Peppe Dell’Acqua, Marco Cavallo e io. Il cavallo che libera tutti, Meltemi, 2026 è un libro di memoria e riflessione sulla storia di Marco Cavallo, il grande cavallo azzurro costruito nel 1973 nell’ex ospedale psichiatrico di Trieste e diventato un simbolo internazionale della lotta antiasilare e dei diritti delle persone con disagio psichico.[libreriauniversitaria][libraccio][it.wikipedia]
Scheda editoriale
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Autore | Peppe Dell’Acqua [libreriauniversitaria][libraccio] |
| Titolo | Marco Cavallo e io. Il cavallo che libera tutti [libreriauniversitaria][libraccio] |
| Editore | Meltemi [libreriauniversitaria][libraccio] |
| Anno | 2026 [libreriauniversitaria][libraccio] |
| Prezzo indicato | 20,00 euro [libreriauniversitaria][mondadoristore] |
| EAN | 9791256155736 [libraccio] |
Il senso del libro
Il volume si presenta come un racconto autobiografico e politico: Dell’Acqua, che nel 1973 partecipò al laboratorio da cui nacque Marco Cavallo insieme a Giuliano Scabia e Vittorio Basaglia, ripercorre l’origine e il significato di quell’esperienza. Marco Cavallo non fu soltanto una scultura o un oggetto teatrale: fu un dispositivo di liberazione simbolica, capace di attraversare i muri del manicomio e di mettere in relazione le persone ricoverate con la città e con il mondo esterno.[it.wikipedia][meltemieditore][meltemieditore]
Il titolo — Il cavallo che libera tutti — richiama il valore collettivo della vicenda: la trasformazione non riguarda soltanto i pazienti, ma anche operatori, artisti, cittadini e istituzioni coinvolte nella critica alla logica dell’internamento.[meltemieditore][meltemieditore]
Peppe Dell’Acqua
Giuseppe “Peppe” Dell’Acqua è psichiatra e una delle figure più note della psichiatria democratica italiana. È stato tra i protagonisti dell’esperienza triestina legata a Franco Basaglia e dal 2011 dirige per Meltemi la collana 180 – Archivio critico della salute mentale.[it.wikipedia]
- la memoria dell’antipsichiatria e della Legge 180;
- il rapporto tra arte, cura e trasformazione istituzionale;
- Marco Cavallo come simbolo di cittadinanza e diritti;
- la continuità tra l’esperienza di Trieste e le attuali politiche della salute mentale.
Il libro è una biografia dialogica e simbolica di Marco Cavallo, il grande cavallo azzurro di cartapesta nato nel 1973 nel manicomio di Trieste. Dell’Acqua lo fa parlare come un compagno di viaggio per raccontare, in forma personale, la propria vita di psichiatra e la “rivoluzione gentile” avviata con Franco Basaglia.[meltemieditore][libreriauniversitaria]
Il nucleo narrativo
Marco Cavallo non è trattato soltanto come un reperto storico, ma come una voce narrante: “si scrive, si parla e bisticcia” con Peppe Dell’Acqua, accompagnandolo nei luoghi in cui si ripete la logica della reclusione, della sopraffazione e dello scarto. Attraverso questo dialogo immaginario, il libro ricostruisce sia la vicenda del cavallo sia il percorso biografico e politico dell’autore.[meltemieditore]
Il punto di partenza è l’esperienza triestina: il cavallo fu creato nel 1973 con Giuliano Scabia e Vittorio Basaglia, nell’ospedale psichiatrico di San Giovanni diretto da Franco Basaglia, e divenne il simbolo della possibilità di far uscire i pazienti dalla segregazione e di riconoscere la loro dignità.[meltemieditore][meltemieditore]
Cosa racconta concretamente
- La storia di Marco Cavallo: dalla sua nascita come cavallo di cartapesta dentro il manicomio fino alla trasformazione in icona della lotta contro l’internamento psichiatrico.[meltemieditore][meltemieditore]
- La memoria dell’esperienza basagliana: il cambiamento delle pratiche di cura, il superamento del manicomio e la nascita della Legge 180 come esito di una battaglia culturale e politica.[meltemieditore][meltemieditore]
- L’autobiografia di Dell’Acqua: il suo incontro con Basaglia nel 1971, gli anni triestini, la direzione del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste e il suo impegno per i diritti delle persone con disagio mentale.[meltemieditore]
- I viaggi successivi di Marco Cavallo: il libro segue il cavallo nei luoghi contemporanei di emarginazione, in particolare negli ospedali psichiatrici giudiziari e nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio.[meltemieditore]
- Una riflessione attuale sulla “cultura dello scarto”: il cavallo diventa alfiere della campagna #180benecomune, “l’arte di restare umani”, collegando la memoria della riforma psichiatrica alle ingiustizie del presente.[meltemieditore]
Il tono del libro
Non è un saggio accademico né una cronaca istituzionale: è un testo ibrido tra memoir, storia orale, teatro e pamphlet civile. La voce di Marco Cavallo permette all’autore di raccontare con libertà affettiva e ironia un’esperienza collettiva, senza ridurla a semplice celebrazione del passato.[meltemieditore]
L’episodio presentato come più doloroso è il viaggio negli ospedali psichiatrici giudiziari, dove la logica della detenzione è rimasta più resistente; quello di cui il cavallo — e con lui l’autore — va più fiero è l’incontro con papa Francesco e l’invito a denunciare ovunque la cultura dello scarto.[meltemieditore][libreriauniversitaria]
Perché è rilevante oggi
Il libro collega il 1973 al presente: non celebra soltanto la chiusura dei manicomi, ma chiede se la comunità abbia davvero saputo costruire luoghi di cura, accoglienza e cittadinanza al loro posto. Per un blog di politica sociale come mappeser.com, è soprattutto un testo sulla dignità delle persone fragili, sulla memoria delle istituzioni totali e sulla necessità di mantenere viva l’eredità antistituzionale della salute mentale.[meltemieditore][libreriauniversitaria]
Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
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