Il decalogo di Jacques Attali per salvare l’Italia | Pagina 2

….

«approntare bilanci pubblici e sociali tali da individuare un surplus sufficiente a riportare in alcuni anni il debito pubblico a livelli tollerabili», «continuare la lotta contro la frode e l`evasione fiscale» e fare tutto ciò «prima delle prossime grandi scadenze elettorali, cioè nei prossimi tre anni». Per ridurre la spesa pubblica senza limitare le garanzie sociali fondamentali, è necessario «proseguire la riforma dello Stato iniziata dieci anni fa». Tra i punti principali di tale riforma, «la caccia sistematica agli sprechi o alle doppie occupazioni nelle amministrazioni militari, civili e sociali; la riduzione massiccia delle sovvenzioni all`agricoltura e alle industrie non più produttive; la diffusione delle tecnologie relative all `«ubiquità nomade» nei servizi pubblici». A tutto ciò, si aggiunge l’aumento di determinate imposte. «Occorrerà certamente aumentare significativamente l`IVA e creare una o due aliquote supplementari alle cinque attuali dell`IRPEF, piuttosto che pensare di ridurre quest`ultima soltanto a due aliquote», spiega Attali. Infine, sarà «necessario tener conto della speranza di vita nel calcolo dei contributi e delle pensioni, anche per i lavoratori del settore pubblico».

Vai alla intera scheda: LA REPUBBLICA/ Il decalogo di Jacques Attali per salvare l’Italia | Pagina 2.


Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

3 commenti

  1. Bella teoria!Cui segue annuncio ” Cercasi partito, coalizione, minestrone, assemblamento, corrente, in grado di conciliare il decalogo Attali con il consenso popolare, ovvero dei propri votanti”. Si garantisce retribuzione superiore ai livelli di mercato, fringe benefits, casa per abitazione e casa di riposo.
    Anche Mosè tornò dal Sinai con le tavole delle leggi, aveva un seguito amplissimo, uno Sponsor potentissimo, una storia di successi alle spalle eppure i suoi seguaci continuarono imperterriti a fare i fatti loro. All’Italico popolo manca uno Sponsor, un Mosè, la fiducia, una missione, un credo e una forte identità Nazionale. Attali vive in un paese confinante capace di sopportare giorni di sciopero di tutto pur di riformare le pensioni. Qui, nello stivale cosa succederebbe? Sarà Montezemolo il novello Mosè? Ci farà attraversare le acque?. Siamo già al si salvi chi può. Non avrei mai immaginato un Fascista voltagabbana ed un Comunista senza arte nè parte accordarsi per governare. Cosa si fà per il potere (proprio e dei propri giannizzeri). Torno in balcone per curare i miei pomodori. Crescono anche a Milano in inverno, purchè ben protetti. Caro Paolo, l’ennesima conferma del teorema dell’impossibilità di Arrow.
    Buoni giorni e buone notti.
    Emilio

    "Mi piace"

  2. caro emilio
    diffido abbastanza dai futurologi.
    in genere non ne hanno mai azzeccata una. Attali però ha qualche pregio che gli riconosco: un occhio dalle vedute ampie
    sulla nostra situazione mi verrebbe solo da piangere, oggi che a Milano il Pd ha dimostrato ancora una volta la sua inutilità politica sulla scena pubblica
    un gesto di democrazia come sono le primarie diventa un boomerang. eppure la puglia aveva già insegnato cosa succede quando i militanti votano.
    il comune di Milano resterà saldamente in mano a Moratti ed alla Lega. Slo Albertini potrebbe cambiare l’esito
    comunque: “chi è causa del suo mal pianga se stesso” ….
    diversamente da te penso che Fini stia veramente innovando il ciclo politico partito nel 1994.
    grazie per il commento
    e buoni giorni
    Paolo Ferrario

    "Mi piace"

Lascia un Commento se vuoi contribuire al contenuto della informazione