Chat dell’orrore. Indagati 19 ragazzini, 18 ottobre 2019

«The shoah party». Così si chiama la chat di Whatsapp dove un gruppo di ragazzini fra i 13 e i 17 anni si scambiava immagini pedopornografiche, insultava gli ebrei, inneggiava il nazismo e elogiava i jihadisti.

La Procura di Siena ha aperto un’inchiesta e, dopo 26 perquisizioni in tutt’Italia, ha iscritto sul registro degli indagati 19 ragazzi. A incastrarli è stata la mamma di uno di loro, che ha scoperto per caso la chat. Sconvolta, prima di andare in procura contattò altri genitori che però non diedero importanza alla cosa. «“In uno dei video ho visto due bambini, sotto i 10 anni, che avevano un rapporto omosessuale. Nell’altro un incontro a tre tra due maschietti di circa 10 anni e una bambina coetanea. Le immagini erano indescrivibili, mi creda. Non ci sono davvero parole adeguate per rendere l’orrore”.

Ma c’erano anche foto o video inneggianti Hitler, Mussolini o i terroristi islamici? “Sì c’era un po’ di tutto. Era tutta una violenza, un sopruso, una dominazione fisica e psicologica sul prossimo. Si trattasse di ebrei, malati, bambini”. Molti insulti quindi? “Tantissimi. Basti dirle che ogni messaggio si apriva con una bestemmia”» [la mamma che ha denunciato i ragazzi a Grazia Longo, Sta].

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