Educatori professionali

Professioni di EDUCATORE PROFESSIONALE SOCIO-PEDAGOGICO e PEGAGOGISTA, Normativa contenuta nella LEGGE 27 dicembre 2017, n. 205 Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020, dal comma 594 al 600. Con una scheda informativa dell’On VANNA IORI

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594 L’educatore professionale socio-pedagogico e il  pedagogista

operano nell’ambito educativo, formativo e pedagogico, in rapporto  a

qualsiasi attivita’ svolta in modo formale, non formale e  informale,

nelle varie fasi della vita, in una prospettiva di crescita personale

e sociale, secondo  le  definizioni  contenute  nell’articolo  2  del

decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13, perseguendo gli obiettivi

della Strategia europea deliberata dal Consiglio europeo  di  Lisbona

del 23 e 24 marzo 2000. Le figure  professionali  indicate  al  primo

periodo  operano  nei  servizi  e  nei  presidi   socio-educativi   e

socio-assistenziali,  nei  confronti  di  persone   di   ogni   eta’,

prioritariamente  nei  seguenti  ambiti:   educativo   e   formativo;

scolastico;   socio-assistenziale,   limitatamente    agli    aspetti

socio-educativi; della genitorialita’ e  della  famiglia;  culturale;

giudiziario; ambientale;  sportivo  e  motorio;  dell’integrazione  e

della cooperazione internazionale. Ai sensi della  legge  14  gennaio

2013,   n.   4,   le   professioni   di    educatore    professionale

socio-pedagogico e di pedagogista  sono  comprese  nell’ambito  delle

professioni non organizzate in ordini o collegi.

  1. La qualifica di educatore professionale  socio-pedagogico  e’

attribuita con laurea L19 e ai sensi delle disposizioni  del  decreto

legislativo 13 aprile 2017, n. 65. La  qualifica  di  pedagogista  e’

attribuita a seguito del rilascio di un diploma di laurea  abilitante

nelle classi di laurea magistrale LM-50 Programmazione e gestione dei

servizi educativi, LM-57 Scienze dell’educazione degli adulti e della

formazione continua, LM-85  Scienze  pedagogiche  o  LM-93  Teorie  e

metodologie  dell’e-learning  e  della  media  education.  Le   spese

derivanti dallo svolgimento dell’esame previsto ai fini del  rilascio

del diploma di laurea abilitante sono poste  integralmente  a  carico

dei  partecipanti  con  le  modalita’  stabilite  dalle   universita’

interessate. La formazione universitaria dell’educatore professionale

socio-pedagogico e del pedagogista e’ funzionale al raggiungimento di

idonee conoscenze, abilita’ e  competenze  educative  rispettivamente

del livello 6 e del livello 7 del Quadro europeo delle qualifiche per

l’apprendimento permanente, di cui alla raccomandazione 2017/C 189/03

del Consiglio, del 22 maggio 2017, ai cui fini il pedagogista  e’  un

professionista di livello apicale.

  1. La qualifica di educatore  professionale  socio-sanitario  e’

attribuita a seguito del rilascio del diploma di laurea abilitante di

un corso di laurea della classe L/SNT2  Professioni  sanitarie  della

riabilitazione, fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui

al decreto del Ministro della sanita’ 8 ottobre 1998, n. 520.

  1. In via transitoria, acquisiscono la  qualifica  di  educatore

professionale  socio-pedagogico,  previo  superamento  di  un   corso

intensivo  di  formazione  per  complessivi  60   crediti   formativi

universitari nelle discipline di cui al comma  593,  organizzato  dai

dipartimenti e dalle facolta’  di  scienze  dell’educazione  e  della

formazione delle universita’ anche tramite attivita’ di formazione  a

distanza,  le  cui  spese  sono  poste  integralmente  a  carico  dei

frequentanti con le modalita’ stabilite dalle  medesime  universita’,

da intraprendere entro tre anni dalla data di entrata in vigore della

presente legge, coloro che, alla medesima data di entrata in  vigore,

sono in possesso di uno dei seguenti requisiti:

  1. a) inquadramento  nei  ruoli  delle  amministrazioni  pubbliche  a

seguito del superamento di un pubblico concorso relativo  al  profilo

di educatore;

  1. b) svolgimento dell’attivita’ di educatore per  non  meno  di  tre

anni, anche non continuativi, da  dimostrare  mediante  dichiarazione

del datore di lavoro ovvero  autocertificazione  dell’interessato  ai

sensi del  testo  unico  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della

Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;

  1. c) diploma rilasciato entro  l’anno  scolastico  2001/2002  da  un

istituto magistrale o da una scuola magistrale.

