LE POLITICHE SOCIALI DELLO STATO E DELLE REGIONI DI FRONTE ALLA PANDEMIA COVID, articolo di Luigi Colombini, 4 agosto 2020

LE POLITICHE SOCIALI DELLO STATO E DELLE REGIONI DI FRONTE ALLA PANDEMIA COVID

di Luigi Colombini

già docente di legislazione ed organizzazione dei servizi sociali, UNIVERSITÀ STATALE UNITRE, ROMA, corsi DISSAIFE E MASSIFE

Collaboratore SUNAS

PREMESSA

Da oltre sei mesi, da quando si è diffusa ed è stata individuata, la pandemia COVID, che può essere definita la peste del secolo (con richiami alla memoria della peste manzoniana e della peste di Camus), ha sconvolto e sta sconvolgendo lo stesso modo di essere e di esistere dell’intera umanità, non risparmiando alcun continente, e determinando risposte di difesa da parte degli Stati assolutamente diversificate e contrastanti.

In Italia, sono state immediatamente prese misure di prevenzione, di contrasto e di cura, che nella tragicità dell’andamento della pandemia, e per il modo con cui si diffondeva, hanno richiesto un sforzo enorme e la ricerca continua di soluzioni via via adeguate, da parte del Servizio Sanitario Nazionale, sia a livello di Stato che a livello delle Regioni, con il sacrificio di tanti medici ed infermieri che sono morti nell’esercizio delle loro funzioni.

A parte la risposta del sistema sanitario nel suo complesso, si ritiene opportuno inquadrare l’impostazione e lo svolgimento delle politiche sociali, e quindi del sistema dei servizi rivolti alla persona ed alla comunità in occasione della pandemia.

Infatti, le necessarie e dovute misure di sicurezza e di contrasto al diffondersi del COVID, connesse alla conseguente necessaria e rigida limitazione delle libertà individuali, delle attività produttive, commerciali, educative, formative, assistenziali, sanitarie, culturali, ricreative, sportive, hanno comportato imprevedibili, enormi ed incalcolabili disagi non solo sul piano economico, ma anche sul piano sociale, affettivo, psicologico, nelle persone, nelle famiglie, nei lavoratori, nelle imprese, tali da incidere in maniera drammatica, profonda e devastante nella stessa qualità della vita e nelle specifiche condizioni esistenziali.

A fronte delle misure immediatamente prese già nel mese di febbraio, e susseguitesi fino al mese di luglio, e in relazione all’andamento della pandemia, si è ritenuto utile portare avanti una analisi trasversale delle misure adottate, tenuto conto della seguente articolazione:

POLITICHE SOCIALI CONNESSE AL SISTEMA SOCIO- ASSISTENZIALE

DETENUTI

DISAGIO ABITATIVO

FAMIGLIA E MINORI

IMMIGRATI

NON AUTOSUFFICIENTI

PERSONE CON DISABILITA’

POVERTA’ E INCLUSIONE SOCIALE

TERZO SETTORE

VIOLENZA DI GENERE

L’analisi, pertanto, segue nell’ordine le misure adottate da parte dello Stato e delle Regioni, rispettando l’andamento cronologico dei provvedimenti, anche se gli stessi nel prosieguo delle disposizioni alcune volte si intrecciano e si superano.

IL QUADRO DI RIFERIMENTO DELLA LEGISLAZIONE STATALE

DECRETO LEGGE 23 febbraio 2020, n. 6, “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”.

DPCM 4 marzo 2020: “Ulteriori disposizioni attuative del decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”.

DECRETO LEGGE 2 marzo 2020, n. 9, recante: “Misure urgenti di sostegno per le famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

DECRETO LEGGE 9 marzo 2020, n. 14, “Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all’emergenza COVID-19”.

DPCM Ministri 9 marzo 2020 recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”.

DECRETO LEGGE 17 marzo 2020, n. 18, misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Proroga dei termini per l’adozione di decreti legislativi. “Cura Italia”.

DECRETO LEGGE 25 marzo 2020, n. 19.

DECRETO-LEGGE 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, “decreto rilancio”.

LEGGE 22 maggio 2020 , n. 35, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19.

LEGGE 24 aprile 2020, n. 27, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge marzo 2020, n. 18 “Cura Italia”

LEGGE 17 luglio 2020, n. 77, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, “decreto rilancio”. 7.20)

LE POLITICHE SOCIALI CONNESSE AL SISTEMA ASSISTENZIALE

STATO

In termini generali è riconfermata la funzione di indirizzo e coordinamento, già iniziata con il Piano sociale nazionale 2019-2021 e con il Piano nazionale per la non autosufficienza 2019-2021, che, legati come sono a finanziamenti specifici erogati alle Regioni, richiedono obblighi precisi alle regioni stesse in termini di cronogramma, programmazione e rendicontazione.

Particolare attenzione è stata conferita alle modalità di rendicontazione da parte di regioni, ambiti territoriali e comuni in ordine alle norme in materia di fondi sociali e servizi sociali al Ministero del lavoro e delle politiche sociali circa l’utilizzo delle risorse del Fondo nazionale per le politiche sociali, del Fondo nazionale per le non autosufficienze, del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità, prive di sostegno familiare, del Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, specificando che la rendicontazione del 75% della quota relativa alla seconda annualità precedente è condizione sufficiente alla erogazione della quota annuale di spettanza, ferma restando la verifica da parte dello stesso Ministero del lavoro e delle politiche sociali della coerenza degli utilizzi con le norme e gli atti di programmazione. Le eventuali somme relative alla seconda annualità precedente non rendicontate devono comunque essere esposte entro la successiva erogazione.

Ai fini delle rendicontazioni suddette, con riferimento alle spese sostenute nell’anno 2020, le amministrazioni destinatarie dei fondi possono includere, per le prestazioni sociali erogate sotto forma di servizi effettivamente erogati, specifiche spese legate all’emergenza COVID-19, anche finalizzate alla riorganizzazione dei servizi, all’approvvigionamento di dispositivi di protezione e all’adattamento degli spazi.

(art. 89, C 1 Legge 77/20)

Per ciò che concerne gli assistenti sociali, è specificato che ai fini della valutazione multidimensionale dei bisogni dei pazienti e dell’integrazione con i servizi sociali e socio sanitari territoriali, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale a supporto delle Unità speciali di continuità assistenziale, possono conferire, in deroga all’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, con decorrenza dal 15 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, a professionisti del profilo di assistente sociale, regolarmente iscritti all’albo professionale, in numero non superiore ad un assistente sociale ogni due Unità per un monte ore settimanale massimo di 24 ore. Per le attività svolte è riconosciuto agli assistenti sociali un compenso lordo orario di 30 euro, inclusivo degli oneri riflessi.

(art. 1, c. 7 Legge 77/20)

OSSERVAZIONI

A tale riguardo, si deve peraltro sottolineare che, a fronte di quanto peraltro disposto con il Piano Nazionale Sociale, che ha individuato, in condizioni comunque non emergenziali, l’assistente sociale quale operatore sociale precipuamente preposto alla attuazione del primo livello essenziale – segretariato sociale e servizio sociale professionale – nel rapporto di 1/5.000 abitanti, calcolato negli Ambiti sociali territoriali, il richiamo degli assistenti sociali è riferito al suo impiego all’interno dell’UVM; l’occasione sarebbe stata importante per prefigurare, come già disposto per la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità, la analoga figura dell’assistente sociale di famiglia e di comunità, particolarmente dedicato alla intercettazione dei bisogni, alla assistenza psicologica e sociale alle persone fragili e in condizioni di disagio, ed alle famiglie (come prevede la legge istitutiva dell’Ordine degli Assistenti Sociali, n. 84/93), attivando i servizi e gli interventi ad essi rivolti; proprio secondo i principi, i metodi e le tecniche del servizio sociale di comunità, l’occasione sarebbe stata proficua nella sperimentazione, in ambito sociale, del lavoro sociale di comunità, incentrato sul suo ruolo di coordinamento, all’interno dell’Ufficio di Piano, delle iniziative ed interventi di natura sociale e solidaristica del privato sociale e del terzo settore presenti nell’ Ambito sociale territoriale, con la promozione di comitati di zona per promuovere il coordinamento stesso di tutti gli interventi di carattere socio-assistenziale.

Particolare rilievo, in sede di emendamenti, le disposizioni relative alla conferma del riconoscimento dei servizi previsti all’articolo 22, comma 4, della legge 8 novembre 2000, n. 328 (a) segretariato sociale e servizio sociale professionale, in stretta endiadi; b) assistenza domiciliare, c)pronto intervento, d) servizi residenziali e semiresidenziali), da considerarsi servizi pubblici essenziali, anche se svolti in regime di concessione, accreditamento o mediante convenzione, in quanto volti a garantire il godimento di diritti della persona costituzionalmente tutelati.

Viene quindi disposto che allo scopo di assicurare l’effettivo e continuo godimento di tali diritti, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell’ambito delle loro competenze e della loro autonomia organizzativa, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, definiscono le modalità per garantire l’accesso e la continuità dei servizi sociali, socio-assistenziali e socio-sanitari essenziali, anche in situazione di emergenza, sulla base di progetti personalizzati, tenendo conto delle specifiche e inderogabili esigenze di tutela delle persone più esposte agli effetti di emergenze e calamità.

Viene peraltro specificato che le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione del presente comma nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. (art. 89, C 2 bis legge 77/20)

OSSERVAZIONI

A tale riguardo, in considerazione della vigenza del Piano Nazionale Sociale, connesso come è al Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, che lo alimenta, si ritiene che, al pari del Fondo Sanitario Nazionale, che finanzia i Livelli Essenziali Sanitari, lo stesso Fondo dovrebbe essere primariamente dedicato al finanziamento del livelli essenziali previsti dalla legge 328/2000, anche a coronamento dello sforzo e della tenacia con cui, attraverso tale legge, si è giunti alla definizione, dopo oltre un secolo dalla legge 6972/89, del sistema dei servizi e degli interventi sociali, che, a distanza di venti anni dalla sua emanazione, deve riprendere il vigore e la funzione con cui era stata concepita, e successivamente assopita dalla legge costituzionale n. 3/2001 (che ha fatto dell’assistenza competenza esclusiva delle Regioni, non suffragata peraltro da adeguati finanziamenti) e da vari provvedimenti successivi che ne avevano ridotta la portata. Legge peraltro ancora incompleta nella sua attuazione con particolare riferimento alla definizione delle professioni sociali (art. 12).

(Art. 89 C. 2 bis Legge 77/20)

REGIONI

Sul fronte regionale, nella prospettiva di innestare sulle politiche sociali già in atto, in termini di governance, di indirizzo e di verifica, proprie delle competenze regionali, alcune Regioni hanno adottato specifici piani di intervento che possono essere considerati atti di programmazione sociale.

La Regione Campania ha approvato il Piano per l’emergenza socio economica della Regione Campania, che utilizza per il finanziamento anche i Fondi europei.

Nel contesto del provvedimento viene rilevato che l’epidemia COVID-19 ha colpito la Campania in modo improvviso e drammatico con pesanti ripercussioni sul contesto socio-economico regionale e sulle fasce più deboli del tessuto sociale. Gli interventi previsti fanno riferimento al ruolo ed alla funzione degli ambiti sociali territoriali e/o dei consorzi, verso i quali vanno disposti i relativi finanziamenti.

Il Piano, predisposto con il contributo degli uffici regionali competenti, è finanziato per un importo complessivo di € 908.330.502,00, e contiene misure straordinarie di sostegno alle imprese, incluse quelle del settore agricolo e della pesca, ai professionisti e ai lavoratori autonomi, nonché di supporto alle famiglie e di aiuto ai singoli cittadini in difficoltà.

