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Luciana Quaia (2012), Intime erranze – Il familiare curante l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, Nodolibri, Como

Luciana Quaia (2012), Intime erranze – Il familiare curante l’Alzheimer, la resilienza autobiografica, Nodolibri, Como 

per l’acquisto vai alla scheda dell’editore:

http://www.nodolibrieditore.it/scheda-libro/luciana-quaia/intime-erranze-9788871852140-156205.html

 

Intime erranze:

un testo che illustra la conduzione di un laboratorio di scrittura autobiografica rivolto a caregiver di persone con demenza

La malattia di Alzheimer è un evento drammatico che determina all’interno della famiglia una situazione di crisi, in quanto dover riorganizzare il proprio stile di vita sul piano relazionale e pratico comporta un carico di stress emotivo particolarmente impegnativo per colui che assiste.

La scrittura autobiografica è uno strumento importante per affrontare momenti di crisi che richiedono una ridefinizione dell’immagine di sé (“mi sento impotente, inadeguato, ho paura di non farcela”, sono le parole pronunciate dalla maggior parte di caregiver quando la malattia irrompe nella quotidianità). 

Il laboratorio di scrittura autobiografica per caregiver  favorisce il confronto tra la narrazione individuale e quella collettiva: le conversazioni sollecitate dall’ascolto degli altrui racconti consentono di sentirsi accettati, di decentrare i propri punti di vista, di conoscere altri contenuti, di scoprire differenze interiori in base alle interrogazioni che l’altro pone.

Lo scrivere  di sé persegue due fondamentali obiettivi:

  • costituire strumento di resilienza, intendendo con tale termine la capacità di una persona di continuare a progettare il proprio futuro nonostante avvenimenti destabilizzanti e condizioni di vita traumatiche;
  • rappresentare esperienza auto formativa, trasformativa ed educativa, perché il proprio raccontarsi è lo specchio di quel che si è stati e quindi, scrivendo di sé,si può dare significati inediti alle esperienze vissute, trovando in esse capacità e risorse inaspettate per nuovi progetti esistenziali.

Nel testo sono ampiamente illustrati gli strumenti che descrivono le giornate del laboratorio: la poesia, gli oggetti, le fotografie, i simboli del mandala e del labirinto, i luoghi dell’anima, i film.

Accanto all’approfondimento della parte teorica sono riportati i passaggi operativi della conduzione dei gruppi con dettagliata descrizione degli esercizi proposti e stralci delle testimonianze dei partecipanti.

Particolarmente indicato per tutte le figure professionali coinvolte nella relazione di aiuto.

Video di presentazione:

 

 


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