sul REDDITO DI CITTADINANZA, Intervista a Giuseppe Bronzini, in unacitta.it, aprile 2018

Il dibattito attorno all’opportunità di prevedere un reddito minimo, se non un vero reddito di cittadinanza, si inquadra anche in un mutamento di paradigma rispetto al lavoro e al welfare.
Forse val la pena fare una premessa terminologica. Il “reddito di cittadinanza” o “reddito di base” (Basic income) è un reddito attribuito su base universale e incondizionata da parte di un’autorità pubblica a tutti i cittadini di una determinata comunità politica, diretto a garantire le basi di un’esistenza libera e dignitosa.
Invece il reddito minimo garantito viene attribuito specificamente ai cittadini che versano in uno stato di bisogno o che sono a rischio di povertà. Questo reddito può essere subordinato alla disponibilità al lavoro e all’obbligo di seguire percorsi di reinserimento.
Il dibattito sul reddito di cittadinanza, che data da numerosi decenni, ha trovato un punto di condensazione filosofica nella famosa polemica tra John Rawls, autore di Una teoria della giustizia, e il suo più noto allievo, Philippe Van Parijs, che oggi insegna all’Università di Lovanio. Lo stesso Van Parijs ricorda questo scontro polemico nel volume da poco uscito per il Mulino, che è una specie di summa sulla discussione attorno al reddito di base.

segue, vai a:

Intervista a Giuseppe Bronzini

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