SARDINE contro salvini, Bologna, 14 novembre 2019. #bolognanonabbocca

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Avevano lanciato un’iniziativa su Facebook, aspettandosi l’adesione di qualche migliaio di persone, per poi ritrovarsi sul crescentone insieme ad altre 15 mila sardine. Parliamo ovviamente degli organizzatori della manifestazione di ieri sera in Piazza Maggiore, 4 bolognesi che ora gireranno la regione per portare le loro sardine in tutte le piazze dell’Emilia Romagna. Intervista a Mattia Santori


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https://www.facebook.com/pg/6000sardine/about/?ref=page_internal


18 novembre 2019

Modena nuovo raduno del movimento spontaneo delle «sardine», in piazza Mazzini (ore 19), non lontano da via Gallucci, dove è previsto un comizio del segretario federale della Lega Matteo Salvini (ore 18). Cesare Zapperi sul Corriere della Sera: «Dopo il successo di Bologna, tutti vi vogliono. “Siamo subissati di richieste – spiega Mattia Santori, il portavoce dei quattro ragazzi che hanno lanciato il flash mob delle ‘sardine’ –. Come prima cosa, abbiamo deciso di registrare il marchio e depositare il dominio, per evitare che altri se ne approprino a nostra insaputa”. Le “sardine” tornano già domani sera [stasera – ndr] a Modena. “Sì, e le previsioni di afflusso sono tali che si sta pensando di passare da piazza Mazzini a piazza Matteotti, un luogo molto più ampio. Domani faremo un altro passo avanti”. In che senso? “Non ripeteremo le ingenuità di Bologna. L’altra sera, per esempio, avevamo preparato 500 ‘sardine’, che in tre minuti sono andate a ruba. Ne avessimo preparate 5.000, sai che immagine avremmo dato… Poi ci sarà un palco, una organizzazione più strutturata. Siamo più pronti”. Ci saranno altri appuntamenti? “Sì, a Firenze il 30 novembre, ma si sta lavorando per flash mob nelle altre città dell’Emilia-Romagna”. Perché qui è il vostro terreno d’azione, per ora? “Le ‘sardine’ sono l’argine alla deriva populista che in questo momento cerca di conquistare la nostra regione. Il nostro orizzonte per ora non va oltre”. Ma come vi è venuto in mente di impegnarvi? “Io, Andrea, Roberto e Giulia abbiamo convissuto a Bologna per tre anni. Siamo diventati molto amici e continuiamo a frequentarci. Una sera di una decina di giorni fa, ho mandato loro un sms: ‘Devo parlarvi’. Il giorno dopo ho spiegato cosa avevo in testa e ho chiesto se ci stavano. Così siamo partiti”. Il simbolo delle “sardine” come nasce? “Volevamo battere Salvini in un luogo simbolo. Abbiamo scelto il Crescentone di piazza Maggiore. Fossimo stati in tanti, avremmo dovuto stare stretti stretti. Come le sardine, appunto”. Siete i nuovi “girotondi”? “Un amico mi ha detto: sei come Nanni Moretti, ma in positivo. Non siamo contro nessuno, abbiamo provato a risvegliare un popolo che è stanco di vedere calpestati i propri valori”. Siete di centrosinistra? “Non so cosa votano i miei amici, ma in piazza l’altra sera c’era un pezzo di sinistra”. Lei sembra già stanco. “Ci è caduta addosso un’enorme responsabilità. Ora dobbiamo dare continuità senza però diventare personaggi. Volevamo lanciare un messaggio, non fare gli eroi”».

20 novembre 2019

Il Post
Le manifestazioni contro Matteo Salvini a Bologna e a Modena a cui hanno partecipato migliaia di persone sono state organizzate in forma di flash mob dal cosiddetto “movimento delle sardine”, che in realtà non è un movimento. Le “sardine” sono il simbolo scelto per mostrare opposizione e dissenso al leader della Lega, presente in Emilia-Romagna per la campagna elettorale in vista delle elezioni regionali del 26 gennaio 2020. Le persone che attraverso Facebook hanno lanciato l’iniziativa sono quattro amici, si chiamano Andrea, Giulia, Mattia, Roberto, hanno poco più di trent’anni e nella vita “fanno altro”: non organizzano eventi né si occupano direttamente di politica, come ha spiegato uno di loro durante il presidio di Bologna.
Lo scorso 14 novembre, in occasione della presenza di Salvini a Bologna a sostegno della sua candidata, Lucia Borgonzoni, su Facebook è stato lanciato un evento chiamato “6.000 persone contro Salvini”: gli organizzatori avevano chiesto ai partecipanti di radunarsi alle 20.30 davanti alla Basilica di San Petronio, alla stessa ora in cui Salvini entrava nel PalaDozza di Bologna. L’idea era dimostrare a Salvini che in Piazza Maggiore c’erano 6.000 persone “strette come sardine” a protestare contro di lui: più delle 5.570 che può contenere il PalaDozza. Era stato chiesto anche che durante la manifestazione non ci fosse “nessuna bandiera, nessun partito, nessun insulto”, e che i partecipanti esponessero solo cartelli con raffigurate delle sardine: «Volevamo dare un messaggio: staremo stretti come le sardine, perché saremo in tanti». Il simbolo, hanno spiegato, è un pesce silenzioso che si contrappone ai toni e alla retorica dei comizi populisti.
Matteo Salvini e diversi giornali di destra hanno accusato gli organizzatori di insistere sul loro essere apartitici e pacifici, ma di avere in realtà legami con il Partito Democratico dell’Emilia-Romagna e di aver pubblicato, in passato, post violenti contro il leader della Lega. Poco prima di arrivare a Modena, Salvini ha ripreso un post dello scorso maggio di una delle organizzatrici che contiene un video capovolto di Salvini con la frase: «Avremmo bisogno di un giustiziere sociale, di quelli che compaiono nella storia, che dopo aver ucciso vengono marcati come anarchici…». Salvini ha detto che «una delle “sardine democratiche”» fino a poco tempo fa invocava il suo «omicidio da parte di un giustiziere e mi raffigurava a testa in giù. Bella roba».
Sulla pagina Facebook delle “sardine”, gli organizzatori hanno detto che i loro avversari «hanno già attivato la macchina del fango: ci accusano di essere assassini, figli di papà, cazzari. Ci accusano di non esistere. Vorrebbero non esistessimo. Perché se non ci fossimo, la pancia continuerebbe a prevalere sulla testa. Avevamo già detto che sarebbero stati tempi duri e che non si sarebbe tornati indietro. Ora abbiamo due possibilità. Tornare a nasconderci dietro responsabilità altrui oppure rispondere alla chiamata del vivere civile e democratico». Mattia Santori, il 32enne che finora ha parlato pubblicamente per raccontare e spiegare l’iniziativa, ha detto che dopo Modena ci saranno altre azioni di piazza.

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