Il Piano, in estrema sintesi, è articolato in varie misure, ciascuna delle quali è specificamente illustrata e descritta:

POTENZIAMENTO SERVIZI SOCIALI MEDIANTE ANTICIPAZIONE RISORSE AGLI AMBITI TERRITORIALI

INTERVENTI PER LE FAMIGLIE CON FIGLI AL DI SOTTO DI 15 ANNI

INTERVENTI A SOSTEGNO DI PERSONE IN STATO DI DIFFICOLTÀ

SOSTEGNO AI SERVIZI SOCIO – ASSISTENZIALI SUL TERRITORIO

AZIONI PER LE PERSONE IMMIGRATE

SOSTEGNO ALLE PERSONE CON DISABILITA’ E NON AUTOSUFFICIENTI

POVERTÀ ESTREMA

INTERVENTI PER IL RECUPERO E LA REDISTRIBUZIONE DELLE ECCEDENZE ALIMENTARI

Si denota, a tale riguardo, la scelta strategica della Regione volta a potenziare ed a qualificare ulteriormente il sistema dei servizi sociali e la sua trasduzione negli ambiti sociali territoriali, con riferimento al Piano di zona, quale fulcro di riferimento per lo svolgimento degli interventi.

Per ciascuna misura sono indicati gli specifici finanziamenti, con costante riferimento al ruolo del Piano di zona.

(DGR 7 aprile 2020, n. 170, Piano per l’emergenza socio economica della Regione Campania: approvazione; DGR 7 aprile 2020, n. 171, Piano per l’emergenza socio-economica della regione Campania).

La Regione Lazio, anche in base alla propria L.R. 11/16 che ha definito il sistema dei servizi e degli interventi sociali, ha emanato un “atto di indirizzo e coordinamento, rispondente all’esigenza di percorsi di carattere unitario nel territorio regionale, e conseguentemente approvazione le linee guida per la gestione dei servizi socioassistenziali durante l’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

Il predetto atto di indirizzo e coordinamento, è articolato in linee guida, e dispone le seguenti misure:

  1. Pronto Intervento Sociale

Si propone di offrire una risposta concreta a situazioni di emergenza sociale, che mettono in pericolo l’integrità, l’incolumità e la dignità di persone e nuclei familiari e che richiedono interventi tempestivi. Non è sostitutivo dei servizi relativi ai bisogni dell’utente, ma opera per risolvere la situazione che ha determinato l’emergenza stessa con un intervento urgente, che dovrà essere trasformato in un progetto personalizzato dal servizio competente.

Pertanto vengono approfonditi gli aspetti indispensabili di questo servizio: presenza di professionalità in grado di intervenire con competenza anche su casi complessi; reperibilità telefonica 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno; disponibilità di idonei luoghi di accoglienza temporanea diurna e notturna. Il servizio opera in collegamento con il sistema di emergenza sanitaria.

Il pronto intervento sociale è «un insieme di prestazioni garantite attraverso beni, servizi e relazioni, destinate a rispondere prontamente, a situazioni di emergenza personale o familiare: sono circostanze di vita che comportano una necessità improcrastinabile di soddisfare bisogni primari di sussistenza, di relazione, di tutela della dignità personale».

  1. Riposta a bisogni sociali e socioassistenziali delle persone fragili

E’ specificato che situazioni di isolamento non sono sempre correlate a situazioni di disagio economico e quindi per la maggior parte, non sono conosciute ai Servizi sociali.

Possono riguardare persone anziane, persone affette da disturbi psichiatrici, persone affette da gravi patologie, nuclei monofamiliari con minori a carico, persone senza fissa dimora o utenti e nuclei familiari rimasti senza servizi e occasioni di aggregazione e cura per effetto della sospensione delle attività.

I cittadini che soffrono di più l’isolamento sociale, cioè coloro che sono privi del sostegno di reti familiari, amicali e di vicinato, diventano ancora più fragili e bisognosi di un sostegno da parte dei servizi sociali.

Agli Uffici di piano attraverso il servizio professionale sociale viene demandato il compito di intercettare i bisogni nel periodo di emergenza.

  1. L’azione di sistema

In considerazione della situazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 che si è venuta a creare, facendo riferimento a quanto contenuto nei provvedimenti già emanati a livello statale e regionale, ai comuni o enti capofila dei distretti sociosanitari di cui all’articolo 43 della legge regionale n. 11 del 2016 vengono date le seguenti indicazioni:

1) gli enti attivano quanto prima un numero verde o una utenza di telefonia sociale disponibile per coloro che non hanno un sostegno familiare o di altro tipo, e ne curano la diffusione in modo capillare. A questo numero verde/utenza potrebbero rivolgersi sia i diretti interessati che i cittadini che sono a conoscenza di situazioni di fragilità ed intendono segnalarle.

2) Va data priorità ai servizi essenziali indicati all’articolo 22 della l.r. 11/2016 secondo le seguenti indicazioni:

segretariato sociale: attivo in modalità telefonica

servizio sociale professionale: attivo attraverso contatto telefonico in collaborazione con l’Ufficio di Piano ed il Servizio di Pronto Intervento Sociale

3) Servizio di emergenza e pronto intervento assistenziale con il compito di coordinare e gestire gli interventi più complessi anche in collaborazione con il sistema di emergenza sanitaria

Sono quindi emanate disposizioni specifiche concernenti l’offerta dei servizi, collegate alla legislazione statale e regionale in merito al COVID e quindi alla necessaria sospensione del servizi fino alla fine dell’emergenza, successivamente modificata in rapporto alle indicazioni relative alla fase, 1, 2, 3 e 4:

centri diurni e strutture a ciclo semiresidenziale (qualsiasi utenza

centri sociali anziani

assistenza domiciliare per minori

assistenza domiciliare disabili e anziani

centri per la famiglia

strutture residenziali per minori, anziani, disabili, donne in condizioni di disagio, persone vittime di tratta e grave sfruttamento

mense sociali

accoglienza notturna

Di particolare rilievo è Il modello di governance sociale nel periodo emergenziale.

Il responsabile dell’Ufficio di piano svolge un ruolo di coordinamento dei servizi di segretariato e del servizio sociale professionale, rapportandosi con i Sindaci dei comuni del distretto sociosanitario per acquisire le indicazioni e le istanze delle singole municipalità.

Al contempo attiva le dovute azioni di collaborazione e integrazione con i servizi della ASL di riferimento.

Il Segretariato Sociale può occuparsi della gestione del numero verde/utenza e, a seconda del bisogno espresso può:

– segnalare, agli Uffici di piano e/o i Servizi sociali Professionali comunali, le situazioni più complesse

– attivare direttamente i servizi essenziali quali la consegna dei generi alimentari e di prima necessità e medicinali nonché dei pasti a domicilio, con il supporto delle reti di prossimità.

Destinatari: Persone anziane; persone affette da disturbi psichiatrici; persone affette da gravi patologie; nuclei monofamiliari con minori a carico; persone senza fissa dimora; altre situazioni di isolamento sociale e fragilità.

Gli Uffici di piano si relazionano con la Direzione regionale per l’Inclusione sociale per la segnalazione delle problematiche di maggiore evidenza.

La Regione Lazio per quanto disposto nei decreti ed ordinanze già emanate individua le misure urgenti da adottare per l’intera durata dell’emergenza Covid-19, con l’obiettivo prioritario di minimizzare il rischio dovuto alla diffusione del contagio e ridurre l’impatto sui servizi sanitari e sociali per assicurare la funzionalità di questi ultimi.

Per il finanziamento delle azioni aggiuntive previste, è data possibilità di utilizzare le risorse, fino ad un importo massimo di Euro 150.000,00 per distretto e, limitatamente al Comune di Roma Capitale, fino a Euro 300.000,

Gli interventi finanziabili riguardano:

– attivazione del numero verde;

– attivazione del servizio di teleassistenza

– ampliamento del servizio di assistenza domiciliare e del Pronto Intervento Sociale, relativamente al periodo dell’emergenza, al fine di rispondere alle esigenze delle persone in situazione di isolamento e fragilità.

– prolungamento della permanenza giornaliera delle persone senza fissa dimora nelle strutture di accoglienza notturna;

– attivazione di accordi con le catene di distribuzione alimentare per il servizio di consegna a domicilio per supportare chi non è in grado di provvedere autonomamente

– finanziamenti per l’acquisto di mascherine, guanti ed altri prodotti utili ad evitare la diffusione del virus COVID 19 indicati da disposizioni nazionali e regionali;

– accordi con gli enti del terzo settore per la distruzione dei beni di prima necessità (esempio consegna pacchi, medicine etc.)

Si può osservare che il documento della Regione Lazio si configura quale programmazione organica del complesso degli interventi, che esalta in particolar modo il ruolo e la funzione degli Uffici di Piano e del loro strumento operativo, il Piano di zona.

A tale riguardo si ricorda che la Regione Lazio, già in occasione del Piano regionale sulla povertà, dello scorso anno, mise in atto, a fronte delle indicazioni del Piano nazionale relativo, specifiche azioni di sistema anch’ esse incentrate sul ruolo dell’Ufficio di Piano e del piano di zona.

Si rileva, quindi, lo sforzo che sta portando avanti la Regione nel consolidamento della suddetta strategia, che per essere completata deve comunque individuare la figura del dirigente dell’Ufficio di piano, e definire pienamente il modello operativo attraverso apposito regolamento, come, ad esempio fece a suo tempo la Regione Puglia nel 2016.

(DGR 17 marzo 2020, n. 115, L.R. n.11/2016. Atto di indirizzo e coordinamento rispondente all’esigenza di percorsi di carattere unitario nel territorio regionale ai sensi dell’articolo 33, comma 2, lettera e). Approvazione delle linee guida per la gestione dei servizi socioassistenziali durante l’emergenza epidemiologica da COVID-19)

La Regione Lombardia, in relazione alla sormontante epidemia, secondo una prassi istaurata già nel passato, affida al Consiglio regionale la funzione di determinare, in effetti, attraverso specifiche risoluzioni il percorso di alta amministrazione gli impegni a cui la Giunta regionale deve attenersi nello svolgimento delle strategie e delle azioni concrete.

In occasione dell’epidemia COVID, la Regione Lombardia ha pertanto approvato la Risoluzione concernente le misure di sostegno ai cittadini, alle famiglie, ai lavoratori colpiti dalla crisi per l’emergenza sanitaria causata dall’epidemia da COVID-19, nell’ambito dei settori di intervento.

Tale atto si configura quale documento di programmazione che impegna la Giunta regionale ad attuarlo, e che tratta anche di specifiche azioni in termini di politiche sociali.

