L’INDIGNAZIONE: UN SENTIMENTO A GEOMETRIA VARIABILE, articolo di Claudio Negro, dati tratti da INPS, ISTAT e Report Annuale Itinerari Previdenziali, 17 ago 2020

Che bella l’indignazione: un sentimento inclusivo, caldo, appagante. In più semplificante: di qui noi, di là loro. Che bella la Storia così, e a maggior ragione l’attualità: buoni, cattivi, traditori, eventualmente pentiti. Tutto ridotto a categorie abbastanza facili da essere predicate al bar o dal barbiere (o coiffeur, non facciamoci beccare per maschilismo…), e soprattutto abbastanza flessibili da essere evocate o taciute secondo opportunità.Notevole, a proposito, il trabocco d’indignazione nazionale per i parlamentari che hanno chiesto e percepito il bonus di 600 euro per le P.IVA danneggiate dal lock down.Come ha notato Natale Forlani l’INPS stesso ha detto che le indennità sono state “regolarmente” autorizzate, non si tratta quindi di illecito ma di illecita imbecillità di chi ha redatto il testo della normativa. E avere un apparato amministrativo talmente inetto e dannoso è un problema ben più grave che avere parlamentari approfittatori. Ma l’indignazione non lo colpisce, e cercheremo di vedere perchè.Guardiamo da vicino quest’onda fiammeggiante d’indignazione: i più solerti incitano a vedere anche quanti sindaci e assessori ne hanno approfittato. Nessuno che spieghi come le retribuzioni degli amministratori locali sono ben diverse da quelle dei parlamentari: un lavoratore a P.IVA che sia assessore di un medio comune percepisce poche centinaia di Euro, e se è stato danneggiato dal lock down ha tutti i diritti al bonus.Però, oibò, pochissima indignazione si rintraccia sul campo per quanto concerne, p. es., i Navigators, che non avendo lavorato un minuto da quando sono stati messi sotto contratto, e avendo comunque percepito la retribuzione completa, hanno avuto il bonus.Nè per i percettori di Reddito di Cittadinanza, che non percepiscono (per lo meno) il bonus ma per risarcirli sono esentati dal dover accettare un’eventuale offerta di lavoro.Ambigua l’indignazione nei confronti di autonomi e liberi professionisti. In effetti tra un notaio e un consulente a P. IVA c’è una bella differenza, ma l’argomento è troppo sottile e faticoso per il pubblico indignato..! (in genere ce la si piglia coi Notai per amore di semplificazione).Si potrebbe anche dire che il Governo (in alternativa all’ipotesi che abbia semplicemente fatto un provvedimento tecnicamente assurdo) abbia voluto consapevolmente distribuire soldi a tutti, come una volta si dava indiscriminatamente l’olio di fegato di merluzzo ai bambini come ricostituente.Ma accettare una simile ipotesi (che peraltro porterebbe a tutt’altro tipo di discussione, circa la validità dell’orientamento di politica economica del Governo) taglierebbe le gambe all’indignazione, privando il popolo di un diritto fondamentale!Vale la pena guardare da vicino questo popolo indignato, perchè magari nel calderone ribollente dell’indignazione si intravede qualcosa che consente di decifrarlo.La prima cosa che si nota è sorprendente: in questo popolo di indignati il 44% dei contribuenti (cioè di chi è chiamato a pagare le tasse) paga da 0 a 40 € di tasse al mese. Ossia sostanzialmente non paga le tasse. Saranno poveri..: infatti asseriscono di guadagnare 1.153 € (lordi) al mese o meno. Strano che poco meno della metà degli Italiani viva appena sopra o decisamente sotto la linea della povertà in un Paese in cui non si ha la sensazione della miseria dilaganteEppure i contribuenti sono 41.800.000, e di questi 10.600.000 hanno imposta pari a 0 o negativa: pagano una qualche imposta (comprese quelle tra 1 e 40 €) 30.600.000 contribuenti. Considerando che la popolazione è di 60,5 milioni, significa che il 50% della popolazione del Paese è mantenuta dall’altro 50%.Tuttavia le automobili circolanti sono 39.545.232, quasi una per abitante esclusi minorenni e over 80. Gli smartphone sono 49.000.000.Il 75% dei contribuenti è proprietario della propria abitazione, e un altro 10% è proprietario di immobili che non utilizza.Non sembrerebbe un panorama di miseria..!