  1. Acquisiscono  la   qualifica   di   educatore   professionale

socio-pedagogico coloro che, alla data di  entrata  in  vigore  della

presente  legge,  sono  titolari  di  contratto  di  lavoro  a  tempo

indeterminato negli ambiti professionali  di  cui  al  comma  594,  a

condizione  che,  alla  medesima  data,  abbiano  eta’  superiore   a

cinquanta anni e almeno dieci anni di servizio, ovvero abbiano almeno

venti anni di servizio.

  1. I soggetti che, alla data di entrata in vigore della presente

legge, hanno svolto l’attivita’ di educatore per un periodo minimo di

dodici   mesi,   anche   non   continuativi,   documentata   mediante

dichiarazione  del  datore  di   lavoro   ovvero   autocertificazione

dell’interessato ai sensi del testo  unico  di  cui  al  decreto  del

Presidente  della  Repubblica  28  dicembre  2000,  n.  445,  possono

continuare ad esercitare  detta  attivita’;  per  tali  soggetti,  il

mancato  possesso  della   qualifica   di   educatore   professionale

socio-pedagogico o di  educatore  professionale  socio-sanitario  non

puo’  costituire,  direttamente  o  indirettamente,  motivo  per   la

risoluzione unilaterale dei rapporti di lavoro in corso alla data  di

entrata in vigore della presente legge  ne’  per  la  loro  modifica,

anche di ambito, in senso sfavorevole al lavoratore.

  1. L’acquisizione della qualifica di educatore socio-pedagogico,

di educatore professionale socio-sanitario ovvero di pedagogista  non

comporta, per il personale gia’ dipendente di amministrazioni ed enti

pubblici, il diritto  ad  un  diverso  inquadramento  contrattuale  o

retributivo, ad una progressione  verticale  di  carriera  ovvero  al

riconoscimento di mansioni superiori.


qui la scheda dell’Onorevole VANNA IORI

Siamo giunti finalmente a Itaca. Dopo un’Odissea parlamentare travagliata, chiudo con soddisfazione la legislatura perché da ora hanno un titolo professionale e sono riconosciuti per legge nelle loro competenze le migliaia di educatori e pedagogisti che fino ad oggi hanno lavorato spesso nell’ombra. Da ora, non più invisibili.
Ha avuto definitiva approvazione, nella legge di stabilità, un provvedimento atteso da vent’anni e che adesso è realtà. Grazie ai colleghi universitari, agli studenti e alle associazioni pedagogiche che si sono mobilitati in tutta Italia per sostenere il mio ddl portato avanti per quattro anni tra difficoltà continue. Le professioni educative sono ora regolamentate nei titoli di studio e negli sbocchi occupazionali.
Numerose sono state le mediazioni necessarie che mi hanno visto rinunciare ad alcuni punti a cui tenevo o accettare modifiche; ma l’obiettivo primario, ossia il riconoscimento del titolo e dell’identità professionale degli educatori e dei pedagogisti, è stato sempre salvaguardato. Questo risultato è un punto di partenza fondamentale perché riconosce la dignità del lavoro educativo e la sua importanza crescente nella società del nostro tempo, come competenza “di confine” perennemente in dialogo con altre competenze professionali.
Educatori non ci si improvvisa. La professionalità educativa deve essere formata e ri-formata continuamente se i settori e le competenze professionali devono saper rispondere alle trasformazioni dei bisogni e delle domande. Entrerà in vigore l’obbligatorietà della laurea per accedere alle professioni educative, ma sono previste norme transitorie e anche un percorso privilegiato per conseguire la laurea, al fine di non penalizzare chi già lavora senza titolo.
Ciò significa sancire il principio che l’attività educativa è basata su fondamenti scientifici e che educatori e pedagogisti devono essere provvisti di competenze adeguate ai molti ambiti lavorativi in cui sono presenti: non solo nell’infanzia, ma anche nell’assistenza di anziani o disabili, nei servizi per la tossicodipendenza, per la genitorialità, per gli immigrati, nelle attività ludiche, animative, motorie, ambientali, nelle carceri, nelle comunità territoriali, così come nella formazione aziendale e nell’inserimento lavorativo.
Questa legge porterà conseguentemente a un decisivo miglioramento della qualità dei servizi. Implementare il welfare educativo a tutti i livelli significa conferire un ruolo essenziale all’inclusione e alla tutela dei soggetti svantaggiati e alla prevenzione del disagio. Investire sull’educazione nei vari contesti significa investire sullo sviluppo più vero e duraturo del paese.

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