In particolare, ed in estrema sintesi, vengono indicate, fra le altre, le misure da realizzare:

sostenere l’adozione di idonee misure di sostegno atte a garantire la riprogettazione dell’offerta educativa di asili nido e scuole materne, paritarie pubbliche e private;

sostenere l’attività emergenziale delle reti, dei centri antiviolenza e delle case rifugio;

incrementare il fondo delle non autosufficienze, considerata la sua inadeguatezza dimostrata già anche in situazione di normalità;

incrementare il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, al fine di poter fronteggiare l’aumentato carico dei servizi socioassistenziali richiesti dal territorio e per continuare a garantire i livelli di programmazione consolidati negli anni;

ottenere forme di sostegno ai cittadini, alle famiglie e alle imprese, e in particolare:

a. per le imprese e i professionisti:

l’istituzione di un Fondo nazionale di solidarietà a favore delle attività economiche, delle famiglie e degli Enti locali lombardi che sia operativo il prima possibile;

sostenere economicamente le famiglie messe in difficoltà a seguito della chiusura degli asili nido e degli istituti scolastici di qualsiasi ordine e grado, sia pubblici che paritari;

studiare forme di supporto economico per le famiglie colpite dagli effetti dell’emergenza, per ogni tipo di criticità economica che devono affrontare (ad esempio il reperimento di generi alimentari, materiali scolastici, costi sostenuti per rette, eccetera);

potenziare i servizi domiciliari, attraverso la l.r. 15/2016, con particolare riferimento, in tema di autismo e disabilità complesse, a quanto previsto dalle modifiche all’articolo 54 (Disposizioni in materia di prevenzione, cura, riabilitazione delle persone affette da disturbi dello spettro autistico e della disabilità complessa, di sostegno e assistenza per le loro famiglie) della l.r. 33/2009 e tramite il Progetto di vita, adottando in tempi brevi apposita delibera attuativa;

le linee progettuali da sviluppare in campo sociale – tenuto conto delle particolarità territoriali e dei bisogni differenziati espressi dalle comunità – dovranno attivare o potenziare le seguenti aree di intervento:

attività di servizio sociale dedicato alla presa in carico e gestione dei bisogni sociali delle persone affette da COVID-19 dimesse dagli ospedali, attraverso il supporto psico-sociale per la persona e la sua famiglia, in particolare per le estreme fragilità e per tutti quei soggetti che, a seguito dell’emergenza COVID-19, si trovano in una situazione di forte disagio psicologico;

promozione di servizi di prossimità per i cittadini mediante la consegna di farmaci, pasti a domicilio, generi di prima necessità, trasporto sociale per categorie fragili;

riorganizzazione e incremento delle modalità di erogazione dei servizi di assistenza domiciliare ed educativa domiciliare o «spazio neutro» attraverso modalità di contatto/monitoraggio periodico o l’utilizzo di dispositivi video/ telefonici;

riattivazione progressiva dei Centri diurni che dovrà tenere conto di una revisione delle modalità organizzative e operative, derivante dagli esiti dell’emergenza (delle attività a carattere diurno negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi); − interventi per minorenni con genitori sottoposti a ricovero o isolamento e azioni di reinserimento nel contesto sociale;

garantire alle famiglie di persone con autismo o disabilità complesse immediata possibilità di usufruire dei servizi domiciliari individuali come previsto dall’articolo 48 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, e di efficaci ed efficienti ausili tecnologici;

garantire continuità alle misure contenute nel piano regionale per la non autosufficienza, snellendo le procedure per l’accesso e semplificando al massimo le modalità di accesso e di fruibilità della misura;

fare in modo che la riapertura dei centri diurni tenga conto delle esigenze delle persone con disabilità e delle loro famiglie, anche per continuare a garantire gli interventi domiciliari laddove gli stessi risultino concordati con le famiglie e il servizio;

implementare il sistema di rete e l’integrazione degli interventi per il contrasto alla povertà alimentare, sostenendo e sviluppando la realizzazione di un modello radicato di raccolta e distribuzione delle derrate alimentari, con particolare attenzione alla capillarità delle attività, alla diffusione delle esperienze sul territorio lombardo e alla ricerca di diverse modalità di distribuzione, anche per garantire un aggancio precoce delle persone in situazione di bisogno e un raggiungimento di fasce di popolazione che, pur in una situazione di povertà, faticano ad accedere ai servizi.

rafforzare i modelli di presa in carico delle cronicità, anche attraverso forme di assistenza territoriale (cosiddetto infermiere di comunità) già previste dalla l.r. 23/2015;

rilanciare la medicina di territorio al fine di offrire al cittadino servizi ancora più strutturati, garantendo una copertura oraria e di giornate che sia idonea alle esigenze della popolazione, che faccia leva sull’esperienza di medicina di gruppo come modelli di rafforzamento;

tenendo conto che la tecnologia gioca un ruolo determinante, a dare un forte impulso alla telemedicina e all’integrazione e comunicazione dei sistemi informatici in particolare per la presa in carico;

a incrementare i fondi per le prestazioni sanitarie e sociosanitarie a domicilio del paziente, in quanto economicamente efficaci e gradite dalle persone;

prevedere risorse adeguate a RSA e RSD. L’emergenza anche in queste strutture durerà ancora a lungo e richiederà modelli completamente nuovi, con un aumento esponenziale di tutte le risorse: organizzative, di personale e, di conseguenza, di costi. In questo momento in cui sono bloccate liste di attese e ingressi, Regione Lombardia dovrà definire in particolare come intende riconoscere i posti letto che rimarranno vuoti per escludere ogni eventuale incremento delle rette;

prevedere maggiori interventi per la prevenzione del disagio psichico e mentale implementando i servizi psichici e sociosanitari territoriali, al fine di supportare un numero maggiore di persone, che a seguito dell’emergenza COVID-19 si trovano in condizioni di fragilità psico-sociale.

Si rileva a tale riguardo lo sforzo di pervenire ad un coordinamento funzionale degli interventi e dei programmi di intervento, che si basano comunque sul sistema socio-sanitario incentrato sulle ATS, e sul ruolo al suo interno del servizio sociale.

(DCR 21 aprile 2020 , n. XI/1022, Risoluzione concernente le misure di sostegno ai cittadini, alle famiglie, ai lavoratori colpiti dalla crisi per l’emergenza sanitaria causata dall’epidemia da COVID-19, nell’ambito dei settori di intervento)

La Regione Piemonte, in relazione al DPCM 10 marzo 2020, ha fornit0 indicazioni di dettaglio per tutti i servizi di natura sociale dell’intero territorio della Regione Piemonte, fatte salve quelle impartite dalle autorità locali; pertanto tutte le disposizioni inerenti prestazioni socio-sanitarie devono essere adottate in accordo con le Aziende Sanitarie Regionali, in particolare con i Distretti Sanitari e le diverse unità di valutazioni multidimensionali competenti anche in relazione alla possibile riconversione/riorganizzazione dei servizi; a seguito dell’eventuale riconversione\riorganizzazione dei servizi socio sanitari, gli Enti gestori corrispondono le risorse per le attività effettivamente rese nei limiti degli accordi economici già in essere con le ASR.

(DGR 13 marzo 2020, n. 21-1132, D.P.C.M. 10 marzo 2020. Indicazioni di dettaglio per i servizi sociali durante l’emergenza del virus COVID-19)

La Regione Puglia, nel contesto della vigente normativa inerente il sistema dei servizi accreditati in relazione al Programma Operativo Puglia FESR FSE 2014 – 2020, che prevede l’erogazione di buoni per servizio per minori, al PO FSE 2014/2020 e Buoni servizio per l’accesso ai servizi a ciclo diurno e domiciliari per anziani e persone con disabilità le persone in condizioni di fragilità, In considerazione dell’emergenza economica e stato di necessità, ha destinato risorse finanziarie già assegnate ed impegnate in favore degli Ambiti Territoriali Sociali pari ad € 10.907.730,23 nonché le risorse finanziarie pari ad € 3.000.000,00 per complessivi € 13.907.730,23 per realizzare interventi urgenti volti a tutelare i soggetti più deboli che usufruiscono del Buono servizio, sospeso a seguito della pandemia da Covid-19.

Pertanto, al fine di una adeguata govenance del sistema, ha emanato apposite linee guida che individuano l’Ambito territoriale quale riferimento strategico per la realizzazione del relativo Piano, prevedendo l’istituzione del Tavolo di co-progettazione, è selezionare tra i soggetti beneficiari del Buono servizio i casi caratterizzati da maggiore fragilità sociale (a solo titolo di esempio: anziani o disabili soli, minori in affidamento con particolare condizione socio-economica familiare) più bisognosi di tutela e quindi di dare continuità alla presa in carico e di rimodulare le attività semiresidenziali e le attività educative per minori in offerta di tipo domiciliare, a distanza, di prossimità.

(DGR 30 aprile 2020, n. 622, Emergenza COVID – 19. interventi urgenti e indifferibili volti a tutelare i soggetti più deboli che usufruiscono del Buono servizio, sospeso a seguito della pandemia da Covid-19, e a mettere in sicurezza il sistema di offerta di servizi accreditati ai sensi delle Sub Azioni 9.7a e 9.7b del Programma Operativo Puglia FESR FSE 2014 – 2020, ai sensi del art. 48, del D. L. 17 marzo 2020, n. 18.)

DETENUTI

STATO

Con diversi provvedimenti sono state disposte misure urgenti per il ripristino della funzionalità degli Istituti penitenziari e per la prevenzione della diffusione del COVID-19 funzionalità e garantire le condizioni di sicurezza degli istituti penitenziari danneggiati nel corso delle proteste dei detenuti anche in relazione alle notizie sulla diffusione epidemiologica.

E’ prevista la spesa di euro 20.000.000 nell’anno 2020 per la realizzazione di interventi urgenti di ristrutturazione e di rifunzionalizzazione delle strutture e degli impianti danneggiati nonché per l’attuazione delle misure di prevenzione previste dai protocolli di cui all’art. 2, comma 1, lettera u) del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 8 marzo 2020.

(Art. 86 Legge 27/20)

Per le disposizioni in materia di detenzione domiciliare, si riportano gli articoli seguenti:

Art. 123. Disposizioni in materia di detenzione domiciliare

1. In deroga al disposto dei commi 1, 2 e 4 dell’articolo 1 della legge 26 novembre 2010, n. 199, dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 30 giugno 2020, la pena detentiva è eseguita, su istanza, presso l’abitazione del condannato o in altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza e accoglienza, ove non sia superiore a diciotto mesi, anche se costituente parte residua di maggior pena, salvo che riguardi:

a) soggetti condannati per taluno dei delitti indicati dall’articolo 4 -bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni e dagli articoli 572 e 612 -bis del codice penale;

b) delinquenti abituali, professionali o per tendenza, ai sensi degli articoli 102, 105 e 108 del codice penale; c) detenuti che sono sottoposti al regime di sorveglianza particolare, ai sensi dell’articolo 14 -bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, salvo che sia stato accolto il reclamo previsto dall’articolo 14 -ter della medesima legge;

d) detenuti che nell’ultimo anno siano stati sanzionati per le infrazioni disciplinari di cui all’articolo 77, comma 1, numeri 18, 19, 20 e 21 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230;

e) detenuti nei cui confronti sia redatto rapporto disciplinare ai sensi dell’articolo 81, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, in quanto coinvolti nei disordini e nelle sommosse a far data dal 7 marzo 2020; f) detenuti privi di un domicilio effettivo e idoneo anche in funzione delle esigenze di tutela delle persone offese dal reato.

2. Il magistrato di sorveglianza adotta il provvedimento che dispone l’esecuzione della pena presso il domicilio, salvo che ravvisi gravi motivi ostativi alla concessione della misura.

3. Salvo si tratti di condannati minorenni o di condannati la cui pena da eseguire non è superiore a sei mesi è applicata la procedura di controllo mediante mezzi elettronici o altri strumenti tecnici resi disponibili per i singoli istituti penitenziari.

4. La procedura di controllo, alla cui applicazione il condannato deve prestare il consenso, viene disattivata quando la pena residua da espiare scende sotto la soglia di sei mesi.

5. Con provvedimento del capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia, d’intesa con il capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, adottato entro il termine di dieci giorni dall’entrata in vigore del presente decreto e periodicamente aggiornato è individuato il numero dei mezzi elettronici e degli altri strumenti tecnici da rendere disponibili, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, che possono essere utilizzati per l’esecuzione della pena con le modalità stabilite dal presente articolo, tenuto conto anche delle emergenze sanitarie rappresentate dalle autorità competenti. L’esecuzione dei provvedimenti nei confronti dei condannati per i quali è necessario attivare gli strumenti di controllo indicati avviene progressivamente a partire dai detenuti che devono scontare la pena residua inferiore. Nel caso in cui la pena residua non superi di trenta giorni la pena per la quale è imposta l’applicazione delle procedure di controllo mediante mezzi elettronici o altri strumenti tecnici, questi non sono attivati.

6. Ai fini dell’applicazione delle pene detentive di cui al comma 1, la direzione dell’istituto penitenziario può omettere la relazione prevista dall’ articolo 1, comma 4, della legge 26 novembre 2010, n. 199. La direzione è in ogni caso tenuta ad attestare che la pena da eseguire non sia superiore a diciotto mesi, anche se costituente parte residua di maggior pena, che non sussistono le preclusioni di cui al comma 1 e che il condannato abbia fornito l’espresso consenso alla attivazione delle procedure di controllo, nonché a trasmettere il verbale di accertamento dell’idoneità del domicilio, redatto in via prioritaria dalla polizia penitenziaria o, se il condannato è sottoposto ad un programma di recupero o intende sottoporsi ad esso, la documentazione di cui all’articolo 94, comma 1, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni.

