La strage di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier in Belgio, è una delle più gravi tragedie del lavoro in Europa: morirono 262 minatori, di cui 136 italiani. en.wikipedia
Cosa accadde quel giorno
Alle 8:10 dell’8 agosto 1956, nella miniera di Bois du Cazier a Marcinelle (presso Charleroi, in Vallonia), si sviluppò un incendio nel condotto principale di entrata dell’aria. Le indagini indicarono che la causa fu un errore di manovra del montacarichi: i vagoncini di carbone non erano stati caricati correttamente e, durante la salita, urtarono tranciando cavi dell’alta tensione e tubazioni dell’olio ad alta pressione; la scintilla innescò la combustione dell’olio e il fuoco si propagò rapidamente nel pozzo. Il fumo e i gas tossici riempirono i tunnel sotterranei, intrappolando i lavoratori: su 275 presenti, solo una decina sopravvisse. en.wikipedia
Le vittime e la dimensione italiana
Dei 262 morti, 136 erano immigrati italiani, la nazionalità più colpita; complessivamente furono rappresentate 12 nazionalità, mentre solo 96 vittime erano belghe. La tragedia divenne subito simbolo delle condizioni durissime dei “braccianti” italiani emigrati in Belgio nell’ambito dell’accordo “braccia contro carbone”, che scambiava manodopera italiana con forniture di carbone. en.wikipedia
Conseguenze e memoria
Il disastro accelerò il dibattito sulla sicurezza nelle miniere e sui diritti dei lavoratori migranti, contribuendo a rendere Marcinelle un luogo-simbolo della memoria dell’emigrazione italiana in Europa. In occasione del 70° anniversario (2026), istituzioni europee e associazioni hanno richiamato la necessità di una giornata dedicata alle vittime sul lavoro, citando proprio Marcinelle come monito. tgcom24.mediaset
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