiamo fare un primo bilancio sull’adesione e sui servizi offerti?

Il progetto conta oggi 26 ospiti iscritti, con una media giornaliera di 14 presenze.

Durante questo primo anno le attività sono aumentate concentrandosi sull’offerta di percorsi di contrasto all’insorgenza del grave declino cognitivo: la mattina è dedicata all’attività fisica alternata alle attività di stimolazione cognitiva, mentre il pomeriggio ai laboratori occupazionali.

Cerchiamo di impiegare un modello rientrante nel welfare rigenerativo, secondo la logica del “ti aiuto ad aiutarmi”. Il tentativo infatti è quello di rendere i soci anziani protagonisti di un “tempo di vita”.

tutta l’intervista qui

Casa della Memoria: il bilancio del primo anno.

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