7. Per il condannato minorenne nei cui confronti è disposta l’esecuzione della pena detentiva con le modalità di cui al comma 1, l’ufficio servizio sociale minorenni territorialmente competente in relazione al luogo di domicilio, in raccordo con l’equipe educativa dell’istituto penitenziario , provvederà, entro trenta giorni dalla ricevuta comunicazione dell’avvenuta esecuzione della misura in esame, alla redazione di un programma educativo secondo le modalità indicate dall’articolo 3 del decreto legislativo 2 ottobre 2018, n. 121, da sottoporre al magistrato di sorveglianza per l’approvazione.

8. Restano ferme le ulteriori disposizioni dell’articolo 1 della legge 26 novembre 2010, n. 199, ove compatibili. 8 -bis . Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 8 si applicano ai detenuti che maturano i presupposti per l’applicazione della misura entro il 30 giugno 2020. 9. Dall’attuazione del presente articolo non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono alle attività previste mediante utilizzo delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

Art. 124. Licenze premio straordinarie per i detenuti in regime di semilibertà

1. In considerazione della situazione straordinaria di emergenza sanitaria derivante dalla diffusione dell’epidemia da COVID-19 e ferme le ulteriori disposizioni di cui all’articolo 52 della legge 26 luglio 1975, n. 354, al condannato ammesso al regime di semilibertà sono concesse licenze con durata fino al 30 giugno 2020, salvo che il magistrato di sorveglianza ravvisi gravi motivi ostativi alla concessione della misura. (Legge 27/20)

DISAGIO ABITATIVO

STATO

Al fine di mitigare gli effetti economici derivanti dalla diffusione del contagio da COVID-19, il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione di cui all’articolo 11 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, viene incrementato di ulteriori 140 milioni di euro per l’anno 2020.

(Art. 29, Legge 77/20)

REGIONI

La Regione Lombardia ha disposto il Sostegno al mantenimento dell’alloggio in locazione anche a seguito delle difficoltà economiche derivanti dalla emergenza sanitaria COVID 19.

A tal fine le risorse regionali vengono utilizzate per promuovere iniziative che coinvolgono Comuni, istituzioni e soggetti territoriali diversi, quali gli Ambiti, in chiave di integrazione delle politiche di welfare, per il mantenimento dell’abitazione in locazione e per sostenere i nuclei in difficoltà a seguito della crisi economica derivante dall’emergenza sanitaria COVID.

Per il 2020 le misure per il sostegno alla locazione, sono pari a € 4.000.000,00.

(DGR 30 marzo 2020, n. XI/3008, Sostegno al mantenimento dell’alloggio in locazione anche a seguito delle difficoltà economiche derivanti dalla emergenza sanitaria COVID 19.)

La Regione Toscana, sottolineando che la situazione di emergenza dovuta al diffondersi del contagio dell’infezione Covid-19 sta producendo enormi danni economici che si traducono immediatamente in una drastica riduzione del reddito per un gran numero di soggetti e di nuclei familiari con particolare riferimento i soggetti o nuclei familiari siano conduttori di alloggi in locazione, prevede una Misura straordinaria e urgente “Sostegno al pagamento del canone di locazione conseguente alla emergenza epidemiologica Covid-19”, destinando a questa misura, un importo complessivo pari ad euro 1.910.845,37

(DGR 31 marzo 2020, n. 442, Misura straordinaria e urgente “Sostegno al pagamento del canone di locazione conseguente alla emergenza epidemiologica Covid-19”.)

La Regione Veneto ha disposto che in relazione all’emergenza COVID ha avviato un procedimento regionale per l’erogazione di un contributo per il pagamento degli affitti dell’abitazione di residenza,“FSA-Covid”, da richiedere a domanda da presentare nel periodo dal 15 giugno – al 5 luglio 2020, ed in base a specifici criteri, , determinato in complessivi Euro 400,00 per famiglia.

(DGR   19 maggio 2020, n. 622, Emergenza da Covid 19. Misure per il sostegno al pagamento all’affitto per l’abitazione di residenza per le famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria in corso. Legge regionale n. 13 del 30 aprile 2020.)

FAMIGLIA E MINORI

STATO

Nel decreto legge n. 18/2020 “Cura Italia”, convertito nella legge n. 27/2020, sono indicati specifici interventi a favore delle famiglie, successivamente modificati dalla legge n. 77/20.

Le principali misure adottate a sostegno delle famiglie sono:

– congedo parentale per entrambi i genitori lavoratori con figli fino a 12 anni o da 12 a 16 anni (per le famiglie con persone son disabilità si prescinde dall’età);

– il voucher baby sitter di 600 euro per cercare di aiutare le famiglie con figli minori ora a casa da scuola; Tutele maggiori sono previste per il personale infermieristico, per medici, tecnici, ricercatori e tutti gli operatori sanitari in prima linea contro l’emergenza coronavirus. L’importo massimo arriva per tali categorie di lavoratori a 1.000 euro. La somma riconosciuta dovrà essere utilizzata mediante il Libretto Famiglia Inps;

– Carta famiglia 2020 con sconti, negozi convenzionati; per richiederla, occorre collegarsi sulla apposita piattaforma e richiedere la Carta che consente sconti e agevolazioni alle famiglie con almeno 3 figli, anche adottivi, che devono essere di età inferiore ai 26 anni.

– divieto di licenziamento, nel settore privato, per genitori dipendenti, e diritto al mantenimento del posto di lavoro;

– mantenimento del reddito di cittadinanza, con sospensione, nel periodo di emergenza, degli obblighi derivanti;

– indennità di sostegno (600 euro) in favore dei lavoratori le cui attività stanno risentendo dell’emergenza epidemiologica dovuta al Covid-19.

Ulteriori precisazioni sono le sguenti:

  • fino al 30 aprile 2020 i lavoratori dipendenti con disabilità grave o immunodepressi, o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità grave o immunodepressa, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, se ciò è compatibile con le caratteristiche della prestazione;

  • sono introdotte varie misure di sostegno (congedi, permessi, voucher) a favore di famiglie e lavoratori per far fronte ai disagi conseguenti alla sospensione delle attività didattiche:

  • ai dipendenti pubblici e privati e ai lavoratori autonomi iscritti nelle gestioni INPS (sempre che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, o disoccupato, o non lavoratore) è riconosciuto un congedo, continuativo o frazionato, di durata complessiva non superiore a 15 giorni (30 nel testo modificato), per i figli di età non superiore a 12 anni (o di età superiore nei casi di figli con disabilità grave), con un’indennità pari al 50% della retribuzione e il riconoscimento della contribuzione figurativa; in alternativa, è possibile fruire di un voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 euro (portato a 1.200 euro); il limite è elevato a 1.000 euro per i dipendenti del settore sanitario (pubblico e privato), per il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per l’emergenza epidemiologica;

  • ai lavoratori dipendenti privati – in presenza di figli minori tra i 12 e i 16 anni e a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, o disoccupato o non lavoratore – è riconosciuto il diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro;

  • per i mesi di marzo e aprile 2020, sono riconosciuti ulteriori complessivi 12 giorni di permesso retribuito per l’assistenza di familiari disabili, in aggiunta ai 3 giorni di permesso mensile riconosciuti ex legge n. 104/1992.

In relazione ai servizi educativi per minori, con la legge n. 27/70 sono state previste prestazioni individuali domiciliari, durante la sospensione dei servizi educativi, e scolastici; le pubbliche amministrazioni forniscono, avvalendosi del personale disponibile, già impiegato in tali servizi, dipendente da soggetti privati che operano in convenzione, concessione o appalto, prestazioni in forme individuali domiciliari o a distanza o rese nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi senza creare aggregazione. Tali servizi si possono svolgere secondo priorità individuate dall’amministrazione competente, tramite coprogettazioni con gli enti gestori, impiegando i medesimi operatori ed i fondi ordinari destinati a tale finalità. (Art.48, Legge 27/20)

Al fine di sostenere le famiglie, per l’anno 2020, una quota di risorse è’ destinata ai comuni, per finanziare iniziative, anche in collaborazione con enti pubblici e privati, volte a introdurre:

a) interventi per il potenziamento dei centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa destinati alle attività’ di bambini e bambine di età compresa fra i 3 e i 14 anni, per i mesi da giugno a settembre 2020;

b) progetti volti a contrastare la povertà educativa e ad implementare le opportunità culturali e educative dei minori.

L’ onere finanziario è pari a 150 mln di euro per l’anno 2020.

(Art. 105 Legge 77/20)

REGIONI

Nei confronti della famiglia, da intendere quale primo livello della sussidiarietà orizzontale, l’attenzione delle Regioni è stata particolarmente accentuata, e il primo orientamento è stato quello di attuare interventi di sostegno economico.

La regione Basilicata, in relazione alla constatazione della presenza di un ragguardevole numero di famiglie “ad alto rischio di disagio” ed in base alle richieste di aiuto pervenute ai Servizi Sociali Comunali da parte di famiglie e persone in difficoltà, ha istituito un fondo (Fondo Social Card Covid 19) finalizzato a sopperire alle cause di disagio economico e sociale, aggravate dall’ emergenza Covid. Viene stanziata la somma di € 2.500.000,00, per la dotazione del Fondo Social Card Covid 19 , che potrà essere incrementata con donazioni di soggetti privati.

il Fondo Social Card Covid 19 sarà messo a disposizione dei Comuni della Basilicata per azioni di sostegno legate all’ approvvigionamento dei beni fondamentali per famiglie e persone in difficoltà economica e sociale aggravate dalle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria.

(DGR 27 marzo 2020, n.215, Emergenza epidemiologica da COVID 19. Misura urgente di sostegno alle famiglie in difficoltà economica. Fondo istituito ai sensi art. 45 della legge 23 luglio 2009, n. 99 e smi. Istituzione Fondo social card Covid 19 e approvazione linee di indirizzo)

La regione Campania ha disposto misure straordinarie di sostegno alle famiglie per l’accudimento dei figli al di sotto dei quindici anni durante il periodo di sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado per emergenza covid-19. Pertanto viene fornito un supporto alle famiglie residenti in Campania impossibilitate ad accudire direttamente i figli nel periodo di sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado per emergenza covid-19.

Vengono a tal fine programmate risorse pari ad € 7.000.000,00,

Tale sostegno, sarà riconosciuto ai nuclei familiari:

in cui entrambi i genitori (o il genitore unico nel caso di nuclei monogenitoriali) siano impegnati in attività lavorativa ed impossibilitati ad accudire direttamente i figli;

in persona di uno dei genitori residente in Campania;

in possesso di un ISEE non superiore a € 35.000,00, per un importo pari a € 300,00;

in possesso di un ISEE non superiore a € 20.000,00 per un importo pari a € 500,00.

DGR 11 marzo 2020, n. 128, Misure straordinarie di sostegno alle famiglie residenti in Campania per l’accudimento dei figli al di sotto dei quindici anni durante il periodo di sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado per emergenza covid-19.

La regione Lazio ha disposto uno specifico intervento di sostegno alle famiglie, anche in relazione alle crescenti difficoltà finanziarie degli Enti Locali derivanti dalle spese impreviste da sostenere a causa dell’attuale situazione emergenziale che incidono sulle disponibilità relative al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2020.

Viene pertanto stanziata a favore dei Comuni del Lazio la somma complessiva di euro 19.000.000,00 ripartita in base alla distanza tra il valore del reddito procapite di ciascun Municipio e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione.

