Dopo di noi: dalla proposta di legge alle sperimentazioni sul territorio, di Paolo Pantrini, in secondowelfare.it

Il 4 febbraio 2016 la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge 698 “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave, prive del sostegno familiare” inerente all’assistenza dei disabili gravi senza sostegno famigliare, in risposta alle problematiche inerenti il cosiddetto “dopo di noi”. La legge non introduce nuove categorie di servizi né intende riformare l’attuale organizzazione delle prestazioni rivolte alle persone disabili, bensì implementa le risorse e gli strumenti disponibili per le persone con disabilità prive di sostegno famigliare. Leggendo il testo si può infatti notare come vengano valorizzati strumenti ed istituti giuridici precedenti quali il progetto individuale (previsto dalla legge 328/2000), l’amministratore di sostegno (previsto dalla legge 6/2004) e i criteri di accertamento dell’handicap (individuati dalla legge 104/1992).

L’iter parlamentare delle legge 698 è iniziato il 9 aprile 2013 ed è proseguito con l’unione di diverse proposte di legge provenienti da diversi schieramenti politici e, in seguito, l’audizione di numerose rappresentanze del terzo settore, tra cui associazioni di famigliari e disabili, enti di gestione, fondazioni di origine bancaria, organizzazioni di secondo livello. Il 5 febbraio la proposta è stata presentata al Senato della Repubblica, numerata 2232.

La proposta di legge si inserisce nel più complesso processo di trasformazione del sistema di welfare italiano in quanto prevede, in un’ottica di sussidiarietà orizzontale, la valorizzazione di risorse private come i patrimoni familiari, le assicurazioni e le competenze del terzo settore, il coinvolgimento delle famiglie e della società civile e, in un’ottica di sussidiarietà verticale, la potestà concorrente di Stato e Regioni sulla materia.

La legge si configura come un’ulteriore tappa del processo di deistituzionalizzazione dei servizi alla persona. Negli ultimi decenni, infatti, l’organizzazione dei servizi alla persona è passata da un approccio basato quasi esclusivamente su aspetti clinici ad un approccio bio-psico-sociale che valorizza una presa in carico globale. Questo si è riflesso sui servizi nel passaggio dall’istituzione totale (ospedale, manicomio, istituto di cura…) al territorio e al domicilio, nell’ampliamento dell’equipe professionale a specialisti non medici (infermieri, educatori, psicologi, assistenti sociali…) e nel coinvolgimento attivodi utenti, famiglie e volontari. La proposta di legge valorizza questi elementi sostenendo finanziariamente progetti di deistituzionalizzazione e autonomia e valorizzando la dimensione domiciliare attraverso igruppi appartamento e il cohousing.

segue qui

Sorgente: Dopo di noi: dalla proposta di legge alle sperimentazioni sul territorio

Lascia un Commento se vuoi contribuire al contenuto della informazione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.