Legislazione sociosanitaria della Regione Lombardia

Regione Lombardia, Il progetto CRONICITA’, le proposte nel Programma della coalizione Giorgio Gori per le elezioni del 4 marzo 2018

 

Ultimo grande progetto annunciato da questa Giunta, quasi a conclusione della legislatura, è il nuovo modello di gestione dei malati cronici: 3,5 milioni di cittadini coinvolti, dal meno grave che deve curare solo con un farmaco l’ipertensione al pluripatologico che necessita invece di assistenza sanitaria continuativa e multidisciplinare, il 70% delle risorse del bilancio sanitario regionale impegnato, e la consapevolezza di essere di fronte ad un problema che nei prossimi anni avrà numeri sempre più alti. L’obiettivo sbandierato è la presa in carico globale della singola persona con un piano individualizzato per il suo bisogno di cura. Sulla carta potrebbe essere un modello valido e che in molte regioni (Toscana, Emilia Romagna, Veneto) è già partito da tempo con significativi investimenti , ma sono tutte realtà che hanno un sistema differente dal nostro: a forte trazione pubblica, con un lavoro che dura da anni sull’implementazione della sanità territoriale – che è il vero luogo di cura per la grande maggioranza dei cronici -, e che hanno avuto inoltre la forza di introdurre delle leve organizzative e economiche per gli attori coinvolti (medici di base e specialisti) che hanno portato il modello ad essere efficiente ed efficace. La proposta lombarda invece ha enormi limiti: l’incertezza sul sistema di tariffazione, che è stato cambiato in corso d’opera e che ancora oggi è una incognita e mette in discussione la sostenibilità generale del sistema; la adesione residuale, e a macchia di leopardo, sul territorio dei medici di famiglia, senza i quali il progetto è destinato a fallire. E così quella che doveva essere una rivoluzione per le persone in condizione di cronicità e che doveva garantire le cure meglio rispondenti ai bisogni individuali di salute, rischia di trasformarsi esclusivamente in una lettera recapitata a casa, con tanti proclami di buoni intenti e nessun beneficio.

 

Proposte:

  • Rivedere radicalmente il progetto di presa in carico regionale che oggi non ha ancora una forma e rilanciare, con l’estensione graduale in tutta la regione e per tutte le patologie, l’esperienza – ancora attiva partita nel 2011 in alcuni territori – di presa in carico dei malati cronici che prevede un piano di cura individualizzato gestito dal proprio medico di base per assicurare la continuità del percorso assistenziale extra-ospedaliero del paziente (CREG – Chronic Related Group) anche tramite servizi di telemedicina, che ha visto una adesione apprezzabile dei pazienti seguiti e dei medici di famiglia coinvolti e su cui esistono già risultati positivi relativi agli esiti di salute per i cittadini (minori ricoveri e minori accessi al pronto soccorso) e alla sostenibilità economica.
  • Affidare al medico di medicina generale il ruolo strategico di “gestore” di questo modello di presa in carico affinché rimanga responsabile primo della salute di tutti i pazienti con una o due patologie croniche (escludendo i 150mila cittadini con tre o più patologie che già oggi sono di fatto in carico alle Aziende sanitarie o alle RSA).
  • Incentivare, vincolando i benefici ai risultati di salute degli assistiti, la costituzione in cooperativa dei medici “gestori” anche tramite l’offerta di servizi gratuiti (infermiere, servizio segreteria).

via Programma — Giorgio Gori

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