Viene approvato il documento denominato “Modalità di erogazione e assegnazione dei pacchi alimentari/ buoni spesa e spese per medicinali a favore delle famiglie residenti/domiciliate nel Lazio in situazione di contingente indigenza economica derivante dalla emergenza Covid-19.

DGR 31 marzo 2020, n. 138, Assistenza alle famiglie in situazione di contingente indigenza economica derivante dalla emergenza epidemiologica Covid-19. Finalizzazione di euro 19.000.000,00, a favore dei Comuni del Lazio

Per i servizi per l’infanzia, educativi, sono state altresì dettate disposizioni per il sostegno ai gestori di asili nido privati accreditati per il periodo di emergenza epidemiologica da COVID19.

Viene pertanto destinata la somma complessiva di euro 3.000.000,00 a sostegno delle imprese che gestiscono asili nido privati accreditati a decorrere dal mese di marzo 2020 fino alla ripresa delle attività educative e comunque non oltre il mese di luglio 2020.

(DGR 16 aprile 2020, n. 190, Misure di sostegno ai gestori di asili nido privati accreditati per il periodo di emergenza epidemiologica da COVID19)

La regione Lombardia, sull’onda del proprio sistema di welfare che privilegia in particolare le politiche familiari, ha adottato un complesso di interventi che si connettono al già vigente “pacchetto famiglia, applicando il “fattore famiglia”.

La misura, articolata e complessa, prevede la concessione di contributi straordinari a sostegno delle famiglie in situazione di temporanea difficoltà.

E’ prevista la concessione di due tipologie di contributo, non cumulabili tra di loro:

Contributo mutui prima casa: contributo straordinario una tantum pari ad euro 500,00 ad ogni nucleo familiare con almeno un figlio di età minore o uguale a 16 anni.

Contributo e-learning: contributo straordinario una tantum pari all’80% delle spese sostenute fino ad un massimo di euro 500,00 per ogni nucleo familiare con almeno un figlio di età compresa tra 6 anni e minore o uguale a 16 anni per l’acquisto della strumentazione tecnologica necessaria alla didattica on line (pc fisso o portatile o tablet con microfono e fotocamera).

Destinatari dell’agevolazione sono i nuclei familiari di cui almeno il richiedente è residente in Regione Lombardia e a seguito dell’emergenza Covid-19, si trovi in una delle seguenti condizioni:

lavoratori dipendenti con rapporto di lavoro subordinato, parasubordinato, di rappresentanza commerciale o di agenzia con riduzione della retribuzione lorda mensile pari o superiore al 20%;

liberi professionisti e lavoratori autonomi con riduzione del proprio fatturato in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività lavorativa operata a seguito delle disposizioni adottate

morte di un componente del nucleo familiare per Covid-19 e che presentino inoltre i seguenti requisiti:

almeno un figlio di età inferiore o uguale a 16 anni di età all’atto di presentazione della domanda per il contributo mutui prima casa;

almeno un figlio di età compresa tra i 6 anni e minore o uguale a 16 anni di età all’atto di presentazione della domanda per il contributo e-learning;

valore attestazione ISEE in corso di validità minore o uguale ad € 30.000,00.

Le domande saranno finanziate a sportello; il contributo è concesso fino ad esaurimento della dotazione finanziaria disponibile per le due misure pari ad euro 15.000.000,00.

Applicazione del Fattore Famiglia

Il contributo concesso è inoltre incrementato di una quota ulteriore sulla base del valore assunto dal Fattore Famiglia Lombardo (FFL) – legge regionale 10/2017 secondo quanto dettagliato nell’Allegato B e fino all’esaurimento delle risorse riservate all’applicazione del FFL pari ad euro 1.500.000,00.

Viene specificato che soggetti attuatori sono gli enti capofila degli Ambiti territoriali (o, in alternativa, un altro Comune di ambito delegato o altro ente strumentale, ad esempio le aziende speciali consortili).

Gli Ambiti territoriali hanno compiti di istruttoria e validazione delle domande presentate attraverso il sistema bandi on line dalle famiglie e di liquidazione del contributo ai cittadini.

Le ATS, oltre al compito di supporto agli Ambiti e di trasferimento delle risorse agli stessi, hanno compiti di coordinamento e monitoraggio quali-quantitativo della misura sul territorio, compresa l’applicazione dell’indicatore sintetico del Fattore Famiglia Lombardo.

DGR 30 marzo 2020, n. XI/2999, Pacchetto famiglia: interventi straordinari per il sostegno alle famiglie – emergenza COVID – 19 e applicazione del fattore famiglia lombardo – anno 2020. (BUR n. 14 del 2.4.20)

La regione Marche ha approvato un protocollo con Alleanza delle Cooperative Italiane Marche e Organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil sui servizi educativi, sociali e socio sanitari. Le parti si impegnano a dare attuazione all’articolo 48 del d.l. 18/2020, creando le condizioni per dare risposte urgenti ai bisogni delle famiglie degli anziani, dei disabili, dei minori, delle persone con problemi di salute mentale e delle persone senza fissa dimora nel rispetto del piano individualizzato educativo riabilitativo e salvaguardare la continuità retributiva dei lavoratori operanti nei servizi nella garanzia della retribuzione prevista in base ai contratti individuali. I gestori dei servizi, che operano in convenzione, concessione o appalto, avvalendosi del personale disponibile, già impiegato in tali servizi, anche dipendente da soggetti privati assicurano la collaborazione attiva con gli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) e, nel caso dei servizi sociosanitari, con ASUR, impegnandosi a erogare: prestazioni in forme individuali domiciliari prestazioni a distanza prestazioni rese nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi senza ricreare aggregazione per rispondere quanto più possibile alle richieste di sostegno degli utenti

DGR 3 giugno 2020, n. 666, Approvazione protocollo d’intesa tra Regione Marche, ACI e Cgil, Cisl e Uil sui servizi educativi, sociali e socio-sanitari in attuazione dell’art.48 del D.L.17.03.2020, n.18 “Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19)

La regione Molise, per il sostegno alle famiglie in difficoltà economica a causa dell’emergenza epidemiologica, COVID, ha istituito il “Fondo regionale di solidarietà COVID 19, che sarà messo a disposizione dei Comuni, affinché gli stessi possano intervenire a favore dei nuclei familiari che si trovano in evidenti situazioni di disagio economico attraverso l’erogazione di un contributo finalizzato al pagamento delle utenze e/o dei canoni di affitto delle abitazioni.

La valutazione dello stato di bisogno viene eseguita dal servizio sociale del Comune.

La dotazione finanziaria è di Euro 2.000.000,00

(DGR 8 aprile 2020, n. 121, Emergenza epidemiologica da COVID 19. Misura urgente di sostegno alle famiglie in difficoltà economica. Istituzione “fondo regionale di solidarietà COVID 19”.)

La Regione Piemonte, ha dedicato una specifica attenzione ai minori, a fronte della situazione di particolare emergenza, sostenendo progettualità “di sollievo” della permanenza dei minori accolti nelle strutture residenziali, finalizzate alla realizzazione di interventi di tipo socializzante e ludicoricreativo, allo scopo di garantire, nella misura più ampia possibile, il benessere psico-fisico dei minori accolti, e la più ampia possibilità di mantenere regolari ed effettivi contatti con le famiglie di origine e con gli adulti di riferimento, salvo diverse disposizioni dell’Autorità Giudiziaria.

Viene previsto un finanziamento straordinario per un importo complessivo di € 225.000,00.

(DGR 20 marzo 2020, n. 3-1140, Emergenza COVID 19-Approvazione criteri per il finanziamento di progetti ed interventi di tipo socializzante e ludico-ricreativo a sostegno dei minori accolti in strutture residenziali).

La regione Puglia è intervenuta a sostegno del Sistema Scolastico Paritario al fine della parziale copertura delle spese di funzionamento delle strutture, sostenute dalle scuole dell’infanzia paritarie anche in assenza di attività scolastica, con l’erogazione del contributo di gestione alle scuole paritarie, tramite l’utilizzazione della somma di € 800.000,00 da assegnare ai Comuni per l’erogazione di contributi di gestione alle scuole dell’infanzia paritarie private senza fini di lucro convenzionate con i Comuni e alle scuole dell’infanzia degli Enti locali, e la somma di € 300.000,00 per l’erogazione di contributi di gestione alle scuole dell’infanzia paritarie private senza fini di lucro convenzionate con i Comuni e alle scuole dell’infanzia degli Enti locali.

DGR 30 aprile 2020, n. 635, Emergenza sanitaria da Covid-19, contributi di gestione per le scuole dell’ infanzia paritarie. Anticipazione intervento del Piano regionale per il Diritto allo studio 2020, prelevamento dal “Fondo di riserva per le spese impreviste

La regione Sardegna con legge regionale ha disposto  misure a sostegno delle famiglie, i cui componenti siano lavoratori dipendenti o autonomi che abbiano subito una sospensione o una riduzione di attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19 e i cui datori di lavoro non abbiano acceduto alle forme di integrazione salariale o vi siano transitati a seguito del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 (Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19), o siano lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa iscritti alla gestione separata o titolari di partite IVA, ovvero soci di società iscritti alla gestione dell’assicurazione generale obbligatoria (AGO), collaboratori di imprese familiari di categorie economiche la cui attività è stata sospesa o ridotta a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, o non possiedano alcuna forma di reddito di lavoro o di impresa alla data del 23 febbraio 2020, è riconosciuta per due mesi un’indennità sino a euro 800 mensili.

L’indennità è riconosciuta ai nuclei familiari residenti con domicilio in Sardegna, a seguito di autocertificazione attestante un reddito inferiore a euro 800 mensili netti nel bimestre successivo al 23 febbraio 2020.

Non beneficiano della misura i nuclei familiari composti fino a tre persone nei quali almeno un componente percepisca una pensione o un reddito derivante da lavoro dipendente o da attività lavorativa non sospesa o non ridotta per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19, il cui importo sia uguale o superiore a euro 800.

Le indennità sono cumulabili con altre forme di sostegno al reddito, anche connesso all’emergenza epidemiologica da Covid-19, fino alla concorrenza di euro 800 al mese per le famiglie fino a tre componenti. Per ogni componente ulteriore sono concessi euro 100.

Gli oneri derivanti dall’applicazione della presente legge, sono quantificati in euro 120.000.000

L.R. 8 aprile 2020, n. 12, Misure straordinarie urgenti a sostegno delle famiglie per fronteggiare l’emergenza economico-sociale derivante dalla pandemia SARS-CoV-

La regione Toscana ha adottato misure utili a promuovere le capacità di risposta alla crisi del settore dei servizi educativi per la prima infanzia, per garantire da un lato il sostentamento del sistema nel suo complesso, dall’altro alla prevenzione dell’abbandono educativo dei bambini durante queste mensilità di chiusura, applicabili a decorrere dal mese di marzo 2020.

DGR 21 aprile 2020, n. 533, Disposizioni specifiche applicabili durante il periodo di emergenza epidemiologica da Covid-19. Servizi educativi per la prima infanzia per l’anno educativo 2019/2020 interventi a valere sul POR FSE 2014-2020.

La regione Umbria ha disposto, a seguito delle disposizioni sulle sospensioni delle attività, interventi a sostegno dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, sia pubblici che privati

Il sostegno è ripartito sulla base dei criteri di cui alla D.G.R. n. 676/2019 e successiva D.D. n. 10871/19 come di seguito:

— asili nido privati euro 1.450,00

— sezioni integrate tra scuola dell’infanzia e nido privati euro 1.050,00

— spazi gioco privati euro 612,0

— nidi familiari euro 514,00.

Vengono sostenuti anche Servizi socio-educativi sperimentali con un contributo pari ad euro 1.050,00.

I contributi verranno liquidati ai Comuni che dovranno entro il termine massimo di 15 giorni trasferire le somme di cui all’allegato A) ai Servizi interessati e che dovranno inviare apposita rendicontazione alla Regione entro 30 giorni dalla loro erogazione.

(DGR 1 aprile 2020, n. 229, Emergenza COVID-19. Sostegno servizi socio-educativi per la prima infanzia pubblici e privati.)

