Elena Granaglia, EQUITA’ E SPESA SOCIALE. La proposta dell’IRS – in Menabò di Etica ed Economia, 2016

I punti di partenza possono essere così riassunti. Sulla base dei dati di contabilità nazionale, la spesa sociale, intesa come somma fra i trasferimenti alle famiglie (incluse le detrazioni Irpef), trasferimenti contro la povertà (incluse le integrazioni al minimo) e trasferimenti per l’invalidità si attesta oggi, in Italia, attorno a 72 miliardi di euro, circa il 4,5% del PIL. Nel 2017, secondo le disposizioni dell’ultima legge di stabilità, il valore dovrebbe aumentare a 75 miliardi. Questi dati, secondo l’IRS, sono, nel complesso, in linea con quanto mediamente si spende, per lo stesso comparto di spesa, negli altri paesi europei.A differenza di quanto accade in tali paesi, in Italia una buona parte della spesa va, però, non ai bisognosi, ma a famiglie che si collocano nei decili superiori della distribuzione (ISEE). L’analisi, eseguita sulla base dei dati Eu-Silc 2013, rileva, ad esempio, come il 44% delle famiglie in povertà assoluta non riceve in Italia alcun aiuto e neppure riceve alcun aiuto il 31% delle famiglie nel primo decile ISEE.

Sorgente: EQUITA’ E SPESA SOCIALE. La proposta dell’IRS – Menabò di Etica ed Economia

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