SALUTE MENTALE

Renzo De Stefani, primario di psichiatria a Trento, va in pensione. E’ stato un innovatore in una professione svolta con grande passione fino all’ultimo giorno | in l’Adige.it , febbraio 2018

…. Come definirebbe la malattia mentale?
Penso che innanzitutto esista, intesa come profonda sofferenza che una persona vive nel momento in cui si crea una frattura tra quella persona e il mondo che la circonda. Quando ciò accade la persona entra in una dimensione di psicosi, di paura.
E qual è il compito dello psichiatra?
Quello di trovare un percorso che pur in presenza della malattia permetta alla persona di fare una vita qualitativamente la più significativa possibile. Un concetto che oggi va sotto il nome di recovery, che non significa solo recupero ma tutto ciò che permette alla persona, con i farmaci che sono utili, con un’attenzione alla persona che è fondamentale, con un’attenzione sociale che è altrettanto importante, di vivere con dignità e qualità.
La guarigione non esiste?
Sì, l’Oms calcola che il 60% dei malati guarisce, il 30% non ne viene fuori ma attraverso la recovery ci sono percorsi straordinariamente efficaci.
Lei qui a Trento si è inventato percorsi a loro modo rivoluzionari coinvogendo nella cura dei malati gli stessi utenti e i loro familiari. Ci spiega quando e come è nata l’idea degli Ufe, gli Utenti e familiari esperti?
Sono entrato in questo servizio nel 1993 trovando una situazione non bella, con parenti imbestialiti perché pensavano di non essere oggetto di attenzione. Io venivo da Cles dove avevamo fatto cose molto innovative e carine. A Trento dopo il 2000 abbiamo iniziato a raccogliere risultati significativi, abbiamo imparato che tanto più coinvolgevamo gli utenti e i familiari nei percorsi di cura dando loro responsabilità tanto più le cose cambiavano in meglio. Siamo un caso più unico che raro di servizio che ha messo a lavorare all’interno gente che ha sperimentato la sofferenza, ha fatto un percorso di cura e che diventa operatore mettendo a disposizione la sua esperienza. Le assicuro che a volte i risultati sono miracolosi. Oggi abbiamo 40 Ufe impiegati in vari settori.

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In pensione il primario «rivoluzionario» De Stefani ha cambiato la psichiatria | l’Adige.it

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