La regione Veneto, a seguito dell’emergenza COVID, ha riconosciuto a favore dei servizi per la prima infanzia nonché ai nidi famiglia in oggetto un contributo straordinario per l’anno 2020 commisurato al contributo medio per posto assegnato ai servizi per la prima infanzia accreditati e riconosciuti 2020, pari ad € 740,00 per un ammontare complessivo pari a € 2.853.440,00.

(DGR 12 maggio 2020, n. 594, Assegnazione straordinaria delle risorse per l’anno 2020 a favore delle scuole dell’infanzia non statali e dei servizi per la prima infanzia, riconosciuti ai sensi della L.R. n. 23/1980 e L.R. n. 32/1990, a seguito dell’emergenza sanitaria Covid 19)

IMMIGRATI

STATO

Sono stati disposti interventi che prevedono la proroga di specifiche disposizioni per tutta la durata dell’’emergenza.

Di particolare rilievo la disposizione relativa all’emersione dal lavoro sommerso, che consente alle lavoratrici ed ai lavoratori stranieri così come ai datori di lavoro ed alle aziende, di regolarizzare le proprie condizioni lavorative

(Art. 86 – bis, Legge 27/20; art 103, Legge 77/20

NON AUTOSUFFICIENTI

STATO

Fin dal mese di marzo, le strutture ed i servizi residenziali rivolti alle persone non autosufficienti, sono stati oggetto di severe misure per fronteggiare l’emergenza COVID, con limitazione all’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione;

(DPCM 17 maggio 2020, ART. 1 lettera BB)

REGIONI

Le disposizioni in merito alle persone non autosufficienti sono prevalentemente dedicate alla limitazione degli accessi ed alle misure di prevenzione e di contrasto all’emergenza COVID, che colpisce in forma gravissima le persone anziane.

La regione Lombardia, peraltro, in relazione al Programma operativo regionale a favore di persone con gravissima disabilità e in condizione di non autosufficienza e grave disabilità di cui al fondo per le non autosufficienze triennio 2019-2021 ha disposto modalità specifiche per i rinnovi domande di assistenza relative a specifiche misure.B1.

In relazione all’ evolversi della situazione epidemiologica, del carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e delle restrittive prescrizioni imposte a livello nazionale,viene garantita per i mesi di febbraio e marzo, nel rispetto dei criteri fissati dalla d.g.r. n. XI/2862/2020:

la continuità della Misura B1 anche in caso di mancata presentazione della domanda o incompletezza documentale della stessa;

la continuità della Misura B1 per i mesi di febbraio e marzo 2020 a prescindere dalla condizione economica, in quanto in questa fase di emergenza sanitaria risulta spesso impossibile ottenere l’ISEE;

DGR 16 marzo 2020, n. XI/2954, Programma operativo regionale a favore di persone con gravissima disabilità e in condizione di non autosufficienza e grave disabilità di cui al fondo per le non autosufficienze triennio 2019-2021 – annualità 2019 (d.g.r. n. XI/2862/2020): determinazioni conseguenti alla emergenza COVID-19 per i rinnovi domande B1

La Regione Piemonte ha approvato lo schema di Protocollo d’intesa con l’Unità di Crisi regionale, la Regione Piemonte, le Prefetture piemontesi e le Province del Piemonte, per ulteriori misure di contenimento COVID-19 e indicazioni operative sull’assistenza territoriale e nelle Strutture assistenziali e socio-sanitarie, ivi comprese le RSA.

(DGR 31 marzo 2020, n. 2-1181, Contesto emergenziale da diffusione COVID-19. Approvazione schema Protocollo d’intesa)

La Regione Puglia, in relazione all’emergenza COVID, Al fine di sostenere il lavoro di cura del care giver familiare dei disabili gravissimi, viene riconosciuto un contributo economico straordinario pari ad € 800,00 mensili per il periodo compreso tra il 1 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, termine previsto dalla delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020, da erogare in favore di persone residenti in Puglia in condizione di gravissima non autosufficienza

Le risorse necessarie sono complessivamente pari a Euro 41.500.000 di cui:

(DGR 12 maggio 2020, n. 687, Emergenza Covid – 19. Assegnazione di un contributo economico straordinario in favore delle persone in condizioni di gravissime disabilità e non autosufficienza.)

PERSONE CON DISABILITÀ

STATO

Molteplici sono state le disposizioni per le persone con disabilità, da una parte per contenere e contrastare l’epidemia COVID nelle strutture residenziali o nei centri diurni, e dall’altra la garanzia della continuità, pur nella sospensione del servizio scolastico e per tutta la sua durata, dei servizi stessi, mediante la erogazione di prestazioni individuali domiciliari.

Inoltre è data facoltà alle regioni di istituire, entro dieci giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, unità speciali atte a garantire l’erogazione di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie a domicilio in favore di persone con disabilità che presentino condizione di fragilità o di comorbilità tali da renderle soggette a rischio nella frequentazione dei centri diurni per persone con disabilità.

(DECRETO-LEGGE 9 marzo 2020 , n. 14, art. 9)

In relazione ai centri diurni, l’Azienda sanitaria locale può, d’accordo con gli enti gestori dei centri diurni stessi, attivare interventi non differibili in favore delle persone con disabilità ad alta necessità di sostegno sanitario, ove la tipologia delle prestazioni e l’organizzazione delle strutture stesse consenta il rispetto delle previste misure di contenimento.

Art. 47, Legge 27/20,

Inoltre, in relazione alle disposizioni relative alla “fase 3”, ai soggetti con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, con disabilità intellettiva o sensoriale o con problematiche psichiatriche e comportamentali con necessità di supporto, certificate ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è consentito uscire dall’ambiente domestico con un accompagnatore qualora ciò sia necessario al benessere psico-fisico della persona e purché siano pienamente rispettate le condizioni di sicurezza sanitaria.

(Art. 1 C Legge 35/20,; Art, 4 ter, Legge 27/20,)

In applicazione della sentenza della Corte costituzionale n. 152 del 23 giugno 2020, in materia di trattamenti di invalidità civile, l’assegno di invalidità viene portato a 651,5 euro, a favore dei cittadini dai 18 anni in su, considerato che la misura precedente era da considerare al di sotto del minimo vitale.

(Art. 89-bi,s Legge 77/20)

Al fine di potenziare l’assistenza, i servizi e i progetti di vita indipendente per le persone con disabilità e non autosufficienti e per il sostegno di coloro che se ne prendono cura, in conseguenza della emergenza epidemiologica da Covid-19, lo stanziamento del Fondo per le non autosufficienze viene incrementato di ulteriori 90 milioni di euro per l’anno 2020, di cui 20 milioni destinati alla realizzazione di progetti per la vita indipendente.

Lo stanziamento del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, al fine di potenziare i percorsi di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine ovvero per la deistituzionalizzazione, gli interventi di supporto alla domiciliarità e i programmi di accrescimento della consapevolezza, di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile, in conseguenza della emergenza epidemiologica da Covid-19, viene incrementato di ulteriori 20 milioni di euro per l’anno 2020.

Inoltre al fine di garantire misure di sostegno alle strutture semiresidenziali, comunque siano denominate dalle normative regionali, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario per persone con disabilità, che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 devono affrontare gli oneri derivanti dall’adozione di sistemi di protezione del personale e degli utenti, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, viene istituito un Fondo denominato «Fondo di sostegno per le strutture semiresidenziali per persone con disabilità» volto a garantire la concessione di un indennizzo agli enti gestori delle medesime strutture, con una dotazione finanziaria di 40 milioni di euro per l’anno 2020.

Infine, al fine di contribuire a rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena inclusione sociale delle persone con disabilità, in via sperimentale per l’anno 2020 e nel limite di 5 milioni di euro il Servizio sanitario nazionale provvede all’erogazione degli ausili, ortesi e protesi degli arti inferiori e superiori, a tecnologia avanzata e con caratteristiche funzionali allo svolgimento di attività sportive amatoriali, destinati a persone con disabilità fisica.

L’onere complessivo è pari a 155 mln di euro.

(Art. 104, Legge 77/20)

REGIONI

Le Regioni, in relazione ai susseguentisi atti dello Stato in materia, hanno disposto diversi interventi.

La Regione Friuli V.G. con L.R. 18 maggio 2020, n. 9, Disposizioni urgenti in materia di autonomie locali, finanza locale, funzione pubblica, formazione, lavoro, cooperazione, ricerca e innovazione, salute e disabilità, rifinanziamento dell’articolo 5 della legge regionale 3/2020 recante misure a sostegno delle attività produttive, all’art. 17 ha approvato un piano straordinario per la disabilità a protezione della salute dal contagio da COVID-19, prevedendo la concessione per l’anno 2020 di contributi specifici per l’attuazione di specifici piani territoriali predisposti dalle Aziende sanitarie in collaborazione con i soggetti gestori dei servizi e degli a favore delle persone handicappate.

I piani sono elaborati in conformità agli indirizzi previamente formulati dalla Giunta regionale con riguardo:

a) alla rimodulazione degli interventi programmati per l’anno 2020, per l’adattamento alle necessità imposte dall’emergenza epidemiologica quanto a forme e modalità di erogazione in condizioni di sicurezza e con la flessibilità necessaria a ottimizzare il pieno impiego delle risorse disponibili;

b) ai protocolli per assicurare il rispetto delle disposizioni per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute delle persone con disabilità, delle loro famiglie e dei caregivers, nonché della salute degli operatori;

c) al flusso informativo verso la Regione circa l’attuazione dei piani, con segnalazione delle criticità emergenti, ai fini della tempestiva adozione degli eventuali provvedimenti di competenza.

La Regione Lazio ha dettato specifiche disposizioni per il contenimento e la gestione dell’epidemia COVID, approvando il Piano territoriale per la riattivazione delle attività socioassistenziali erogate all’interno o da parte di centri diurni e strutture semiresidenziali per persone con disabilità

Viene stabilita la riapertura graduale delle attività dei centri semiresidenziali sanitari e sociosanitari non solo per persone disabili, così come disposto dall’art. 8 del DPCM 26 aprile 2020, ma anche dei centri semiresidenziali per persone anziane e per persone affette da disturbi mentali a partire dalla pubblicazione del presente atto, specificando che l’individuazione della data dalla quale può essere avviata la ripresa delle attività, è funzionale a consentire alle Strutture erogatrici e alle U.O.SeS territorialmente competenti, di mettere in atto le azioni e le indicazioni contenute

La riapertura dei suddetti centri semiresidenziali dovrà avvenire a seguito di attività di co-progettazione, definita a livello territoriale tra le Strutture erogatrici e le U.O.SeS territorialmente competenti, tenendo conto dei Progetti personalizzati di ciascun utente nel rispetto delle modalità operative e delle indicazioni contenute nel Piano Territoriale regionale di cui all’allegato A parte integrante del presente atto.

Nell’ambito della co-progettazione delle modalità di erogazione delle prestazioni, le U.O.SeS potranno valutare la possibilità di attivare servizi alternativi quali accessi al domicilio da parte di operatori della struttura o assistenza a distanza.

Il Progetto presentato dalle Strutture erogatrici dovrà essere preliminarmente condiviso con i competenti Dipartimenti della Prevenzione presenti a livello di Area Vasta al fine di garantire la messa in sicurezza di operatori e ospiti, rispetto agli aspetti strutturali e impiantistici, organizzativi, igienicosanitari, nonché legati al rischio clinico e al rischio infettivo.

DGR 8 maggio 2020, n. 243, Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Articolo 8 del DPCM 26 aprile 2020. Approvazione piano territoriale per la riattivazione delle attività socioassistenziali erogate all’interno o da parte di centri diurni e strutture semiresidenziali per persone con disabilità.

La Regione Liguria ha adottato il Piano territoriale regionale relativo alle modalità di riapertura dei servizi semiresidenziali/centri diurni.

