Che bella l’indignazione: un sentimento inclusivo, caldo, appagante. In più semplificante: di qui noi, di là loro. Che bella la Storia così, e a maggior ragione l’attualità: buoni, cattivi, traditori, eventualmente pentiti. Tutto ridotto a categorie abbastanza facili da essere predicate al bar o dal barbiere (o coiffeur, non facciamoci beccare per maschilismo…), e soprattutto abbastanza flessibili da essere evocate o taciute secondo opportunità.Notevole, a proposito, il trabocco d’indignazione nazionale per i parlamentari che hanno chiesto e percepito il bonus di 600 euro per le P.IVA danneggiate dal lock down.Come ha notato Natale Forlani l’INPS stesso ha detto che le indennità sono state “regolarmente” autorizzate, non si tratta quindi di illecito ma di illecita imbecillità di chi ha redatto il testo della normativa. E avere un apparato amministrativo talmente inetto e dannoso è un problema ben più grave che avere parlamentari approfittatori. Ma l’indignazione non lo colpisce, e cercheremo di vedere perchè.Guardiamo da vicino quest’onda fiammeggiante d’indignazione: i più solerti incitano a vedere anche quanti sindaci e assessori ne hanno approfittato. Nessuno che spieghi come le retribuzioni degli amministratori locali sono ben diverse da quelle dei parlamentari: un lavoratore a P.IVA che sia assessore di un medio comune percepisce poche centinaia di Euro, e se è stato danneggiato dal lock down ha tutti i diritti al bonus.Però, oibò, pochissima indignazione si rintraccia sul campo per quanto concerne, p. es., i Navigators, che non avendo lavorato un minuto da quando sono stati messi sotto contratto, e avendo comunque percepito la retribuzione completa, hanno avuto il bonus.Nè per i percettori di Reddito di Cittadinanza, che non percepiscono (per lo meno) il bonus ma per risarcirli sono esentati dal dover accettare un’eventuale offerta di lavoro.Ambigua l’indignazione nei confronti di autonomi e liberi professionisti. In effetti tra un notaio e un consulente a P. IVA c’è una bella differenza, ma l’argomento è troppo sottile e faticoso per il pubblico indignato..! (in genere ce la si piglia coi Notai per amore di semplificazione).Si potrebbe anche dire che il Governo (in alternativa all’ipotesi che abbia semplicemente fatto un provvedimento tecnicamente assurdo) abbia voluto consapevolmente distribuire soldi a tutti, come una volta si dava indiscriminatamente l’olio di fegato di merluzzo ai bambini come ricostituente.Ma accettare una simile ipotesi (che peraltro porterebbe a tutt’altro tipo di discussione, circa la validità dell’orientamento di politica economica del Governo) taglierebbe le gambe all’indignazione, privando il popolo di un diritto fondamentale!Vale la pena guardare da vicino questo popolo indignato, perchè magari nel calderone ribollente dell’indignazione si intravede qualcosa che consente di decifrarlo.La prima cosa che si nota è sorprendente: in questo popolo di indignati il 44% dei contribuenti (cioè di chi è chiamato a pagare le tasse) paga da 0 a 40 € di tasse al mese. Ossia sostanzialmente non paga le tasse. Saranno poveri..: infatti asseriscono di guadagnare 1.153 € (lordi) al mese o meno. Strano che poco meno della metà degli Italiani viva appena sopra o decisamente sotto la linea della povertà in un Paese in cui non si ha la sensazione della miseria dilaganteEppure i contribuenti sono 41.800.000, e di questi 10.600.000 hanno imposta pari a 0 o negativa: pagano una qualche imposta (comprese quelle tra 1 e 40 €) 30.600.000 contribuenti. Considerando che la popolazione è di 60,5 milioni, significa che il 50% della popolazione del Paese è mantenuta dall’altro 50%.Tuttavia le automobili circolanti sono 39.545.232, quasi una per abitante esclusi minorenni e over 80. Gli smartphone sono 49.000.000.Il 75% dei contribuenti è proprietario della propria abitazione, e un altro 10% è proprietario di immobili che non utilizza.Non sembrerebbe un panorama di miseria..!
Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
