Il presidente del Brasile, il comunista Luiz Inácio da Silva detto Lula, libera l’assassino e criminale Cesare Battisti. Ingiustizia è fatta

Apprendo con disgusto e orrore (anche se non sono stupito sul piano del pensiero, conoscendo la pasta di cui è fatta questa cultura politica)  che il presidente del Brasile, il  comunista Luiz Inácio da Silva detto Lula,  ha – sostanzialmente – liberato dalla giusta pena alla quale era stato condannato  Cesare Battisti, un criminale e assassino,  autore diretto o in concorso dell’omicidio di quattro persone, colpevoli solo di essere state vive.

Il comportamento di questo ormai destituito presidente è stato talmente codardo da prendere la sua malevola decisione poche ore prima della presidentessa ora in carica, che si era dichiarata favorevole alla concessione della estradizione in Italia.

I partiti di sinistra presenti in parlamento balbettano (cosa hanno fatto quando con tracotanza Battisti stava in Francia e frequentava i salotti della sinistra chic?) e gli “stilisti del comunismo” del Manifesto esultano, assieme ai demenziali blog della sinistra massimalista (innominati per mio assoluto disprezzo), che blaterano di “persecuzione”. Il partito della “rifondazione comunista” (come se non fosse bastata nel secolo breve la fondazione) ha dichiarato: “crediamo che l’Italia , il suo governo, così come tutte le sue forze politiche debbano rispettare la decisione del presidente Lula” (Paolo Ferrero, in la Provincia di Como, 31 dicembre).

Il paralizzato Alberto Torreggiani riceve l’ennesima ferita.

E Cesare Battisti sghignazzerà con la sua fetente faccia da galera

Qui sotto i fatti giudiziari raccontati dal Pubblico Ministero Armando Spataro.

Paolo Ferrario

Sono stato il pubblico ministero italiano che, insieme ad altri magistrati, ha diretto le indagini che portarono alle condanne di Cesare Battisti. Dunque, pur con il dovuto rispetto per la decisione del Ministro Tarso Genro, spero di poter offrire alla pubblica opinione brasiliana un contributo di verità per colmare i vuoti d’ informazione su cui quella decisione si fonda. E’ difficile per gli italiani, infatti, comprendere come ad un tale assassino puro possa essere stato concesso asilo politico E’ opportuno partire dai fatti per smentire argomenti spesso usati da Battisti e dai suoi «amici».

1) Battisti non è un estremista perseguitato in Italia per le sue idee politiche, ma un criminale comune che commetteva rapine per motivi di lucro personale e che si è politicizzato in carcere. E’ poi entrato in una organizzazione terroristica che ha commesso ferimenti ed omicidi. Battisti venne arrestato nel giugno 1979, insieme ad alcuni complici, in una base terroristica di Milano, dove vennero sequestrati mitra, pistole, fucili e documenti falsi: dunque, non era certo un dissidente politico!

2) Battisti è stato condannato all’ ergastolo per molti gravi reati, tra cui anche quattro omicidi: in due di essi (omicidio del maresciallo Antonio Santoro, Udine, 6 giugno 1978; omicidio del poliziotto Andrea Campagna, Milano 19 aprile 1979), egli sparò materialmente alle vittime; in un terzo (Lino Sabbadin, macellaio, ucciso a Mestre il 16 febbraio 1979) svolse il ruolo di «palo» in aiuto dei killer; per il quarto (Pierluigi Torregiani, Milano 16 febbraio 1979) partecipò alla decisione ed organizzazione del fatto. Vorrei chiedere al Ministro brasiliano quali motivazioni politiche egli vede negli omicidi di un gioielliere e di un macellaio, «giustiziati» per ritorsione (avendo reagito con le armi a rapine che essi avevano subito) o in quelli di poliziotti che facevano il loro dovere.

3) Non è vero che Battisti sia stato condannato solo per le accuse del pentito Pietro Mutti, né è vero che costui fosse inattendibile. Affermare ciò significa offendere la serietà della giustizia italiana. Le confessioni di Mutti, infatti, sono state convalidate da molte testimonianze e dalle successive collaborazioni di altri ex terroristi. La verità, dunque, sta scritta nelle sentenze, che sono a disposizione di chiunque abbia la pazienza di leggerle e che pesano come macigni.

4) Non è vero che a Battisti sia stata negata la possibilità di difendersi in quanto assente durante i processi. In realtà fu Battisti a sottrarsi alla giustizia evadendo nel 1981 dal carcere dove era detenuto. Non a caso nel 2006, la Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo di Strasburgo ha respinto il ricorso di Battisti contro la concessione dell’ estradizione da parte della Francia, giudicandolo per questa ragione «manifestamente infondato» ed affermando che comunque, in tutti i processi, egli era stato sempre assistito dai suoi avvocati di fiducia. Forse che anche la Corte di Strasburgo perseguita Battisti?