Se però proviamo a frugare tra i miseri vediamo per esempio che le pensioni di invalidità civile sono poco meno di 1 milione, per circa 3.300 € all’anno. L’ammontare non è granchè, ma è curiosa una così alta incidenza di invalidità civili: circa il 2% della popolazione esclusi i bambini. (non stiamo parlando, attenzione, dell’invalidità sul lavoro).2.161.000 sono le indennità di accompagnamento, per 5.900 € all’anno medi.Le pensioni sociali, pagate a chi non ha mai versato contributi, sono 818.000, per 5.700 € all’anno.Le integrazioni al minimo, cioè l’integrazione da parte dello Stato delle pensioni che, per insufficienza di contributi versati, non raggiungono il minimo di legge, sono 2.900.000, per una media di 2.700 € annui.I 100 € mensili di (così definita) riduzione del cuneo fiscale andranno per la gran maggioranza a quel 44% di redditi che versa da 0 a 40€/mese di imposta.Siamo, cosa più cosa meno, a 7.800.000 cittadini (circa il 49% dei pensionati) che beneficiano di assistenza totale o parziale alla propria pensione e altri 19 mln che beneficiano di sgravi fiscali selettivi. Di questi 27.000.000 moltissimi saranno le stesse persone, che cumulano più benefici. Cui occorre aggiungere una pletora di altre provvidenze/assistenze legate al reddito in materia di istruzione, sanità, esenzioni da tributi, tutte ovviamente (e giustamente) esenti da imposte. A partire, naturalmente, dal Reddito di Cittadinanza, attualmente percepito da 1,4 milioni di nuclei familiari pari a 2,9 milioni di persone, di cui 750.000 minori e 240.000 invalidi, e quindi da circa 1.900.000 persone.Quindi, concludendo, il 50% della popolazione non ha reddito; tra coloro che ce l’hanno il 44% l’ha talmente basso da non pagare imposte o pagare cifre irrisorie; il 49% dei pensionati ha bisogno di essere totalmente o parzialmente assistito perchè in tutta la vita non riuscito a versare almeno 15 anni di contributi. Il 38% della popolazione (dati pre-covid, che non aggiorno perchè sarebbero statisticamente inattendibili) lavora, il 26% è pensionato, ma nel 49% dei casi grazie a trattamenti assistenziali; il 17,8% è minorenne o comunque (almeno teoricamente) impegnato nel percorso di formazione-istruzione; ben 14.000.000 sono i cittadini che, senza essere studenti o pensionati, non lavorano e non cercano lavoro.Cifre che fanno a pugni con quello che vediamo nella realtà dei consumi, degli stili di vita, della disponibilità di beni di consumo durevoli, di capacità di risparmio. Se prendessimo per buoni i dati fiscali, previdenziali, assistenziali, occupazionali e li incrociassimo dovremmo scoprire di essere messi poco meglio dei paesi africani o latino americani.Come interpretare questa clamorosa contraddizione? Io direi con la conclamata abilità nazionale nel nascondere, simulare e dissimulare, commiserarsi, supplicare e pretendere. Che deriva poi dalla diffusissima (probabilmente maggioritaria) nozione dello Stato non come cosa comune, ma come soggetto alieno, tendenzialmente ostile: il Feudatario da temere, da cui comprarsi la benevolenza, e da imbrogliare se possibile. Senza neanche temerne troppo la reazione, perchè (qui sta il buono della democrazia..?) il potere del feudatario non è più assoluto, ma mediato da un ceto burocratico capriccioso, ma in fondo approcciabile perchè “sono dei nostri”.Ma qualcuno si indigna per questo? No, perchè l’indignazione è arma che il popolo riserva contro gli altri: i ricchi, i sciuri. Per cui all’apice delle maledizioni ci sono i redditi di chi le tasse le paga, le “pensioni d’oro”, la casta, gli “imprenditori”: ogni santo anno i giornali danno conto di come gli imprenditori denuncino redditi inferiori ai dipendenti, trascurando (se non dove va a finire l’indignazione?) di precisare che quegli imprenditori sono società di persone, senza dipendenti, senza Cassa Integrazione, senza NASPI…Vuoi mettere la facilità e la gioia di indignarsi tutti insieme perchè tre lazzaroni si sono presi un bonus legittimo ma eticamente vergognoso piuttosto che indignarsi per i milioni di cittadini che hanno preso e continuano a prendere analoghe provvidenze a carico di chi le tasse le paga? No! Così dove va a finire il NOI e il LORO?Con la differenza che i 600 € dei patetici furbetti, che in Parlamento non avrebbero mai neanche dovuto entrare per manifesta inadeguatezza, fanno figura di merda, mentre tutto il resto che abbiamo visto sopra fa fallimento dello Stato e necrosi del Paese. Io mi indigno di più per questa seconda

dati sono tratti da INPS, ISTAT e Report Annuale Itinerari Previdenziali)

 

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