Bioetiche, Biopolitiche

Edoardo Boncinelli: Io e Lei, oltre la vita, Guanda, 2017. scheda in Tecalibri

Premessa

Ci sono cose che non hanno per noi un prima e cose che non hanno un poi. Alle prime appartiene la nascita, alle seconde la morte. Non mi potrò mai occupare della mia nascita, ma certo della morte posso. Non so se mai ci incontreremo, io e la mia morte, ma ci rincorriamo da una vita. Più o meno da quando avevo cinque anni. Ero a Bologna nell’immediato dopoguerra, ospite di un centro profughi allestito alla meglio nei locali di una caserma. Parlavo con la mamma di persone che non c’erano più; d’improvviso mi venne in mente che anche i nonni di Firenze erano destinati prima o poi ad andarsene, e piansi.Fu il mio primo contatto cosciente con la morte naturale, come dire con la naturalezza della morte. Successivamente mi capitò spesso di pensare quasi per gioco che se io bambino fossi morto, questa volta non naturalmente, qualcuno avrebbe potuto piangere e disperarsi. Mi figuravo cioè il mio post mortem dal punto di vista dei vivi che presumibilmente mi amavano, e spesso mi commovevo da solo. Da allora la morte, la mia, è divenuta un concetto acquisito, presente ma non angosciante nella mia mente.

Conosco persone che invece pensano continuamente alla morte e ne scorgono i segni dappertutto. Io no. So che c’è, e che dovrà finire per cogliere qualcosa di me, ma non ci penso quasi mai. Nella mia mente la morte non c’è, mentre c’è tanta, troppa vita. Questo non mi impedisce di meditarci sopra, anzi me lo facilita.

Ma perché meditare sulla morte se il suo pensiero non mi assilla? Per due motivi essenzialmente, connessi l’uno con la sua percezione sociale, l’altro con quella individuale mia. Dal punto di vista sociale si parla della morte a vario titolo e con una certa regolarità, ma se ne parla sempre. Può essere la morte di individui, di gruppi o di comunità, per incidenti, per malattia o per attentati e combattimenti o può essere la morte prospettata o temuta. La religione, per esempio, che promette di liberarci dalla morte, in realtà ci costringe a pensarci di continuo, proponendo scenari dipinti con tinte di intensità variabile, ma mai trascurabile. Anche i matrimoni si celebrano nel luogo ríservato alla morte e i funerali ne amplificano l’eco.

La morte di chiunque rimanda, direttamente o indirettamente, al pensiero della propria, in un tempo indeterminato e magari indistinto, ma attuale come i discorsi di ogni giorno. Secondo alcuni è il pensiero della morte che ha ispirato e guidato molti dei nostri progressi collettivi, di sicuro l’aspirazione alla fama e all’immortalità delle nostre opere. Ed è certamente il pensiero della morte che ci porta a credere a quella massa di favole alle quali tutti siamo portati a credere. L’argomento della morte è vivo e presente anche quando è taciuto, anzi in quel caso lo può essere ancora di più. La morte conferisce un orizzonte alla nostra vita.

A tutto questo si aggiunge per me, anche se non credo per me solo, il tema del suicidio. La morte per suicidio è una morte particolare, anzi, una mescolanza di morte e di vita, per eccesso o per insufficienza di vita. Ho pensato al suicidio praticamente da quando mi conosco: troppo orrenda era la mia vita infantile e giovanile per non pensarci, anche se dopo, molto dopo, le cose sono sensibilmente migliorate.

La morte presenta almeno due caratteristiche contrastanti. Su un piano di realtà, è un fenomeno del tutto naturale: ogni essere vivente degli ultimi quattro miliardi di anni è morto, e nessuno è mai sfuggito a questo destino. Sul piano conoscitivo ed esistenziale, invece, è il mistero di tutti i misteri: la contemplata limitatezza dell’esserci. Mi piace quindi meditare sulla morte per passare in rassegna i vari aspetti e le possibili interpretazioni di un fenomeno tanto ipotetico quanto probabile e universalmente diffuso. D’altra parte, so bene che non si può pensare costruttivamente alla morte. Si può pensare solo alla vita, e lo si può fare mentre si è ancora, ovviamente, in vita.

vai a

TecaLibri: Edoardo Boncinelli: io e Lei

Lascia un Commento se vuoi contribuire al contenuto della informazione

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.