Rinascita è stata molto più di un semplice settimanale: è stata la “cassaforte” intellettuale del Partito Comunista Italiano (PCI). Fondata da Palmiro Togliatti nel giugno del 1944 a Salerno, ha accompagnato la storia della sinistra italiana per quasi cinquant’anni.
Ecco i punti chiave per inquadrare questa storica testata:
1. La fondazione e l’era Togliatti (1944-1962)
Nata come rivista mensile con il titolo La Rinascita, aveva l’obiettivo di “rinascere” dopo il ventennio fascista. Togliatti la concepì come uno strumento di alta elaborazione culturale e politica. Non era un giornale di massa, ma una bussola per quadri e intellettuali, dove apparvero per la prima volta le Lettere dal carcere di Antonio Gramsci.
2. La trasformazione in settimanale (1962-1989)
Nel 1962 la rivista passò alla periodicità settimanale, diventando più agile e aperta al dibattito di attualità. In questo periodo, Rinascita divenne il luogo del confronto (spesso acceso) tra le diverse correnti del PCI (come quella di Ingrao e di Amendola) e tra il partito e il mondo della cultura non marxista.
3. La crisi e le chiusure
Con la crisi del PCI e la svolta della Bolognina, la rivista subì i contraccolpi del cambiamento:
- 1991: La testata storica chiude le pubblicazioni dopo il passaggio dal PCI al PDS.
- 1999: Rinasce come La Rinascita della sinistra, settimanale legato al PdCI (Partito dei Comunisti Italiani), ma cessa definitivamente le attività nel 2010 a causa di gravi difficoltà finanziarie.
4. Il ritorno nel 2025
Una notizia interessante riguarda il suo recentissimo rilancio: nel novembre 2025, Goffredo Bettini ha rilevato lo storico marchio per farne una nuova versione online e un trimestrale cartaceo di approfondimento, cercando di recuperare quella funzione di “laboratorio di idee” che aveva in origine.
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