L’11 maggio 2016 la Camera dei deputati approvò in via definitiva la Legge Cirinnà (Legge 20 maggio 2016, n. 76), introducendo in Italia le unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplinando le convivenze di fatto. Il Post
Cosa accadde l’11 maggio 2016
In quella data, dopo un lungo e complesso percorso parlamentare, la Camera votò il testo già approvato dal Senato il 25 febbraio 2016. Il provvedimento ottenne 372 voti favorevoli, 51 contrari e 99 astensioni, segnando una svolta storica per i diritti civili in Italia. Il Post
Pochi giorni dopo:
- 20 maggio 2016 → promulgazione da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Post
- 5 giugno 2016 → entrata in vigore della legge. Normattiva
Cosa prevedeva la Legge Cirinnà
La legge istituì l’unione civile tra persone dello stesso sesso come specifica formazione sociale ai sensi degli articoli 2 e 3 della Costituzione. Prevedeva:
- diritti simili al matrimonio civile (assistenza reciproca, reversibilità, eredità);
- obblighi di sostegno morale e materiale;
- registrazione presso l’ufficiale di stato civile;
- disciplina delle convivenze di fatto. Normattiva
Restavano però esclusi:
- adozione congiunta;
- riconoscimento automatico della genitorialità del partner (stepchild adoption rimessa ai tribunali). ANSA
Perché fu un momento storico
Secondo la senatrice Monica Cirinnà, prima firmataria, l’approvazione fu “la risposta a migliaia di persone che erano invisibili per la politica e per il Parlamento”. ANSA
Il governo Renzi pose la fiducia sul testo, evento senza precedenti per una legge sui diritti civili. Sky TG24
Impatto nei dieci anni successivi
Dal 2016 al 2026:
- quasi 22.000 unioni civili celebrate in Italia;
- oltre 30.000 includendo le trascrizioni dall’estero. Gayburg
Le unioni civili sono diventate parte stabile del tessuto sociale italiano, pur restando aperto il dibattito sul matrimonio egualitario. Virgilio
Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
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