A poche settimane dai cinquant’anni dalla STRAGE DI PIAZZA FONTANA, uno speciale a cura di L’Indice dei Libri del Mese, 20 gen 2020

Speciale Piazza Fontana
Il 12 dicembre 1969, la bomba di Piazza Fontana inaugurò uno dei periodi più foschi della storia della Repubblica, quello della strategia della tensione e degli anni di piombo. L’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura, non a caso, è stato considerato da storici, sociologi e politologi come “la madre di tutte le stragi”. A poco più di un mese dalle commemorazioni del cinquantesimo anniversario, sul numero di gennaio 2020 abbiamo costruito uno speciale per riflettere insieme sull’eredità, oggi, di Piazza Fontana. Da Benedetta Tobagi a Valerio Aiolli, da Nando dalla Chiesa a Enrico Deaglio, il nostro “Primo Piano” fa il punto sulle pubblicazioni più recenti intorno alla bomba e alle sue conseguenze sulla storia d’Italia.
Mentre mettevamo a punto lo speciale durante le riunioni di redazione, però, ci siamo resi conto che per ottenere un quadro d’insieme il nostro punto di vista rischiava di non bastare. Ci siamo detti, insomma, che per capire – o provare a farlo – sarebbe stato necessario prestare ascolto a nuove voci e aprirci a nuovi sguardi, iniziare a mettere in pratica ciò che i giornali, le riviste e qualsiasi operazione culturale che vive grazie a un un pubblico dovrebbe fare al più presto: parlare ai propri lettori. Da qui nasce l’appello che vi stiamo per rivolgere, con le parole del nostro direttore Massimo Vallerani.
Cari lettori,
Il numero di gennaio ha dedicato un ricco primo piano ai libri usciti in occasione del triste cinquantesimo anniversario della strage di piazza Fontana. Naturalmente i libri sulla storia dell’attentato e le sue conseguenze sulla vita politica del paese sono numerosissimi. L’Indice ha reso conto solo di alcuni testi recentissimi, ma, anche da questi pochi assaggi, appare chiaro che la “bomba” di piazza Fontana sia ormai un evento radicato stabilmente nella nostra esperienza collettiva e individuale.
Molti lettori, come scrive Deaglio nel suo libro, “sono cresciuti con la bomba”, hanno vissuto in un mondo segnato da quell’esplosione e dalle conseguenze tragiche di quel gesto: dalla scoperta di un contro-stato “ufficiale” che occupava le principali cariche dell’apparato di sicurezza pubblica, alla strategia stragista portata avanti da un’ultradestra direttamente collegata ai servizi segreti.Ma un altro dato appare altrettanto evidente: la ricostruzione della strage, dei suoi preparativi e soprattutto delle sue coperture “politiche” si è rivelata un caso eccezionale di intreccio di memorie diverse: delle vittime, dei testimoni, dei giudici, degli storici e di almeno due generazioni di giovani che hanno vissuto con il peso irrisolto di uno stato ambiguo e bifronte. La bomba inaugura anche un altro triste primato della storia italiana: la storia fatta per via giudiziaria. Molti dei documenti usati dagli storici e dai giornalisti sono di natura giudiziaria, a partire da gran parte delle testimonianze dirette sono conservate in atti processuali. Ma è fonte diretta anche la memoria di quei giudici, che con la loro azione di resistenza ai depistaggi della questura e del ministero dell’Interno, aprirono una nuova fase dell’inchiesta, come mostra la recensione di Fumian al libro scritto dai giudici L’Italia delle stragi.

Su questo complesso nodo tra storia, memoria, inchieste giudiziarie vorremmo sollecitare un intervento dei lettori, per provare a costruire un “dossier digitale” di indicazioni di libri, suggerimenti di lettura, interventi critici e memorie personali relativi a:

  • La memoria della strage nella vita individuale
  • Libri e documenti visivi sulla strage che ritenete abbiano hanno segnato in profondità la ricostruzione storica della strategia della tensione
  • Tutti i testi utili a capire le conseguenze dell’intreccio fra memoria giudiziaria e memoria storica; quando la storia si fa con le inchieste e i documenti dei giudici diventano fonti.
Aspettiamo, allora, il vostro materiale, i vostri scritti, le vostre testimonianze, che pubblicheremo in un archivio apposito sul nostro portale online.Per mettervi in contatto con noi, basta mandare una mail a questo indirizzo

Nel frattempo, però, ecco i link al nostro Primo Piano su Piazza Fontana, consultabile gratuitamente sul nostro sito:
 Qui la recensione di Andrea Casalegno al saggio di Benedetta Tobagi intitolato proprio “Piazza Fontana”.
L’altro grande libro uscito per il cinquantennale è “La bomba” di Enrico Deaglio, recensito da Guido Panvini.
 Per studiare Piazza Fontana, spesso si intersecano il piano storico e quello giuridico: Tiziana Magone intervista Mirco Dondi e Nando dalla Chiesa.
Strategia della tensione e uso pubblico della storia al centro di “Dopo le bombe”, una raccolta di interventi edita da Mimesis.
“L’Italia delle stragi”, edito da Donzelli, ricostruisce l’immenso lavoro dei magistrati nel portare a galla la giustizia ed evitare i depistaggi.
Infine, la letteratura. Con “Nero ananas”, Valerio Aiolli scrive il miglior romanzo su Piazza Fontana di questi ultimi anni, intrecciando con mestiere ben tre linee narrative. Ce ne parla Beatrice Manetti.

via A poche settimane dai cinquant’anni da Piazza Fontana, uno speciale dedicato e una richiesta ai nostri lettori.

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