Esce la prima Antologia del lavoro sociale, educativo, di cura, dal titolo «Resistenti, attivisti, sognatori». Una raccolta in due volumi, 50 sezioni tematiche, 250 parole chiave, oltre 1.000 brani selezionati da articoli di Animazione Sociale n. 385 e 386

Esce la prima Antologia del lavoro sociale, educativo, di cura, dal titolo «Resistenti, attivisti, sognatori».

Una raccolta in due volumi, 50 sezioni tematiche, 250 parole chiave, oltre 1.000 brani selezionati da articoli di Animazione Sociale usciti in questi anni e da autrici e autori di riferimento della rivista.


Un’opera per dare respiro al pensiero, per condividere un orizzonte, per non sentirsi soli ma con altri in cammino verso un’altra idea di mondo.
Pagine dove tornare quando si ha bisogno di ricordare perché si fa questo lavoro. Per continuare a resistere, sognare, sentire che malgrado tutto cambiare si può.

>> Antologia, prima parte – nr. 385/2026
>> Antologia, seconda parte – nr. 386/2026

Il nr. 385/2026 è un numero speciale, che insieme al nr. 386  (scoprilo qui >>, i due numeri escono insieme) compone una inedita antologia del lavoro sociale, educativo, di cura. Perché questa scelta editoriale? Perché sentiamo bruciare sotto pelle una urgenza etica, culturale e politica (politica nel senso di preoccupazione per le sorti della polis, lo spazio pubblico che abitiamo come cittadine e cittadini).

Stiamo precipitando con accelerazione crescente in un’epoca spaventosa, ma che ancora non vede una adeguata reazione civile. Le grandi costruzioni del ’900, figlie del diritto internazionale e del progetto della Costituzione, sono sotto attacco. Vale la legge del più forte. Avanza una incultura politica spalleggiata da tecnoimperatori (di cui Trump è il punto d’arrivo), che vuole superare l’orizzonte democratico per portarci in un mondo costruito sulla forza e la sottomissione, la gerarchia e il comando, del tutto indifferente all’ecologia e alla giustizia in nome del profitto di pochi.

Non è il mondo che vogliamo. Non è il mondo per cui ogni mattina ci alziamo. Non è il mondo in cui vogliamo invecchiare e in cui vogliamo che vivano i nostri figli e le nostre figlie. Vogliamo che si continui a parlare il lessico della democrazia, dei diritti e della pace. Vogliamo tenere viva l’eredità di quello che le generazioni che ci hanno preceduto hanno costruito. Il welfare, il terzo settore, il volontariato, l’impegno civile, sociale e politico. Vogliamo fermare l’emorragia di senso e di umanità, vogliamo dire a chi ci governa, a chi vive accanto a noi e vota, ma forse in primis a noi stessi che un futuro diverso è possibile. Si può fare. Vogliamo tutt’altro insomma.

Ci servono parole per dare voce
a un’altra idea di mondo. Di qui
l’idea di questa antologia.

Ma servono parole. Parole che alimentino ragionamenti, aprano orizzonti, sostengano progettualità. Di qui l’idea di quest’antologia, che alcune di queste parole prova a mettere insieme. Una antologia che non nasce da una biblioteca, ma dal campo: dalle pratiche quotidiane di chi ogni giorno entra nelle case della fragilità, percorre i quartieri, incontra persone che portano il peso di esistenze difficili. Ma che nasce anche da chi studia, teorizza, scrive e ha la lucidità di dare parola a ciò che spesso chi è sul campo vive senza riuscire a nominarlo.

Il criterio di selezione è semplice: ogni voce raccolta qui dice qualcosa di essenziale sul lavoro sociale, educativo, di cura. Qualcosa che non va perduto, ma custodito perché generativo di futuro buono. Leggere questa antologia non richiede di andare in ordine. Si può aprirla a caso, cercare una voce, fermarsi su una frase. è un testo da tenere sul tavolo di lavoro, non da riporre su uno scaffale. Tutti i brani sono tratti dagli ultimi 10 anni di Animazione Sociale e dagli autori e dalle autrici di riferimento della rivista. 


Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

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