DGR 19 giugno 2020, n. 506, Adozione Piano Territoriale Regionale di riapertura dei servizi semiresidenziali/centri diurni. Art.9 del DPCM dell’11/6/2020.)

La Regione Marche ha approvato il Piano territoriale per la riapertura graduale dei centri semiresidenziali sanitari e sociosanitari nella fase 2 dell’emergenza covid-19 (documento concordato con Asur, Enti Gestori, Organizzazioni Sindacali e Anci.

(DGR 18 maggio 2020, n. 600, Piano territoriale della Regione Marche per la riapertura graduale dei centri semiresidenziali sanitari e sociosanitari nella Fase 2 dell’emergenza Covid-19)

POVERTÀ E INCLUSIONE SOCIALE

Le ripercussioni dell’ epidemia COVID sul sistema economico e produttivo hanno avuto un esito assolutamente negativo e devastante, che ha indotto le Istituzioni statali e regionali a definire un quadro di riferimento adeguato, per quanto possibile, a contrastarne gli effetti.

STATO

Con provvedimento della protezione civile, sono stati disposti, fra l’altro, provvedimenti urgenti da destinare a misure urgenti di solidarietà.

Pertanto, in relazione alla situazione economica determinatasi per effetto delle conseguenze dell’emergenza COVID-19, il Ministero dell’interno, entro il 31 marzo 2020, dispone, in via di anticipazione nelle more del successivo reintegro, con apposito provvedimento legislativo, il pagamento di un importo pari ad euro 400.000.000,00 da contabilizzare nei bilanci degli enti a titolo di misure urgenti di solidarietà alimentare.

Il contributo minimo spettante a ciascun comune non può in ogni caso risultare inferiore a euro 600.

I comuni, per l’acquisto e per la distribuzione dei possono avvalersi degli enti del Terzo settore. L’ufficio dei servizi sociali di ciascun comune individua la platea dei beneficiari ed il relativo contributo tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico.

(ORDINANZA 29 marzo 2020, Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.)

Nel contesto dei provvedimenti volti a contrastare situazioni di povertà estrema, viene istituito il

Reddito di emergenza, per le famiglie in difficoltà.

Il beneficio prevede che la domanda di concessione viene presentata all’INPS,.

La previsione fatta da esperti indica in un milione di famiglie i soggetti beneficiari, secondo una erogazione che va da 400 e 800 euro; è rapportata a un ISEE inferiore a 15.000 euro, ed il patrimonio mobiliare inferiore a 10.000 euro, soglia che aumenta di 5.000 euro per ogni componente del nucleo, fino a un massimo di 20.000 euro. Il REM non è cumulabile con il Reddito di Cittadinanza. Ne sono esclusi i detenuti e coloro che sono ricoverati in strutture pubbliche di lungodegenza.

(Art. 82, Legge 77/20)

Per il Fondo di emergenza alimentare (FEAD) viene destinato l’importo di 250 mln di euro ad integrazione delle iniziative di distribuzione delle derrate alimentari per l’emergenza derivante dalla diffusione del virus COVID-19 e con le procedure previste dal fondo a cui provvede l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura

(Art. 226, Legge 77/20)

REGIONI

La regione Basilicata ha emanato un Avviso pubblico “BONUS LIBERI PROFESSIONISTI”, scaturito

dai vari tavoli di confronto della Task Force Produttiva Covidl9con le parti datoriali, sociali e gli ordini professionali.

Per sostenere le imprese e i lavoratori dagli effetti economici negativi connessi all’emergenza epidemiologica da COVID-19, viene attivata una misura straordinaria di sostegno una tantum rivolta a liberi professionisti in quanto categoria produttiva fortemente danneggiata sotto il profilo economico .

Viene assunta la prenotazione contabile di € 4.000.000

DGR 21 aprile 2020, n.273, Misura speciale di sostegno ai liberi professionisti connessa all’emergenza COVID 19. PO FESR BASILICATA 2014-2020-Asse 3 “Competitività” Azione 3.C.3.1.1. Avviso Pubblico. Approvazione.

La Regione Lazio ha disposto un contributo straordinario per Emergenza COVID-19 per famiglie e imprese vulnerabili e già precedentemente sovraindebitate da assegnare alle Associazioni e Fondazioni riconosciute per la prevenzione del fenomeno dell’usura e del sovraindebitamento.

(DGR 30 aprile 2020, n. 221, Contributo straordinario per Emergenza COVID-19 per famiglie e imprese vulnerabili e già precedentemente sovraindebitate da assegnare alle Associazioni e Fondazioni riconosciute per la prevenzione del fenomeno dell’usura e del sovraindebitamento, iscritte nell’elenco di cui all’art. 13 della l.r. 14/2015.)

La regione Lombardia, in relazione alle iniziative spontanee da parte di Comuni e commercianti per effettuare consegne a domicilio alla propria clientela e a chi si trova in situazione di bisogno.

procede ad un coordinamento delle suddette iniziative, a favore della popolazione lombarda, al fine di garantire una maggiore informazione ai cittadini favorendo nel contempo il rispetto delle misure per il contenimento della diffusione del virus denominato «Covid-19», con l’approvazione dell’ Approvazione dell’accordo di collaborazione tra Regione Lombardia, Anci Lombardia, Confcommercio Lombardia e Confesercenti Lombardia per la promozione dell’iniziativa «Negozi a casa tua”.

DGR 23 marzo 2020 – n. XI/2963, Approvazione dell’accordo di collaborazione tra Regione Lombardia, Anci Lombardia, Confcommercio Lombardia e Confesercenti Lombardia per la promozione dell’iniziativa «Negozi a casa tua”

Le regione Piemonte, a fronte delle sollecitazioni pervenute dai territori risulta più che mai impellente fornire ulteriori indicazioni volte sia a tutela e per il rafforzamento delle misure per le persone senza dimora, sia a garanzia di adeguati sistemi di sorveglianza sanitaria agli operatori sociali coinvolti nell’erogazione di servizi e di attività straordinarie ai senza dimora richieste per l’emergenza Covid 19, ha approvato uno specifico programma operativo.

(DGR 6 aprile 2020, n. 3-1206, Indicazioni per i servizi alle persone senza dimora valide per tutto il territorio della Regione Piemonte per l’emergenza epidemiologica da COVID 19.)

La regione Puglia ha assegnato in favore dei Comuni pugliesi la somma di € 11.500.000,00, per l’attivazione di interventi urgenti ed indifferibili di protezione sociale in favore dei nuclei familiari bisognosi che subiscono i gravi effetti economico-sociali derivanti dall’epidemia COVID-19.

Per l’utilizzo efficace e celere delle risorse assegnate con il presente provvedimento i Comuni si avvalgono della collaborazione e del supporto organizzativo dei Centri Operativi Comunali, opportunamente integrati dai rappresentati locali delle organizzazioni sindacali nonché delle reti informali di solidarietà sociale, delle associazioni di volontariato e delle organizzazioni del Terzo Settore presenti nella comunità locale.

DGR 2 aprile 2020, n. 443, Emergenza COVID-19. Assegnazione ai Comuni di € 11.500.000,00 per interventi urgenti e indifferibili di protezione sociale in favore delle persone in grave stato di bisogno sociale.

La regione Sardegna nel contesto della legge volte a sostenere il sistema economico della salvaguardia del lavoro seguito dell’emergenza epidemiologica, ha disposto aiuti alimentari a favore delle famiglie indigenti in collaborazione con i produttori agricoli,

(L.R. 23 luglio 2020, n. n. 22, Legge quadro sulle azioni di sostegno al sistema economico della Sardegna e a salvaguardia del lavoro a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19)

TERZO SETTORE

Per Il terzo settore, a seguito dell’emergenza COVID, sono state modificate le disposizioni relative alla iscrizione nel registro, che viene protratta al 31 ottobre 2020.

Viene altresì disposto che per l’anno 2020, le organizzazioni non lucrative di utilità sociale e le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano per le quali la scadenza del termine di approvazione dei bilanci ricade all’interno del periodo emergenziale, come stabilito dalla delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, possono approvare i propri bilanci entro la medesima data del 31 ottobre 2020 di cui ai commi 1 e 2, anche in deroga alle previsioni di legge, regolamento o statuto. Le medesime organizzazioni e associazioni sono autorizzate a svolgere le attività correlate ai fondi del cinque per mille per l’anno 2017 entro la data del 31 ottobre 2020. Sono altresì prorogati alla data del 31 ottobre 2020 i termini di rendicontazione di eventuali progetti assegnati sulla base di leggi nazionali e regionali.

(Art. 35, Legge 27/20)

Sono altresì disposti finanziamenti specifici

REGIONI

La regione Basilicata ha sottoscritto con la Caritas diocesana della Regione un Protocollo di intesa nell’ambito del Progetto “Basilicata assistenza volontaria ai bisognosi.

Viene erogato pertanto un contributo straordinario di € 301.000,00 alla Provincia Ecclesiastica di Potenza (Conferenza Episcopale di Basilicata), quale forma di sostegno economico alle Caritas Diocesane di Basilicata, già impegnate a mettere in atto azioni e interventi capaci di portare sollievo alle persone che sono nel bisogno più grave, soprattutto in questo particolare momento di crisi sociale a causa della pandemia da Covid 19.

Tale contributo straordinario di €301.000,00 sarà finalizzato, all’ acquisto di beni di prima necessità, assistenza medica e domiciliare, medicinali, distribuzione di cibo, ticket mensa, vestiario, altro, come di seguito sintetizzati, a titolo esemplificativo e non esaustivo, da distribuire a favore delle fasce più deboli, soprattutto di quelle persone sole e bisognose che non hanno alcun appoggio familiare:

l. ALIMENTARI Acquisto di prodotti alimentari all’ingrosso o al dettaglio da parte di singoli beneficiari o da parte delle Caritas anche a titolo di rifornimento per mense e empori diocesani. Sono incluse anche le spese relative ai rifornimenti di accessori per le mense

2. CURA DELLA PERSONA Prodotti per l’igiene, abbigliamento, calzature, mascherine e prodotti igienizzanti. 3. ABITAZIONE E ACCOGLIENZA Fitti, condominio, mobili, utenze di acqua, elettricità e altri combustibili, spese per accoglienza presso hotel-strutture in situazione di emergenza abitativa dovuta al COVID 19

4. SALUTE Ticket per prestazioni sanitarie (specialistiche, di laboratorio, farmaci)

5. ISTRUZIONE Materiale scolastico e universitario, rate universitarie, servizi di refezione scolastica etc.

6. TRASPORTI Biglietti e abbonamenti autobus, biglietti ferroviari (solo n classe) che il contributo assegnato è finalizzato alla copertura delle spese sostenute a partire dal O 1/02/2020,

(DGR 21 aprile 2020, n.265, Misura Speciale Emergenza COVID 19. D.G.R. n. 9 del19/12/2016. Art. 45 della legge 23 luglio 2009, n. 99 come modificato dall’articolo 36, comma 2-bis, lettera a), del D.L. 12 settembre 2014, n. 133, convertito con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164. Protocollo d’intesa n. 2 tra Regione Basilicata, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero dello Sviluppo Economico sottoscritto in data 20 dicembre 2017. Progetto “Basilicata assistenza volontaria ai bisognosi”: Sostegno economico alle Caritas Diocesane della Basilicata)

La regione Campania ha approvato il Protocollo d’intesa con la Comunità Episcopale Campania per lo svolgimento di azioni di contesto alla marginalizzazione sociale e per la valorizzazione del ruolo delle Parrocchie

(DGR 9 luglio 2020, n. 354, Approvazione del Protocollo d’intesa “Azioni di Contrasto alla Marginalizzazione Sociale per la valorizzazione del Ruolo Delle Parrocchie nella Comunità’ civile e pastorale” tra Regione Campania e Comunità Episcopale Campana)

La regione Lazio ha approvato uno specifico protocollo per la consegna della spesa a domicilio per persone non autosufficienti, persone che non possono uscire di casa o per le quali è fortemente consigliato di non uscire a causa di determinate patologie o impegnate nei servizi di emergenza.

