Pensioni: Quota 100, parlano i numeri: e se non fosse un bene?, di Giovanni Gazzoli, in Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, febbraio 2019

il 48,4% delle pensione di anzianità è erogato al Nord, il 29% al Centro e solo il 21,2% al Sud, ci si aspetterebbe per Quota 100 percentuali in linea con questi dati, facendo entrambe riferimento all’anzianità. Invece, la realtà è ben diversa. Sul totale nazionale di 52.918 richieste (dato aggiornato al 18/02/2019), ben il 42% proviene da regioni del Sud, mentre Nord e Centro si dividono equamente il restante 58%. In sostanza, se il centro Italia corrisponde, il Nord è dimezzato mentre il Sud è raddoppiato. Bisogna specificare che i dati riportati fanno riferimento alle richieste di Quota 100, e non all’effettiva concessione da parte dell’INPS, ma resta il fatto che il fenomeno è abbastanza diffuso e non isolato a qualche provincia.

La seconda sorpresa riguarda il numero elevato di lavoratori del pubblico impiego. Di tutte le richieste pervenute, ben 18.271 sono riferite alla gestione pubblica, ossia il 34,53%. Un dato incredibilmente alto, se si pensa che dei circa 23 milioni di occupati italiani solo poco più di 3 milioni sono dipendenti dello Stato

Terza anomalia è poi l’alto numero di lavoratori autonomi richiedenti Quota 100. In generale, in base alla gestione, quasi due terzi dei richiedenti si distribuiscono tra lavoratori dipendenti (37%) e gestione pubblica (35%), seguono commercianti e artigiani (entrambi all’8%) e, via via, cumulo (5%), fondi speciali (5%), coltivatori (2%) e – quasi nulli – gestione separata e spettacolo/sport. Se si considera che i lavoratori dipendenti privati sono 13,5 milioni e gli autonomi circa 4 milioni (29%), è sorprendente trovare più di 9 mila domande di artigiani, commercianti e agricoli a fronte delle 19mila dei dipendenti (47%). …

E veniamo ora al dettaglio dell’analisi territoriale. La regione che ha avanzato più richieste è la Lombardia con 5.914 domande, seguita dalla Sicilia con 5.872 e dal Lazio con 5.856

Infine, una nota di carattere generale. Facendo un rapido calcolo, si evince, stando alle 53mila domande in tre settimane, che il numero settimanale di richieste pervenute – e qui bene specificare ulteriormente che non si tratta di quelle accettate – all’INPS  sia di circa 17.660: un numero molto alto, che potrebbe rivelarsi addirittura eccessivo, correndo a un ritmo difficilmente sostenibile per le finanze pubbliche.

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