5) E’ falso che l’ Italia ed il suo sistema giudiziario non siano stati in grado di garantire la tutela dei diritti a persone accusate di terrorismo nei cosiddetti «anni di piombo». E’ un’ affermazione che ci ferisce. Sono tanti i magistrati, gli avvocati, gli uomini delle istituzioni, i poliziotti che sono stati vilmente uccisi, da persone come Battisti, solo perché applicavano la legge. L’ Italia non ha conosciuto Tribunali speciali o militari, né derive antidemocratiche nella lotta al terrorismo. Lo ricordò in quegli anni anche il nostro presidente della Repubblica, Sandro Pertini, affermando che l’ Italia poteva vantare di avere fermato il terrorismo nelle aule di giustizia anziché «negli stadi», alludendo a metodi illegali che non conosciamo e che anche oggi contrastiamo.

Non credo che l’ asilo politico sia stato pensato dai padri fondatori delle nostre democrazie per garantire impunità a persone come Battisti, che fu uno degli assassini più spietati e determinati che il terrorismo italiano abbia mai conosciuto e che mai si è dissociato dall’ uso delle armi. Mi auguro rispettosamente, dunque, che le competenti Autorità brasiliane abbiano la possibilità di ritornare sulle proprie decisioni. Non perché la giustizia equivalga a vendetta, ma perché essa è il luogo di affermazione delle regole dello Stato di diritto: e chi le viola, tanto più se uccide il prossimo, deve pagare. Altrimenti le democrazie smentiscono se stesse.

Spataro Armando

Procuratore della Repubblica di Milano, Coordinatore del Dipartimento antiterrorismo

(23 gennaio 2009) – Corriere della Sera

da: Il caso Battisti uccide il diritto

CRONOLOGIA DELLE VICENDE DEL CRIMINALE BATTISTI:

  • Cesare Battisti resterà in carcere fino al prossimo mese. Il presidente del Supremo tribunale federale, Cezar Peluso, infatti, ha respinto la richiesta di libertà immediata, presentata dai suoi legali. Come annunciato, Peluso ha rimandato il relativo dossier al relatore del caso, Gilmar Mendes, che, a causa delle ferie riprenderà, il lavoro a febbraio. Il giudice ha spiegato che gli avvocati di Battisti non hanno fornito alcun nuovo elemento per sostenere che l’ex terrorista sarebbe perseguitato se fosse estradato in Italia. I giuristi brasiliani, intanto sono certi che se l’Italia dovesse ricorrere alla Corte dell’Aia, vincerebbe e otterrebbe indietro Cesare Battisti. Di più: il Brasile sarebbe invece condannato per la violazione del Trattato di estradizione in vigore tra i due Paesi (CORRIERE DELLA SERA 7 /1/2011)
nel caso qualche lettore passasse di qui suggerisco 
la lettura di:
Giuliano Turone, IL CASO BATTISTI, 
Garzanti editore, 2011, pag. 177


9 commenti

  1. qualche sprovveduto di cultura storica si è offeso per il tono denigratorio con cui ho aggiunto l’epiteto “comunista” all’ormai decaduto presidente del Brasile Luiz Inácio da Silva detto Lula.
    Intendo per “comunismo” (e di conseguenza l’aggettivo “comunista”) quell’insieme di dottrine e pratiche politiche del Novecento che includono la lotta violenta per il potere e che hanno dato vita alle dittature sociali più longeve del secolo breve e che permangono come dittature familistiche a Cuba (famiglia Castro) e in forma capitalistica nella Cina post-maoista.
    questi regimi sono stati sconfitti dalle democrazie anglo-americane dopo la seconda guerra mondiale e rimangono come residuato di pensiero negli “stilisti” del comunismo che leggono il manifesto ed in quelli che si sono divertiti a far cadere i governi Prodi
    Questi residuati del novecento possono ancora fare molto male, come insegna il caso battisti
    questo dovevo all’incauto e verbalmente violento lettore di cui ho definitivamente cestinato il messaggio nel quale considera di fatto un eroe perseguitato quel volgare assassino di cui si parla ancora questi giorni
    paolo ferrario
    1 gennaio 2011

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  2. la persona continua con i suoi pensierini.
    è permaloso, persistente e vendicativo, come tutti quelli del suo genere politico (infatti questo post è del gennaio 2011 e lui ritorna. Ne frattempo Cesare Battisti se la spassa come farebbe Berlusconi sulle spiagge brasiliane).
    lascio la parola a Dante Alighieri:
    Fama di loro il mondo esser non lassa;
    misericordia e giustizia li sdegna:
    non ragioniam di lor, ma guarda e passa

    Da: Divina Commedia, Inferno, Canto III, 51

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