Pedopornografia e internet: madre denuncia il proprio figlio, 23 luglio 2020

«“Non ho voluto far finta di niente, ho denunciato. Solo così posso insegnare davvero a mio figlio che nella vita si sbaglia, si paga e si impara”. Maria (nome di fantasia) è una mamma della provincia di Lucca che, dopo aver trovato “foto raccapriccianti di bambini” sul cellulare di suo figlio 13enne ha portato tutto alla polizia postale e dato avvio all’indagine su un giro di pedopornografia online.
Non ha avuto la minima esitazione a denunciare?
No. Io amo moltissimo mio figlio e sapevo che solo così si potevano fermare questi abusi. La denuncia l’abbiamo scritta insieme, seduti a tavolino, quando si è reso conto di quello che stava succedendo. Solo così posso insegnare davvero a mio figlio che nella vita si sbaglia, si paga e si impara.
Quando si è accorta che qualcosa non andava?
«Un segnale preciso non c’è stato. Mio figlio era in quella fase in cui i ragazzini iniziano a cambiare, a parlare di meno con gli adulti. Lo vedevo spesso al cellulare, quando mi avvicinavo spegneva lo schermo. Pensavo che stesse scrivendo a una fidanzatina. E invece ho scoperto l’orrore: l’incubo peggiore per ogni genitore.
Come ha trovato le foto?
«Un giorno, era dicembre scorso, gli ho detto: “Dammi il telefonino, voglio controllarlo”. Lui me lo ha allungato senza protestare. E ho trovato qualche sticker e un paio di scatti abominevoli: mi si è gelato il sangue. Ho chiuso tutto, non ce la facevo. Gli ho detto: “Ma ti rendi conto di cosa sono queste?”. Lui ha risposto che era un gioco e che lo facevano tutti i suoi amici. Non capiva che erano foto di bambini veri, abusi reali. Lui li vedeva come semplici meme e li usava come emoticon. “Ma sono piccoli, avranno al massimo la tua età”, ho spiegato. Lui non sapeva cosa rispondere. Il giorno dopo è crollato e ha avuto un attacco di panico. E siamo andati a denunciare, insieme» [De Leo, CdS].

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