Vengono coinvolte le associazioni rappresentative della grande distribuzione in iniziative di sostegno affinché si impegnino a collaborare, attraverso le aziende e le Cooperative loro associate, con i Comuni e le Organizzazioni del terzo settore o del territorio, per la consegna della spesa a domicilio per persone non autosufficienti, persone che non possono uscire di casa o per le quali è fortemente consigliato di non uscire a causa di determinate patologie o impegnate nei servizi di emergenza.

Federdistribuzione, ANCC-COOP, ANCD-CONAD, Federlazio, Confcommercio, Confesercenti, CNA, Confartigianato sono presenti capillarmente sul territorio regionale, e sono impegnate, in particolare nell’attuale stato emergenziale, a coniugare le attività economiche con attività volte a supportare iniziative di carattere sociale.

Il Forum del terzo Settore coinvolge nel Lazio oltre un milione di persone, aderiscono ad esso oltre 30 reti e oltre 350.000 persone tra soci, lavoratori, volontari e collaboratori.

L’ANCI regionale è il sistema di rappresentanza dei Comuni, delle Unioni dei Comuni e delle altre forme associative, della Città metropolitana e di tutti gli enti di derivazione comunale del Lazio e svolge attività decentrate e loro proprie, in ambiti specifici, in relazione alle caratteristiche e alle peculiarità territoriali e tematiche.

Si procede all’approvazione dello schema di Protocollo d’Intesa tra la Regione Lazio, Federdistribuzione, l’ANCC-COOP, l’ANCD-CONAD, Federlazio, Confcommercio, Confesercenti, CNA, Confartigianato, l’ANCI e il Forum del terzo settore allo scopo di facilitare la collaborazione tra le Parti a livello territoriale per la consegna della spesa a domicilio alle persone che ne hanno necessità per il periodo di emergenza epidemiologica da COVID-19

(DGR 31 marzo 2020, n. 137 Approvazione del Protocollo d’intesa tra la Regione Lazio, Federdistribuzione, l’ANCC-COOP, l’ANCDCONAD, Federlazio, Confcommercio, Confesercenti, CNA, Confartigianato, l’ANCI e il Forum del terzo settore per la consegna della spesa a domicilio per persone.)

Inoltre ha approvato un programma di sostegno alle attività degli Enti del terzo settore, impegnati nel supporto alla gestione delle azioni poste in campo per l’assistenza durante il periodo di emergenza di COVID

DGR 31 marzo 2020, n. 139. Misure straordinarie di sostegno alle attività degli Enti del Terzo Settore, operanti sul territorio regionale ed iscritti nei registri regionali o nazionali, impegnati nel supporto alla gestione delle azioni poste in campo per l’assistenza alla cittadinanza, durante il periodo emergenziale a seguito della epidemia di Covid-19

Infine ha approvato un protocollo di intesa con il Vicariato di Roma, Regione Lazio e Roma Capitale, al fine di contribuire all’iniziativa dello stesso Vicariato, tesa alla creazione di un fondo economico di sostegno destinato a soggetti e nuclei familiari che si trovino nell’impossibilità di mantenere un livello dignitoso e accettabile di vita a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid 19, con particolare riferimento alla popolazione finora esclusa dalle misure legislative straordinarie in essere e che ha subito una verticale riduzione della capacità reddituale. a tale fine il Vicariato di Roma ha istituito un apposito Fondo denominato “Fondo Gesù Divino Lavoratore”, destinato alla realizzazione del progetto denominato “Alleanza per Roma”, diretto al sostegno delle situazioni di fragilità economica e sociale.

La regione Lazio interviene co un contributo di 500.000 euro.

(DGR 9 giugno 2020, n. 340, Approvazione schema di protocollo di intesa tra Vicariato di Roma, Regione Lazio e Roma Capitale, per la realizzazione del progetto Alleanza per Roma – Utilizzo risorse disponibili pari ad euro 500.000,00 sul capitolo H41925 Esercizio finanziario 2020. Emergenza Covid.)

La regione Toscana ha disposto la promozione volte ad attenuare le condizioni di disagio delle persone e delle famiglie attraverso la raccolta e la distribuzione di generi alimentari.

Viene individuato il Banco Alimentare della Toscana Onlus, quale soggetto beneficiario di un apposito contributo finanziario per l’intervento di carattere socio-sanitario finalizzato a porre in essere azioni di assistenza e protezione dei bisogni essenziali delle persone sotto il profilo dell’acquisizione, recupero, stoccaggio e successiva distribuzione dei generi alimentari di prima necessità. Le risorse complessive sono pari a Euro 150.000,00

DGR 18 maggio 2020, n. 619, Emergenza Covid-19 – promozione azioni finalizzate ai bisogni essenziali e ad attenuare le condizioni di disagio delle persone e delle famiglie attraverso la raccolta e la distribuzione di generi alimentari; prenotazione risorse.

In relazione quanto disposto dalla della L.R. 77/2012 (Legge finanziaria per l’anno 2013), che prevede il sostegno regionale ad iniziative di microcredito e ad azioni aventi analoghe finalità a favore delle famiglie e delle persone fisiche previste in progetti tesi a promuovere l’inclusione sociale e la lotta alla povertà presentati dai soggetti del terzo settore, viene disposto di mettere immediatamente a disposizione delle comunità locali toscane le i risorse economiche disponibili in base ad uno schema di accordo operativo, quale strumento proposto a sostegno delle relazioni tra i soggetti del terzo settore responsabili del progetto regionale di inclusione sociale e lotta alla povertà e i servizi delle Zone Distretto. L’ importo complessivo è di Euro 1.580.299,32.

DGR 18 maggio 2020, n. 621, Misure di contenimento degli effetti sociali causati dalla attuale emergenza epidemiologica.

VIOLENZA DI GENERE

STATO

Viene disposta, in considerazione delle esigenze straordinarie ed urgenti derivanti dalla diffusione del COVID-19 e delle norme di contenimento ad essa collegate, per l’anno 2020 l’ulteriore spesa di 3 milioni di euro in favore delle case rifugio pubbliche e private esistenti su tutto il territorio nazionale al fine di sostenere l’emersione del fenomeno della violenza domestica e di garantire un’adeguata protezione alle vittime.

(Art. 18, Legge 27/20)

Al fine di contenere i gravi effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, in particolare per quanto concerne le donne in condizione di maggiore vulnerabilità, nonché di favorire, attraverso l’indipendenza economica, percorsi di autonomia e di emancipazione delle donne vittime di violenza in condizione di povertà, il Fondo è incrementato di 3 milioni di euro per l’anno 2020.

(Art. 105 – bis Legge 77/20)

Sono state disposte altresì Misure per il sostegno delle vittime di discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere ed il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, a tal fine, è incrementato di 4 milioni di euro per l’anno 2020, allo scopo di finanziare politiche per la prevenzione e il contrasto della violenza per motivi collegati all’orientamento sessuale e all’identità di genere e per il sostegno delle vittime.

(Art. 105 – quater, Legge 77/20)

La regione Lazio, in relazione all’emergenza COVID, ha esteso il “Contributo di libertà”, fino al 31 dicembre 2020, anche ai Centri antiviolenza, alle Case Rifugio e alle Case di semi autonomia operanti sull’intero territorio regionale, non rientranti nella mappatura regionale, allo scopo evidente di far fronte all’attuale situazione di emergenza, con il fine di assicurare l’opportuno sostegno alle necessità delle donne e dei loro figli minori.

(Determinazione 14 aprile 2020, n. G04210, Emergenza da COVID-19. Integrazione e modifica alla Determinazione dirigenziale n. G03579 del 01 aprile 2019 “Contributo di libertà per le donne vittime di violenza).

OSSERVAZIONI CONCLUSIVE

Tenuto conto dell’ eccezionale gravità della situazione venutasi a creare a seguito dell’emergenza da COVID, oltre alle misure assolutamente prioritarie di carattere sanitario, che peraltro hanno richieste urgenti misure di risposta immediata, la ricaduta sulla realtà sociale d economica della pandemia è stata tale da dover richiedere analoga risposta nel complesso del sistema socio-assistenziale.

Dall’esame dei provvedimenti adottati dallo Stato, e del loro susseguirsi, si rileva una azione che è diretta alla promozione della sanità territoriale, prevedendo, nel più recente provvedimento, la configurazione del budget di salute, la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità, il potenziamento dei servizi e degli interventi rivolti alla persona, con investimenti specifici per le non autosufficienze, le disabilità, i servizi socio-educativi, il disagio abitativo e contributi per il terzo settore, come è indicato nelle specifiche aree di osservazione.

Il susseguirsi dei vari provvedimenti, a livello statale ed a livello regionale, si sono andati ad innestare sui sistemi di protezione sociale presenti, anche in base alla necessaria osservanza di diritti civili e sociali costituzionalmente sanciti.

La progressione degli atti mette in evidenza la assoluta necessità di un controllo costante sull’andamento della pandemia COVID, che determina, anche in relazione alle differenti realtà regionali, risposte differenziate.

Si ritiene peraltro che a fronte della situazione, così come è evoluta e per le prospettive, sia necessario il potenziamento di una cabina di regia a livello statale, con la accentuazione del ruolo della Conferenza Stato-Regioni e Conferenza Stato-Autonomie locali, onde giungere ad un disegno concertato di interventi, anche alla luce degli art. 117, 118 e 119 della Costituzione.

L’occasione dell’emergenza COVID, pertanto, mette in evidenza la necessità di potenziare la sanità pubblica, riprendendo il disegno della legge n. 833/78, che costruita sull’onda della politica delle riforme, degli ideali della “Repubblica delle Autonomie”, basata su un concetto adeguato di federalismo (che si basa anche sul principio della solidarietà e della giustizia sociale, sulla perequazione contributiva e distributiva a fronte delle specifiche diversità regionali, pur nel principio della indivisibilità e della unità del Paese) e richiede la ripresa del “Patto per la salute” su un suo rilancio basato sul riconoscimento e potenziamento del ruolo degli Enti locali, in grado, opportunamente orientati, di rappresentare i bisogni delle collettività locali, e di costruire la “democrazia di prossimità”, secondo antichi disegni che sembrano dimenticati.

In tale contesto la strategia di fondo deve essere di costruire il “WELFARE DI COMUNITÀ’, che parte dalla persona, con i suoi diritti ed i suoi doveri, e dalla organizzazione del lavoro sociale di comunità, proprio dell’intervento sociale, così come immaginato negli anni ’50 nelle sue migliori idealità, ricordando Adriano Olivetti, Talcott Parson, Guido Calogero, Maria Calogero, Aldo Capitini, in cui la base di riferimento deve essere il Distretto sociale , quale base di partenza per la definizione dei programmi e della pianificazione attuativa degli interventi secondo i principi ed i metodi del lavoro sociale di comunità, che è proprio dell’Assistente sociale di comunità, ovviamente adeguato preparato, deputato a dirigere l’Ufficio di Piano.

E’ a tale livello che vanno rilanciati i Comitati di concertazione, già previsti nella legge 328/2000, per la formulazione dei Piani sociali di Zona, e quindi riprendere tutto lo spirito innovativo e denso di prospettive della stessa legge quadro che non caso definisce non già il “servizio”, ma il “sistema degli interventi e dei servizi sociali” che di per sé stesso prefigura e postula l’attuazione del complesso dei servizi alla persona ed alla comunità, a cui concorrono tutte le forze pubbliche e sociali presenti sul territorio, da intendere quale “nuova frontiera”.

Di fronte a tali prospettive, pertanto, vanno potenziate le figure sociali di riferimento, quali le Assistenti Sociali e gli Assistenti Sociali, che rappresentano la testa, il cuore e gli arti degli interventi e dei servizi sociali, e quindi il personale di frontiera per la realizzazione degli interventi.

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