Legge stabilità – Anci Lombardia spiega ai cittadini la ripercussioni sui Comuni

“I nodi sul futuro dei servizi comunali ai cittadini vengono al pettine – commenta il presidente di Anci Lombardia Attilio Fontana – La Legge di stabilità comporta un taglio drastico ai trasferimenti per i Comuni lombardi, oltre 200 milioni di euro. E’ un taglio che peserà maggiormente sulle spalle delle realtà comunali medie e medio-piccole, che hanno meno libertà di modulare la spesa. Anci, pur riconoscendo la necessità di rigore finanziario per evitare al nostro Paese crisi speculative, si è sempre opposta a questa Finanziaria, che considera squilibrata perché investe le autonomie locali senza fare distinzioni tra chi ha sforato i conti e chi è stato virtuoso, e senza scalfire i veri centri di spreco della spesa pubblica”.

“Per i Comuni questo significa mettere a rischio i servizi per i cittadini e aumentare le tariffe, a partire ad esempio dal trasporto pubblico, dove la Regione ha già deliberato un aumento del 20 per cento. Oltre a ciò – continua Fontana – c’è la miopia di un patto di stabilità che impedisce ai Comuni che ne avrebbero risorse e possibilità di investire per dotare il territorio di infrastrutture più moderne ed efficienti, contribuendo in questo modo alla ripresa dell’economia. Invece i fondi impiegabili devono restare nelle casse comunali, per compensare le spese di altri comparti dell’amministrazione pubblica”.

Anci Lombardia ha preparato nei mesi scorsi una campagna di comunicazione, che mette gratuitamente a disposizione dei Comuni associati, per illustrare ai cittadini le conseguenze della Legge di stabilità. “Se ai Sindaci, anche e soprattutto a quelli che finora hanno tenuto in ordine i conti dei loro comuni, viene di fatto impedito di svolgere la loro funzione, i cittadini devono sapere bene di chi è la responsabilità. Se da oggi le strade non potranno più essere messe a posto, il verde non potrà più essere curato, la biblioteca avrà orari ridotti o il trasporto scolastico e degli anziani subirà delle riduzioni, questo non è dovuto all’inettitudine degli amministratori locali, ma a impedimenti netti, puntuali e addirittura scientifici da parte dello Stato”.

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Un commento

  1. Ciò provocherà una ulteriore sentimento secessionista o fuga da Rome. Se ben presentato e manipolata, la notizia sarà, nelle regioni ricche una ottimo argomento elettorale: Roma non ci dà i soldi, quibdi dobbiamo chiederli ai cittadini…sapete, noi lavoriamo e paghiamo le tasse, gli altri sperperano. Come farà il Prefetto di Genova col suo nuovo bagno? Chiederà i soldi ai suoi concittadini??

    Mah!.

    "Mi piace"

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